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mercoledì, Maggio 29, 2024

ANTONIO BASSOLINO – Dopo trent’anni, il ritorno del re.

Antonio Bassolino si ricandida a distanza di ventotto anni dalla sua prima elezione a Sindaco di Napoli. La cosa potrebbe non destare emozioni ma la sua storia politica non può non essere motivo di interesse e riflessione per noi napoletani.

Antonio Bassolino si ricandida a Sindaco di Napoli alle elezioni d’autunno, a distanza di ventotto anni dalla sua prima elezione a Sindaco di Napoli. La cosa potrebbe non destare emozioni ma la sua storia politica non può non essere motivo di interesse e riflessione per noi napoletani. Il suo partito di appartenenza per un trentennio è stato il Partito Comunista Italiano. La sua carriera inizia nel 1964, da Afragola, la sua città nativa e l’iscrizione al Pci. Dopo sei anni di carriera nel 1970 è eletto al Consiglio regionale campano.

L’anno successivo diventa segretario della federazione di Avellino. Il 1976 è l’anno della sua elezione a Segretario della federazione Campania del Pci, ruolo che ricoprirà fino al 1983. Intanto riceve il prestigioso incarico nel Comitato centrale del Pci, diventa responsabile della commissione per il Mezzogiorno, successivamente per il Lavoro. A quarant’anni Antonio Bassolino è eletto alla Camera dei deputati. La sua carriera va avanti nel partito quale componente della corrente di Pietro Ingrao e continua alla trasformazione del Partito Comunista Italiano in Partito Democratico della Sinistra.

Dopo gli scandali di Tangentopoli, il partito lo nomina Commissario della federazione regionale. Eletto sindaco nel 1993 in contrapposizione ad Alessandra Mussolini del Movimento Sociale Italiano. Antonio Bassolino, primo sindaco di Napoli della nuova legge per l’elezione diretta del Sindaco (Legge 81/1993). Vince guidando una coalizione formata da. Pds, Rifondazione comunista, Verdi, La Rete, la Lista civica Alternativa per Napoli.

Rieletto nel 1997 al primo turno sempre alla testa del centrosinistra, Antonio Bassolino dà vita al “Rinascimento napoletano”. Una serie di opere e rilancio della città di Napoli con “Il Maggio dei mocumenti”, degli assi viari, restyling delle maggiori piazze napoletane che culminano nell’organizzazione del “G7”. Napoli diventa la città più visitata e sicura d’Italia.

Durante il governo D’Alema, Antonio Bassolino riceve l’incarico di Ministro del lavoro era il 1998, dopo qualche mese, l’omicidio di Massimo D’Antona da parte delle Brigate Rosse. La morte del consulente giuridico del Ministro del Lavoro Bassolino, lo porta a rinunciare e ritornare a Napoli nella veste di Sindaco. Tre anni dopo la seconda elezione a Sindaco, Antonio Bassolino si candida ed è eletto Presidente della Regione Campania.

Con il 54,3% dei voti, sostenuto da una coalizione composta dai partiti aderenti all’Ulivo, sconfiggendo Antonio Rastrelli. Cinque anni dopo, con la stessa coalizione, è rieletto con il 60% dei voti, battendo l’esponente del centrodestra Italo Bocchino. Sua compagna di vita diventa Anna Maria Carloni che segue anche lei la carriera al Parlamento da senatrice nella XV e nella XVI Legislatura.  

Dopo una serie di ombre causate da lacune inchieste, nel 2019 Antonio Bassolino annuncia il suo ritiro dall’attività politica e la creazione di Fondazione SUDD. La Fondazione guarda al sociale, all’economica, alla politica e alla culturale, ancora oggi è attiva. Il 4 novembre 2013, Antonio Bassolino viene assolto con formula piena, per alcuni capi perché il fatto non sussiste e per altri perché il fatto non costituisce reato, dalle accuse che pesarono negli ultimi anni del suo impegno politico.

Oggi Antonio Bassolino ritrova lo smalto di un tempo e gira nei quartieri napoletani a sostegno della sua candidatura a Sindaco di Napoli dopo il decennale di Luigi De Magistris. Si fa accompagnare in questa nuova esperienza dalla sua signora Anna Maria Carloni e anche da fb, tanti i post dei suoi interventi. Scrive al direttore di Repubblica Napoli un appello: “Per una città solidale”.

