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venerdì, Giugno 21, 2024

CALCIO – Napoli 5 gol contro i capitolini, semplicemente Strepitoso!!!

Purtroppo al Napoli, in questa stagione è mancata, nei momenti salienti, la giusta esperienza gestionale.

La squadra biancoceleste romana si è presentata al Maradona in stile Corazzata Potëmkin. Così, come la potente nave russa,  anche per la Lazio il problema è stato il fatalismo. Stavolta sotto forma di calcio Napoli, quel fatalismo che, racconta Guccini, spianta e uccide. Una squadra che ha un tantino di fanciullesco nelle sue corde, quella del presidente Lotito, che si muove come i bambini, senza tatticismi. Sturm und Drang, tra sviolinate spagnole e entrate assassine in area di rigore. Come capita di fare ai bimbominkia o come quando eravamo ragazzi  noi degli anni ’80. Quando a ‘o chiattone lo mettevamo sempre in porta, pure con loro succede così, a Roma sponda Lazio. Non sono stati solo questi i motivi della vittoria strepitosa del Napoli. Quando di fronte ti ritrovi avversari messi così male in arnese, poi basta metterci un poco di tuo per finire alla grande il gioco. Così come è accaduto. Grande Napoli! I miei  quattro affezionati lettori, che da tempo mi seguono, sanno bene quale è stato da sempre il mio pensiero sulla “rosa” azzurra. Resto del parere e dopo ieri sera ancora più convinto, che questa squadra, poteva giocarsela fino in fondo, poteva crederci. Purtroppo al Napoli è mancata, nei momenti salienti, la giusta esperienza gestionale. Situazioni che hanno fatto perdere punti, che oggi non vedrebbero gli azzurri competere per un quarto posto Champions ma bensì per la vetta più alta. Nulla da eccepire sulla formazione in campo. Prima della partita in una trasmissione televisiva dedicata al Calcio Napoli ( Azzurro nell’Anima), ero stato profeta. Avevo pronosticato che la competizione si poteva vincere sulle fasce, dove la formazione di Inzaghi ha negli esterni bassi. Ottimi incursori ma che dal punto di vista difensivo erano calciatori pessimi, a livello del famigerato Mario Rui. Sostituito il portoghese da Hysaj ieri, autore l’albanese di una gara gagliarda. Peccato che la squadra a un certo punto, dopo la splendida realizzazione di Mertens che ha portato gli azzurri sul 4 a 0,  si è seduta un poco. Risvegliando insane reazioni avversarie, Zielinsky, che assieme a Fabian Ruiz costruisce favole magiche, con la palla al piede, ha perso un pallone velenoso nella trequarti azzurra.  In uscita, riaprendo di fatto la partita, per arrivare a Kevin De Bruyne, a cui molti lo accostano (ce ne vuole strada da fare, a mio sommesso avviso, caro Piotr). Poi ci hanno pensato l’arbitro e Immobile, costui, con una sceneggiata degna del miglior Mario Merola, si fa fischiare un fallo al limite. Punizione inesistente, da cui scaturisce una punizione, magistralmente tirata da Sergej Milinković-Savić, il bimbominkia cui accennavo all’ inizio, che si insacca alle spalle di Meret, il portiere in verità per tutta la partita non è parso in stato di Grazia, anzi a più riprese è sembrato imbambolato e fuori gara, ma ciò che ha urtato ancora di più su tutto, è stata la telecronaca televisiva, telecronista e opinionista in Tv, per la televisione che trasmetteva la gara in diretta, autori di una telecronaca pessima e unilaterale, urticante a dir poco, che la dice lunga sulla reale considerazione che la stampa italiota ha del Napoli, al di là delle strane simpatie che all’unisono nutrono per l’attuale tecnico partenopeo, che io ricordi , mai nella storia azzurra c’è stata tanta simpatia padana per un tecnico napoletano, che avendo nelle mani un bolide lo ha condotto per un quarto di stagione come se fosse stato un Maggiolino. Proprio di ciò in questi giorni riflettevo in merito: cosa avrebbe detto su Sarri se quel confronto a Genova con Quagliarella, quel battibecco pieno di improperi e male parole espresse da Gattuso, lo avesse proferito Maurizio? Si sarebbe scatenata l’apoteosi contro un allenatore bravo, si, ma troppo villano per certi palcoscenici. Siccome a fare il teatrino c’era l’amico Rino, è stata perlopiù una scena divertente. Meditate gente, meditate: “Timeo Danos et dona ferentes – temo i greci anche quando portano doni”. Proprio di ciò in questi giorni riflettevo in merito a  cosa avrebbero detto su Sarri se quel confronto a Genova con Quagliarella. Quel battibecco pieno di improperi e male parole espresse da Gattuso, lo avesse proferito il buon Maurizio, si sarebbe scatenata l’apoteosi contro un allenatore bravo, si, ma troppo villano per certi palcoscenici. Siccome a fare il teatrino c’era l’amico Rino, è stata perlopiù una scena divertente … meditate gente, meditate … “timeo Danaos et dona ferentes”.

