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mercoledì, Maggio 29, 2024

COMMISSIONE D’ACCESSO A BARI: “Ho sfidato i mafiosi di Bari e mi hanno minacciato, ecco i nomi”

Antonio De Caro, sindaco di Bari, presidente dell’A.N.C.I., dopo due mandati da sindaco sotto scorta, davvero non ci sta.

A tre mesi dalle elezioni comunali per decidere il nuovo sindaco di Bari, il clima prodotto dall’iniziativa deve ministro Piantedosi, ha portato Decaro a parlare di un “atto di guerra”. Se davvero le indagini, per eventuali infiltrazioni mafiose nelle decisioni del capoluogo pugliese porterebbero allo scioglimento del consiglio comunale di Bari, cos accadrebbe?

In primis, tre mesi sembrano davvero pochi per indagare e accettare eventuali responsabilità, probabilmente slitterebbe la data delle elezioni e a Bari, almeno per un anno, fino alle prossime elezioni, ci sarebbero i prefetti. Eppure sembra davvero paradossale che un sindaco scortato per le minacce ricevute, alla fine del suo mandato, non più rinnovabile, vivrebbe questa umiliazione.

se davvero accadrà Bari, capoluogo di provincia e di regione, la Puglia, sarebbe il primo a vivere quello che in altri comuni avviene con tranquillità, lo scioglimento per condizionamento mafioso. Pur non discutendo il valore di Piantedosi, ministro degli interni ed ex prefetto, una domanda sorge spontanea? Ma perché in passato, quand’anche città anche di grandi dimensioni, per non parlare di Mafia capitale e di Roma, ciò non è avvenuto?

Le parole di De Caro, sono durissime: “Non assisterò in silenzio a questa operazione di inversione della verità e di distruzione della reputazione di una amministrazione sana e di una intera città”. Cosa aggiungere di più. Frase esternata in un’assemblea pubblica tra le lacrime del sindaco barese.

ancora De Caro: “In dieci anni non abbiamo cambiato assessori e pochi sono stati i consiglieri non rieletti”. Dal Viminale: “Atto dovuto dopo i centotrenta arresti”. La commissione ministeriale è stata nominata per accertare le presunte infiltrazioni mafiose nel Consiglio comunale di Bari e in altre aziende municipalizzate dopo l’arresto di 130 persone in una inchiesta della Dda barese che ha svelato un presunto intreccio mafia-politica con scambio di voto alle Comunali del 2019.

La domanda sorge spontanea: “ma se adesso si mette mano alle indagini per gli arrestati, ci sarà il tempo prima delle elezioni del 9 giugno ? Si potrebbe arrivare al paradosso, se si votasse, che all’indomani del voto, gli eletti, speriamo di no, siamo gli stessi che dovrebbero vedere le partite galere, allora cosa accadrà?

Peccato, peccato davvero che a rimetterci, quanto meno la faccia, siano sempre le persone oneste, gli “altri”, i disonesti che inquinano le nostre amministrazioni, la faranno sempre franca o giù di lì. Tanto ci vuole davvero poco perché i loro sponsor li sostituiscano con altri “galantuomini”, pronti a tutto pur di sedere sulla sedia comoda del potere politico.

Campanella citava: “Corsi e ricorsi”, intento un uomo perbene, Antonio De Caro, sindaco di Bari, minacciato dalla delinquenza, accompagnato per questo da una scorta a sua protezione, oggi è alla gogna mediatica. Ma in che paese viviamo, a chi santo rivolgersi, oggi è il turno di San Nicola, il protettore di Bari, al quale chiediamo aiuto.

gianni bianco

Antonio De Caro, sindaco di Bari, presidente dell’A.N.C.I., dopo due mandati da sindaco sotto scorta, davvero non ci sta.

A tre mesi dalle elezioni comunali per decidere il nuovo sindaco di Bari, il clima prodotto dall’iniziativa deve ministro Piantedosi, ha portato Decaro a parlare di un “atto di guerra”. Se davvero le indagini, per eventuali infiltrazioni mafiose nelle decisioni del capoluogo pugliese porterebbero allo scioglimento del consiglio comunale di Bari, cos accadrebbe?

In primis, tre mesi sembrano davvero pochi per indagare e accettare eventuali responsabilità, probabilmente slitterebbe la data delle elezioni e a Bari, almeno per un anno, fino alle prossime elezioni, ci sarebbero i prefetti. Eppure sembra davvero paradossale che un sindaco scortato per le minacce ricevute, alla fine del suo mandato, non più rinnovabile, vivrebbe questa umiliazione.

se davvero accadrà Bari, capoluogo di provincia e di regione, la Puglia, sarebbe il primo a vivere quello che in altri comuni avviene con tranquillità, lo scioglimento per condizionamento mafioso. Pur non discutendo il valore di Piantedosi, ministro degli interni ed ex prefetto, una domanda sorge spontanea? Ma perché in passato, quand’anche città anche di grandi dimensioni, per non parlare di Mafia capitale e di Roma, ciò non è avvenuto?

Le parole di De Caro, sono durissime: “Non assisterò in silenzio a questa operazione di inversione della verità e di distruzione della reputazione di una amministrazione sana e di una intera città”. Cosa aggiungere di più. Frase esternata in un’assemblea pubblica tra le lacrime del sindaco barese.

ancora De Caro: “In dieci anni non abbiamo cambiato assessori e pochi sono stati i consiglieri non rieletti”. Dal Viminale: “Atto dovuto dopo i centotrenta arresti”. La commissione ministeriale è stata nominata per accertare le presunte infiltrazioni mafiose nel Consiglio comunale di Bari e in altre aziende municipalizzate dopo l’arresto di 130 persone in una inchiesta della Dda barese che ha svelato un presunto intreccio mafia-politica con scambio di voto alle Comunali del 2019.

La domanda sorge spontanea: “ma se adesso si mette mano alle indagini per gli arrestati, ci sarà il tempo prima delle elezioni del 9 giugno ? Si potrebbe arrivare al paradosso, se si votasse, che all’indomani del voto, gli eletti, speriamo di no, siamo gli stessi che dovrebbero vedere le partite galere, allora cosa accadrà?

Peccato, peccato davvero che a rimetterci, quanto meno la faccia, siano sempre le persone oneste, gli “altri”, i disonesti che inquinano le nostre amministrazioni, la faranno sempre franca o giù di lì. Tanto ci vuole davvero poco perché i loro sponsor li sostituiscano con altri “galantuomini”, pronti a tutto pur di sedere sulla sedia comoda del potere politico.

Campanella citava: “Corsi e ricorsi”, intento un uomo perbene, Antonio De Caro, sindaco di Bari, minacciato dalla delinquenza, accompagnato per questo da una scorta a sua protezione, oggi è alla gogna mediatica. Ma in che paese viviamo, a chi santo rivolgersi, oggi è il turno di San Nicola, il protettore di Bari, al quale chiediamo aiuto.

gianni bianco

© Riproduzione riservata

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