In alcuni punti della lettera: “Una città o è solidale o non è una città ma solo un luogo di conflitti. Le città, nella loro sempre più complessa articolazione, vanno profondamente riformate a partire dai diritti civili e sociali che – storicamente – sono stati costantemente il motore naturale del cambiamento di ogni comunità, con una forte attenzione agli ultimi e ai fragili, e aggiungo alle persone con sofferenza psichica di fatto aumentate in maniera trasversale a causa di questa terribile pandemia.

Le politiche di contrasto alla povertà assieme alle politiche sociali ed educative devono diventare il perno per creare una diversa qualità dello sviluppo in un territorio come quello napoletano. È la sicurezza sociale la stella polare da seguire. Mi riferisco e in particolare faccio riferimento alla creazione di luoghi dove l’inclusione prevalga sulla discriminazione, dove le opportunità non siano una eccezione ma la normalità.

Sicurezza sociale e civile è anche benessere comune, fatto di rispetto, libertà e costruzione di una comunità che non lascia indietro nessuno, superando le discriminazioni, allargando i diritti di cittadinanza, proteggendo il diritto alla salute e alla crescita umana e culturale attraverso l’istruzione. Il secondo punto spinge sulla ridefinizione della governance delle politiche sociali.

Certo, bisogna impegnarsi ulteriormente affinché programmazione, progettazione ed esecuzione delle politiche sociali vadano ridefinite concretamente in maniera orizzontale. Saper rappresentare i sentimenti e l’anima della città è, assieme alla concretezza quotidiana, la capacità di un vero sindaco. È questo un capitolo centrale del mio patto con Napoli e per Napoli.

Le idee, la grinta e anche i numeri ci sono, sarà, la candidatura di Antonio Bassolino, una bella gatta da pelare per tutti, da Gaetano Manfredi candidato del centrosinistra governativo a Catello Maresca del centrodestra. Antonio Bassolino raccoglie voti dalla sinistra e dalla società civile.
Bassolino si aspettava il sostegno del Pd ma non è arrivato, quanta ingratitudine ma lui se ne fa una ragione e va avanti. In un post da fb scrive: “Napoli è da aggiustare e io il sindaco l’ho saputo fare“, ed è così.

di Luigi Eucalipto

Antonio Bassolino si ricandida a Sindaco di Napoli alle elezioni d’autunno, a distanza di ventotto anni dalla sua prima elezione a Sindaco di Napoli. La cosa potrebbe non destare emozioni ma la sua storia politica non può non essere motivo di interesse e riflessione per noi napoletani. Il suo partito di appartenenza per un trentennio è stato il Partito Comunista Italiano. La sua carriera inizia nel 1964, da Afragola, la sua città nativa e l’iscrizione al Pci. Dopo sei anni di carriera nel 1970 è eletto al Consiglio regionale campano.

L’anno successivo diventa segretario della federazione di Avellino. Il 1976 è l’anno della sua elezione a Segretario della federazione Campania del Pci, ruolo che ricoprirà fino al 1983. Intanto riceve il prestigioso incarico nel Comitato centrale del Pci, diventa responsabile della commissione per il Mezzogiorno, successivamente per il Lavoro. A quarant’anni Antonio Bassolino è eletto alla Camera dei deputati. La sua carriera va avanti nel partito quale componente della corrente di Pietro Ingrao e continua alla trasformazione del Partito Comunista Italiano in Partito Democratico della Sinistra.

Dopo gli scandali di Tangentopoli, il partito lo nomina Commissario della federazione regionale. Eletto sindaco nel 1993 in contrapposizione ad Alessandra Mussolini del Movimento Sociale Italiano. Antonio Bassolino, primo sindaco di Napoli della nuova legge per l’elezione diretta del Sindaco (Legge 81/1993). Vince guidando una coalizione formata da. Pds, Rifondazione comunista, Verdi, La Rete, la Lista civica Alternativa per Napoli.

Rieletto nel 1997 al primo turno sempre alla testa del centrosinistra, Antonio Bassolino dà vita al “Rinascimento napoletano”. Una serie di opere e rilancio della città di Napoli con “Il Maggio dei mocumenti”, degli assi viari, restyling delle maggiori piazze napoletane che culminano nell’organizzazione del “G7”. Napoli diventa la città più visitata e sicura d’Italia.

