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sabato, Luglio 20, 2024

CAGLIARI – NAPOLI 1 a 1: con il pareggio in Sardegna il Napoli dice addio alla prossima Champions.

Questa squadra non solo non merita di andare in Champions ma è indegna di essere considerata campione.

Marcatori: 21′ st Osimhen (N), 90’+6′ st Luvumbo (C)

Questo Napoli non sa più giocare e soprattutto non sa più vincere. La situazione è così ingarbugliata e messa male che nemmeno gente del calibro di Luis Vinicio, Rinus Michels o Pep Guardiola possono rimetterla in piedi, figurarsi un Mazzarri o un Calzona. I calciatori che giocano “pro-domo“, senza alcuna idea di gioco collettivo,  omettendo così che il calcio vincente è quello orchestrato.

La chiave per ogni vittoria o risultato vincente, nel mondo della pelota, non è essere la squadra più forte o quella più attrezzata è risultata. Grazie a meccanismi e attuazioni, la formazione che ha stracciato gli avversari, attraverso l’imopegno, il collettivo una preparazione fisica adeguata e tanta, tanta  applicazione, questo il Napoli di un anno fa

A Cagliari poi sarebbe stata una vittoria quasi immeritata, per un primo tempo inguardabile, dove l’unica soluzione era buttare la palla in avanti in stile” Viva il Parroco”, mentre nel secondo tempo, la squadra è venuta fuori più per demerito degli avversari che per meriti degli azzurri, e che dopo avere sbloccato il gol, ne hanno lanciato alle ortiche un altro paio, reti più facili da mettere in porta che sbagliarle, come hanno fatto Politano e Simeone, che hanno sprecato l’occasione per mero egoismo.

Poi ci ha pensato Juan Jesus a ristabilire il risultato, a trenta secondi dalla fine, lasciando passare un pallone innocuo, neanche nella Terza categoria dilettanti sarebbe accaduto. Un centrale che commette un’idiozia simile con la complicitá di Meret e Olivera. Certo sul difensore centrale possono cadere tutte le colpe di stagione.

Più colpevole rimane chi ha fatto di questo calciatore la prima scelta in sostituzione di Kim. Non dimentichiamolo è un atleta recuperato nel listino dei calciatori senza squadre, fortemente voluto da Spalletti, forse più per il lavoro di spogliatoio. Il brasiliano pare sia in grado di portare avanti con maestria, ma non certo come titolare di una squadra che punta ai vertici del calcio nazionale e europeo.

La mancanza di un difensore forte e di spessore assieme alla, mancata sostituzione di Lozano, sono parsi a nostro avviso, gli errori più grossolani fatti da questa società. Della scelta infame degli allenatori abbiamo detto più di una volta. Errori che questa società visti i rinnovi dei vari Mario Rui, Politano, pare stia tragicamente confermando la volontà di una deriva inarrestabile.

Non crediamo sia questa la strada giusta da imboccare, continuiamo a domandarci a che gioco sta giocando ADL e il suo entourage. Questa squadra non solo non merita di andare in Champions ma è indegna di essere considerata campione, per l’atteggiamento indolente che ha avuto da parte di molti calciatori, sempre pronti a lamentarsi per ogni sostituzione, talvolta per non essere schierati dal primo minuto, giocando un calcio lento, scialbo, egoistico, sparagnino, senza anima, situazioni classiche delle squadre che hanno fallito l’obiettivo poi stagionale.

Andrebbe, a nostro parere tutto rifatto il complesso area giocatori, prendere atleti che hanno “fame” di fama, calciatori che pensano per prima a giocare e e poi al resto, tutto il contrario di questo Napoli che è da rifondare,  come diceva il grande Bartali : L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare.

Fiore Marro

Questa squadra non solo non merita di andare in Champions ma è indegna di essere considerata campione.

Marcatori: 21′ st Osimhen (N), 90’+6′ st Luvumbo (C)

Questo Napoli non sa più giocare e soprattutto non sa più vincere. La situazione è così ingarbugliata e messa male che nemmeno gente del calibro di Luis Vinicio, Rinus Michels o Pep Guardiola possono rimetterla in piedi, figurarsi un Mazzarri o un Calzona. I calciatori che giocano “pro-domo“, senza alcuna idea di gioco collettivo,  omettendo così che il calcio vincente è quello orchestrato.

La chiave per ogni vittoria o risultato vincente, nel mondo della pelota, non è essere la squadra più forte o quella più attrezzata è risultata. Grazie a meccanismi e attuazioni, la formazione che ha stracciato gli avversari, attraverso l’imopegno, il collettivo una preparazione fisica adeguata e tanta, tanta  applicazione, questo il Napoli di un anno fa

A Cagliari poi sarebbe stata una vittoria quasi immeritata, per un primo tempo inguardabile, dove l’unica soluzione era buttare la palla in avanti in stile” Viva il Parroco”, mentre nel secondo tempo, la squadra è venuta fuori più per demerito degli avversari che per meriti degli azzurri, e che dopo avere sbloccato il gol, ne hanno lanciato alle ortiche un altro paio, reti più facili da mettere in porta che sbagliarle, come hanno fatto Politano e Simeone, che hanno sprecato l’occasione per mero egoismo.

Poi ci ha pensato Juan Jesus a ristabilire il risultato, a trenta secondi dalla fine, lasciando passare un pallone innocuo, neanche nella Terza categoria dilettanti sarebbe accaduto. Un centrale che commette un’idiozia simile con la complicitá di Meret e Olivera. Certo sul difensore centrale possono cadere tutte le colpe di stagione.

Più colpevole rimane chi ha fatto di questo calciatore la prima scelta in sostituzione di Kim. Non dimentichiamolo è un atleta recuperato nel listino dei calciatori senza squadre, fortemente voluto da Spalletti, forse più per il lavoro di spogliatoio. Il brasiliano pare sia in grado di portare avanti con maestria, ma non certo come titolare di una squadra che punta ai vertici del calcio nazionale e europeo.

La mancanza di un difensore forte e di spessore assieme alla, mancata sostituzione di Lozano, sono parsi a nostro avviso, gli errori più grossolani fatti da questa società. Della scelta infame degli allenatori abbiamo detto più di una volta. Errori che questa società visti i rinnovi dei vari Mario Rui, Politano, pare stia tragicamente confermando la volontà di una deriva inarrestabile.

Non crediamo sia questa la strada giusta da imboccare, continuiamo a domandarci a che gioco sta giocando ADL e il suo entourage. Questa squadra non solo non merita di andare in Champions ma è indegna di essere considerata campione, per l’atteggiamento indolente che ha avuto da parte di molti calciatori, sempre pronti a lamentarsi per ogni sostituzione, talvolta per non essere schierati dal primo minuto, giocando un calcio lento, scialbo, egoistico, sparagnino, senza anima, situazioni classiche delle squadre che hanno fallito l’obiettivo poi stagionale.

Andrebbe, a nostro parere tutto rifatto il complesso area giocatori, prendere atleti che hanno “fame” di fama, calciatori che pensano per prima a giocare e e poi al resto, tutto il contrario di questo Napoli che è da rifondare,  come diceva il grande Bartali : L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare.

Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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