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mercoledì, Maggio 29, 2024

AMBIENTE – Una favola italiana

Le norme ci sono ma non vengono applicate adeguatamente, è ora di cambiare.

Chi ricorda il S.I.S.T.R.I. (Sistema di Controllo della tracciabilità dei Rifiuti industriali) e non?
Penso poche persone, forse solo gli addetti al settore conoscono questo sistema che non è mai entrato veramente in funzione. Istituito con l’art.6 del D.L. 14 dicembre 2018 n.135 il S.I.S.T.R.I. sarebbe dovuto entrare in attività nel Gennaio del 2019 cosa  mai avvenuta , dopo numerosi rinvii il Ministro Calderoli nel 2011 ,all’epoca Ministro per la Semplificazione Normativa , tagliò i fondi per l’attuazione di questa legge. Questo sistema di tracciamento dei rifiuti era stato ritenuto essenziale per conoscere tutto il circuito del rifiuto dalla sua produzione al suo smaltimento legale. Il rifiuto industriale e non veniva classificato e identificato attraverso i Codici CER. Questi codici servono per dare una identità e tracciabilità al rifiuto e individuare il suo smaltimento o recupero . Il cambio  di codice CER avviene quando il rifiuto viene trattato legalmente e può essere riutilizzato secondo gli usi consentiti dalla legge . La non applicazione di questa legge , anche se lacunosa in alcuni sui passaggi ,ha di fatto incrementato lo smaltimento dei rifiuti industriali e tossici in maniera illegale. Come avviene questo smaltimento illegale di  rifiuti ? Ovviamente lo smaltimento legale di questi rifiuti ha un determinato costo ,mentre affidandoli a ditte non specializzate o personaggi compiacenti , queste sversano i rifiuti in determinate zone  per poi essere bruciati , così da non essere più tracciati e identificati , questo meccanismo illecito porta ad un abbattimento significativo del costi . Da oltre 20 anni è conosciuta come “Terra dei Fuochi” una vasta zona tra le provincie di Napoli e Caserta  che è assediata da questi malefici Roghi tossici. Queste zone altamente inquinate, non solo devastano l’ambiente ma inevitabilmente portano un aumento delle malattie respiratorie e tumorali. Nonostante gli ultimi provvedimenti come vigilanza dell’esercito e video sorveglianza delle zone più utilizzare allo sversamento, anche i cittadini devono essere vigili contro questo scempio per una  attenta salvaguardia del territorio.

giuseppe gargiulo

Chi ricorda il S.I.S.T.R.I. (Sistema di Controllo della tracciabilità dei Rifiuti industriali) e non?
Penso poche persone, forse solo gli addetti al settore conoscono questo sistema che non è mai entrato veramente in funzione. Istituito con l’art.6 del D.L. 14 dicembre 2018 n.135 il S.I.S.T.R.I. sarebbe dovuto entrare in attività nel Gennaio del 2019 cosa  mai avvenuta , dopo numerosi rinvii il Ministro Calderoli nel 2011 ,all’epoca Ministro per la Semplificazione Normativa , tagliò i fondi per l’attuazione di questa legge. Questo sistema di tracciamento dei rifiuti era stato ritenuto essenziale per conoscere tutto il circuito del rifiuto dalla sua produzione al suo smaltimento legale. Il rifiuto industriale e non veniva classificato e identificato attraverso i Codici CER. Questi codici servono per dare una identità e tracciabilità al rifiuto e individuare il suo smaltimento o recupero . Il cambio  di codice CER avviene quando il rifiuto viene trattato legalmente e può essere riutilizzato secondo gli usi consentiti dalla legge . La non applicazione di questa legge , anche se lacunosa in alcuni sui passaggi ,ha di fatto incrementato lo smaltimento dei rifiuti industriali e tossici in maniera illegale. Come avviene questo smaltimento illegale di  rifiuti ? Ovviamente lo smaltimento legale di questi rifiuti ha un determinato costo ,mentre affidandoli a ditte non specializzate o personaggi compiacenti , queste sversano i rifiuti in determinate zone  per poi essere bruciati , così da non essere più tracciati e identificati , questo meccanismo illecito porta ad un abbattimento significativo del costi . Da oltre 20 anni è conosciuta come “Terra dei Fuochi” una vasta zona tra le provincie di Napoli e Caserta  che è assediata da questi malefici Roghi tossici. Queste zone altamente inquinate, non solo devastano l’ambiente ma inevitabilmente portano un aumento delle malattie respiratorie e tumorali. Nonostante gli ultimi provvedimenti come vigilanza dell’esercito e video sorveglianza delle zone più utilizzare allo sversamento, anche i cittadini devono essere vigili contro questo scempio per una  attenta salvaguardia del territorio.

giuseppe gargiulo

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