Durante il governo D’Alema, Antonio Bassolino riceve l’incarico di Ministro del lavoro era il 1998, dopo qualche mese, l’omicidio di Massimo D’Antona da parte delle Brigate Rosse. La morte del consulente giuridico del Ministro del Lavoro Bassolino, lo porta a rinunciare e ritornare a Napoli nella veste di Sindaco. Tre anni dopo la seconda elezione a Sindaco, Antonio Bassolino si candida ed è eletto Presidente della Regione Campania.

Con il 54,3% dei voti, sostenuto da una coalizione composta dai partiti aderenti all’Ulivo, sconfiggendo Antonio Rastrelli. Cinque anni dopo, con la stessa coalizione, è rieletto con il 60% dei voti, battendo l’esponente del centrodestra Italo Bocchino. Sua compagna di vita diventa Anna Maria Carloni che segue anche lei la carriera al Parlamento da senatrice nella XV e nella XVI Legislatura.  

Dopo una serie di ombre causate da lacune inchieste, nel 2019 Antonio Bassolino annuncia il suo ritiro dall’attività politica e la creazione di Fondazione SUDD. La Fondazione guarda al sociale, all’economica, alla politica e alla culturale, ancora oggi è attiva. Il 4 novembre 2013, Antonio Bassolino viene assolto con formula piena, per alcuni capi perché il fatto non sussiste e per altri perché il fatto non costituisce reato, dalle accuse che pesarono negli ultimi anni del suo impegno politico.

Oggi Antonio Bassolino ritrova lo smalto di un tempo e gira nei quartieri napoletani a sostegno della sua candidatura a Sindaco di Napoli dopo il decennale di Luigi De Magistris. Si fa accompagnare in questa nuova esperienza dalla sua signora Anna Maria Carloni e anche da fb, tanti i post dei suoi interventi. Scrive al direttore di Repubblica Napoli un appello: “Per una città solidale”.

In alcuni punti della lettera: “Una città o è solidale o non è una città ma solo un luogo di conflitti. Le città, nella loro sempre più complessa articolazione, vanno profondamente riformate a partire dai diritti civili e sociali che – storicamente – sono stati costantemente il motore naturale del cambiamento di ogni comunità, con una forte attenzione agli ultimi e ai fragili, e aggiungo alle persone con sofferenza psichica di fatto aumentate in maniera trasversale a causa di questa terribile pandemia.

Le politiche di contrasto alla povertà assieme alle politiche sociali ed educative devono diventare il perno per creare una diversa qualità dello sviluppo in un territorio come quello napoletano. È la sicurezza sociale la stella polare da seguire. Mi riferisco e in particolare faccio riferimento alla creazione di luoghi dove l’inclusione prevalga sulla discriminazione, dove le opportunità non siano una eccezione ma la normalità.

Sicurezza sociale e civile è anche benessere comune, fatto di rispetto, libertà e costruzione di una comunità che non lascia indietro nessuno, superando le discriminazioni, allargando i diritti di cittadinanza, proteggendo il diritto alla salute e alla crescita umana e culturale attraverso l’istruzione. Il secondo punto spinge sulla ridefinizione della governance delle politiche sociali.

Certo, bisogna impegnarsi ulteriormente affinché programmazione, progettazione ed esecuzione delle politiche sociali vadano ridefinite concretamente in maniera orizzontale. Saper rappresentare i sentimenti e l’anima della città è, assieme alla concretezza quotidiana, la capacità di un vero sindaco. È questo un capitolo centrale del mio patto con Napoli e per Napoli.

Le idee, la grinta e anche i numeri ci sono, sarà, la candidatura di Antonio Bassolino, una bella gatta da pelare per tutti, da Gaetano Manfredi candidato del centrosinistra governativo a Catello Maresca del centrodestra. Antonio Bassolino raccoglie voti dalla sinistra e dalla società civile.
Bassolino si aspettava il sostegno del Pd ma non è arrivato, quanta ingratitudine ma lui se ne fa una ragione e va avanti. In un post da fb scrive: “Napoli è da aggiustare e io il sindaco l’ho saputo fare“, ed è così.

di Luigi Eucalipto

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