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giovedì, Giugno 20, 2024

ECOLOGIA: Il pianeta cambia pelle

Tutti i trattati sottoscritti dai grandi paesi sono impegni che devono necessariamente cambiare scadenza. Questo lo hanno capito i giovani prima e più di noi.

Ecologia, pianeta cambia pelle e mai come questo momento è opportuno parlare di transizione ecologica. Ma prima di affrontare il tema cerchiamo di intendere il significato di transizione ed il senso della transizione ecologica. Noi siamo coinvolti in un processo irreversibile di transizione e transizione significa passare da un modo di essere o di vivere ad un altro, da una condizione o ad una nuova e diversa.

A tale termine si aggiunge il necessario aggettivo ECOLOGICA  per cui con “transizione ecologica”, oggi necessaria ed urgente per tutto il mondo, si intende un insieme di azioni rivolte alla sostenibilità dell’economia, per favorire il passaggio da un sistema basato su fonti energetiche inquinanti a un modello forzatamente virtuoso incentrato sulle fonti verdi. Siamo giunti al punto di non ritorno.

Siamo arrivati ad una condizione di necessario cambiamento della nostra vita. E tutte le date che nell’arco di questi ultimi tempi sono state individuate quali ultime scadenze si sono dimostrate fittizie. 2030, 2050… niente di tutto questo. Il tempo è scaduto, adesso è il momento di porre rimedio e di cambiare, pena l’impossibilità di recuperare la nostra stessa esistenza.


Tutti i trattati sottoscritti dai grandi paesi sono impegni che devono necessariamente cambiare scadenza. Questo lo hanno capito i giovani prima e più di noi. Hanno capito che il loro futuro, la loro esistenza è messa a repentaglio dal nostro egoismo ed in alcuni casi dal nostro menefreghismo. Viviamo un momento drammatico, riteniamo sia giusto dare credito alla voce del futuro, l’ecologia.

Come crediamo sia giusto che cambi la gerarchia della loro soluzione. Tutti devono essere coinvolti nell’interesse della soluzione di tali eventi. La politica,  l’economia e persino la religione hanno il sacrosanto dovere di occuparsi della sopravvivenza dei popoli che governano. Il clima è cambiato, a causa della nostra ingordigia, della sete insaziabile ed egoistica di danaro.

Ma è anche giunto il momento in cui tutti, adesso e subito, si accodino e seguano da vicino tali cambiamenti. Il blackout e la scarsità di materie prime sono solo le prime avvisaglie di un qualcosa di più grande ed imminente che sta per arrivarci addosso. L’importante, quindi, è non farsi travolgere  e non farsi trovare impreparati.
Di qui l’importanza della “transizione ecologica“.

Assodato che tutto sta cambiando nel mondo, cerchiamo di associarci presto a questo percorso di cambiamento, collaborando più possibile. Non si parli più di debito pubblico, ma del debito di ossigeno al quale siamo sottoposti per mancanza di vitali polmoni verdi in tutto il globo. Non si parli più guerre, che già ne stiamo combattendo una su scala mondiale molto più difficile e cruenta di quel che si possa immaginare.

E non parliamo più di sfruttamento delle risorse della Terra, dal momento che sono quasi terminate. Molte sono le parole, le riflessioni di natura morale e gli slogan ripetuti a voce alta nelle piazze del mondo. Il pianeta cambia pelle e se vogliamo riuscire a vederla, la sua nuova pelle, non è più tempo di parlare ma di agire.

di Ferdinando Romanucci

Ecologia, pianeta cambia pelle e mai come questo momento è opportuno parlare di transizione ecologica. Ma prima di affrontare il tema cerchiamo di intendere il significato di transizione ed il senso della transizione ecologica. Noi siamo coinvolti in un processo irreversibile di transizione e transizione significa passare da un modo di essere o di vivere ad un altro, da una condizione o ad una nuova e diversa.

A tale termine si aggiunge il necessario aggettivo ECOLOGICA  per cui con “transizione ecologica”, oggi necessaria ed urgente per tutto il mondo, si intende un insieme di azioni rivolte alla sostenibilità dell’economia, per favorire il passaggio da un sistema basato su fonti energetiche inquinanti a un modello forzatamente virtuoso incentrato sulle fonti verdi. Siamo giunti al punto di non ritorno.

Siamo arrivati ad una condizione di necessario cambiamento della nostra vita. E tutte le date che nell’arco di questi ultimi tempi sono state individuate quali ultime scadenze si sono dimostrate fittizie. 2030, 2050… niente di tutto questo. Il tempo è scaduto, adesso è il momento di porre rimedio e di cambiare, pena l’impossibilità di recuperare la nostra stessa esistenza.


Tutti i trattati sottoscritti dai grandi paesi sono impegni che devono necessariamente cambiare scadenza. Questo lo hanno capito i giovani prima e più di noi. Hanno capito che il loro futuro, la loro esistenza è messa a repentaglio dal nostro egoismo ed in alcuni casi dal nostro menefreghismo. Viviamo un momento drammatico, riteniamo sia giusto dare credito alla voce del futuro, l’ecologia.

Come crediamo sia giusto che cambi la gerarchia della loro soluzione. Tutti devono essere coinvolti nell’interesse della soluzione di tali eventi. La politica,  l’economia e persino la religione hanno il sacrosanto dovere di occuparsi della sopravvivenza dei popoli che governano. Il clima è cambiato, a causa della nostra ingordigia, della sete insaziabile ed egoistica di danaro.

Ma è anche giunto il momento in cui tutti, adesso e subito, si accodino e seguano da vicino tali cambiamenti. Il blackout e la scarsità di materie prime sono solo le prime avvisaglie di un qualcosa di più grande ed imminente che sta per arrivarci addosso. L’importante, quindi, è non farsi travolgere  e non farsi trovare impreparati.
Di qui l’importanza della “transizione ecologica“.

Assodato che tutto sta cambiando nel mondo, cerchiamo di associarci presto a questo percorso di cambiamento, collaborando più possibile. Non si parli più di debito pubblico, ma del debito di ossigeno al quale siamo sottoposti per mancanza di vitali polmoni verdi in tutto il globo. Non si parli più guerre, che già ne stiamo combattendo una su scala mondiale molto più difficile e cruenta di quel che si possa immaginare.

E non parliamo più di sfruttamento delle risorse della Terra, dal momento che sono quasi terminate. Molte sono le parole, le riflessioni di natura morale e gli slogan ripetuti a voce alta nelle piazze del mondo. Il pianeta cambia pelle e se vogliamo riuscire a vederla, la sua nuova pelle, non è più tempo di parlare ma di agire.

di Ferdinando Romanucci

© Riproduzione riservata

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