di Fiore Marro

La squadra biancoceleste romana si è presentata al Maradona in stile Corazzata Potëmkin. Così, come la potente nave russa,  anche per la Lazio il problema è stato il fatalismo. Stavolta sotto forma di calcio Napoli, quel fatalismo che, racconta Guccini, spianta e uccide. Una squadra che ha un tantino di fanciullesco nelle sue corde, quella del presidente Lotito, che si muove come i bambini, senza tatticismi. Sturm und Drang, tra sviolinate spagnole e entrate assassine in area di rigore. Come capita di fare ai bimbominkia o come quando eravamo ragazzi  noi degli anni ’80. Quando a ‘o chiattone lo mettevamo sempre in porta, pure con loro succede così, a Roma sponda Lazio. Non sono stati solo questi i motivi della vittoria strepitosa del Napoli. Quando di fronte ti ritrovi avversari messi così male in arnese, poi basta metterci un poco di tuo per finire alla grande il gioco. Così come è accaduto. Grande Napoli! I miei  quattro affezionati lettori, che da tempo mi seguono, sanno bene quale è stato da sempre il mio pensiero sulla “rosa” azzurra. Resto del parere e dopo ieri sera ancora più convinto, che questa squadra, poteva giocarsela fino in fondo, poteva crederci. Purtroppo al Napoli è mancata, nei momenti salienti, la giusta esperienza gestionale. Situazioni che hanno fatto perdere punti, che oggi non vedrebbero gli azzurri competere per un quarto posto Champions ma bensì per la vetta più alta. Nulla da eccepire sulla formazione in campo. Prima della partita in una trasmissione televisiva dedicata al Calcio Napoli ( Azzurro nell’Anima), ero stato profeta. Avevo pronosticato che la competizione si poteva vincere sulle fasce, dove la formazione di Inzaghi ha negli esterni bassi. Ottimi incursori ma che dal punto di vista difensivo erano calciatori pessimi, a livello del famigerato Mario Rui. Sostituito il portoghese da Hysaj ieri, autore l’albanese di una gara gagliarda. Peccato che la squadra a un certo punto, dopo la splendida realizzazione di Mertens che ha portato gli azzurri sul 4 a 0,  si è seduta un poco. Risvegliando insane reazioni avversarie, Zielinsky, che assieme a Fabian Ruiz costruisce favole magiche, con la palla al piede, ha perso un pallone velenoso nella trequarti azzurra.  In uscita, riaprendo di fatto la partita, per arrivare a Kevin De Bruyne, a cui molti lo accostano (ce ne vuole strada da fare, a mio sommesso avviso, caro Piotr). Poi ci hanno pensato l’arbitro e Immobile, costui, con una sceneggiata degna del miglior Mario Merola, si fa fischiare un fallo al limite. Punizione inesistente, da cui scaturisce una punizione, magistralmente tirata da Sergej Milinković-Savić, il bimbominkia cui accennavo all’ inizio, che si insacca alle spalle di Meret, il portiere in verità per tutta la partita non è parso in stato di Grazia, anzi a più riprese è sembrato imbambolato e fuori gara, ma ciò che ha urtato ancora di più su tutto, è stata la telecronaca televisiva, telecronista e opinionista in Tv, per la televisione che trasmetteva la gara in diretta, autori di una telecronaca pessima e unilaterale, urticante a dir poco, che la dice lunga sulla reale considerazione che la stampa italiota ha del Napoli, al di là delle strane simpatie che all’unisono nutrono per l’attuale tecnico partenopeo, che io ricordi , mai nella storia azzurra c’è stata tanta simpatia padana per un tecnico napoletano, che avendo nelle mani un bolide lo ha condotto per un quarto di stagione come se fosse stato un Maggiolino. Proprio di ciò in questi giorni riflettevo in merito: cosa avrebbe detto su Sarri se quel confronto a Genova con Quagliarella, quel battibecco pieno di improperi e male parole espresse da Gattuso, lo avesse proferito Maurizio? Si sarebbe scatenata l’apoteosi contro un allenatore bravo, si, ma troppo villano per certi palcoscenici. Siccome a fare il teatrino c’era l’amico Rino, è stata perlopiù una scena divertente. Meditate gente, meditate: “Timeo Danos et dona ferentes – temo i greci anche quando portano doni”. Proprio di ciò in questi giorni riflettevo in merito a  cosa avrebbero detto su Sarri se quel confronto a Genova con Quagliarella. Quel battibecco pieno di improperi e male parole espresse da Gattuso, lo avesse proferito il buon Maurizio, si sarebbe scatenata l’apoteosi contro un allenatore bravo, si, ma troppo villano per certi palcoscenici. Siccome a fare il teatrino c’era l’amico Rino, è stata perlopiù una scena divertente … meditate gente, meditate … “timeo Danaos et dona ferentes”.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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