25.9 C
Napoli
sabato, Luglio 20, 2024

ECONOMIA – Perchè non devi aprire un e-commerce

Vendere su Amazon o su altri marketplace, senza avere la possibilità di automatizzare i processi di produzione o di gestione della propria attività non realizza profitti.

Ti suonerà strano questo titolo, in un periodo in cui tutti fanno la corsa a dotarsi di un sito web per vendere online, eppure io la penso proprio così . Ricordo quando circa venti anni fa tutti si affannavano ad aprire i primi siti per poi rendersi conto che avevano solo buttato via i loro soldi perché avevano preso un’auto senza benzina. Oggi che il mondo è più complesso e che l’economia non è facilmente comprensibile, bisogna fare attenzione agli investimenti che si fanno e soprattutto a dove si ripone la fiducia. Gli stravolgimenti dovuti al Covid non sono altro che un’accelerazione di un processo già in atto e che non termina. L’evoluzione non si ferma, ecco perchè un pò tutti i soggetti economici devono abituarsi all’idea del cambiamento come un male necessario. Restare fermi significa morire lentamente. Ma cosa c’entra tutto questo con il tuo sito e-commerce? Ti spiego. Un sito e-commerce, altro non è che la tua proiezione. La vetrina online della tua attività commerciale o professionale. È uno strumento. Solo uno dei tanti possibili. Non è detto che sia il più adatto alle tue esigenze. È un po’ come dire ho la febbre, quindi prendo la Tachipirina. Certo, funziona quasi sempre ma non è detto che elimini la causa. Allora ripartiamo col ragionamento. Hai un’attività commerciale e non sai come aumentare le tue entrate. La prima cosa da fare è analizzare il mercato nel quale ti muovi, la categoria di prodotto, i tuoi competitor. Molto probabilmente questo non lo hai ancora fatto perché convinto che la tua attività possa andare avanti così come è sempre stato. Così non è. Non è detto che quello che funzionava prima, funzioni ancora adesso. Scarpe e abbigliamento si comprano online anche se sarebbe più logico provare i capi prima di acquistare, eppure le vendite di questo tipo di prodotto continuano ad aumentare, basta leggere le statistiche. Alimentari freschi e conservati, ormai non sono più un taboo per la vendita online. Qualsiasi tipo di prodotto si può trovare senza difficoltà ed anche ad un prezzo molto basso.
Allora, come si fa a vendere il proprio prodotto? Come si fa a sfruttare l’online? Ecco che quindi, bisogna fare una distinzione tra le diverse attività, e soprattutto se stiamo parlando di prodotto o servizio. Sei un rivenditore o vendi prodotti di tua produzione. Hai un mercato a prevalenza locale? Il tuo prodotto è facilmente esportabile? Vendi mozzarella o pomodori in barattolo di tua produzione? Quali sono i tuoi competitor e a che prezzi vendono? Confronti i prezzi con competitor locali o con i grandi distributori? Bisogna conoscere la storia economica del nostro Paese o ciò che è accaduto in altre parti del mondo, per comprendere ciò che sta accadendo e in quale direzione, presumibilmente, evolverà il sistema economico delle nostre aree. Per fare un esempio macroscopico, in Cina, immense aree a prevalenza agricole si sono svuotate perché i giovani si sono spostati per popolare le grandi metropoli nascenti. La ricchezza creata dalla piccola fabbrica è stata commercializzata con la net economy. Capitali ingenti sono arrivati negli ultimi venti anni ed hanno portato questo enorme mercato, ad essere la seconda economia al mondo. Quale insegnamento si può trarre allora? Soprattutto, come può essere correlato al tuo e-commerce? L’online amplifica quello che può essere prodotto, se non si è in grado di lavorare in maniera economica (nel senso di profittevole per tutti i soggetti coinvolti nel sistema), si crea debito e non ricchezza, quindi erosione dei capitali. La forza finanziaria e la liberalizzazione porta ai monopoli de facto, contro i quali non è possibile vincere. Fare un e-commerce senza avere il marketing adeguato e senza avere dei “prezzi buoni” non ha alcun senso. Vendere su Amazon o su altri marketplace, senza avere la possibilità di automatizzare i processi di produzione o di gestione della propria attività non ti porterà a fare profitti ma anzi ti farà andare nella direzione opposta. Se un prodotto (intesa come categoria) è diventato commodity (cioè bene base di largo consumo senza differenziazione, come il grano, l’oro) chi trae vantaggio dalla sua commercializzazione?
Il piccolo negozio di prossimità che vende il prodotto della grande catena di distribuzione, o dei megamercati, sta alimentando una catena autodistruttiva. Un prodotto spersonalizzato, diventato commodity, quale profitto potrà mai dare? Vendere online ha senso quando si hanno i margini per poter pagare i costi di marketing (non solo pubblicità). Ecco perchè bisogna differenziare la propria offerta, il proprio prodotto. Quindi avere un e-commerce potrebbe essere inutile e costoso. Ha sicuramente più senso investire in una strategia di marketing locale che è ben diverso.

Maurizio Di Meglio

Ti suonerà strano questo titolo, in un periodo in cui tutti fanno la corsa a dotarsi di un sito web per vendere online, eppure io la penso proprio così . Ricordo quando circa venti anni fa tutti si affannavano ad aprire i primi siti per poi rendersi conto che avevano solo buttato via i loro soldi perché avevano preso un’auto senza benzina. Oggi che il mondo è più complesso e che l’economia non è facilmente comprensibile, bisogna fare attenzione agli investimenti che si fanno e soprattutto a dove si ripone la fiducia. Gli stravolgimenti dovuti al Covid non sono altro che un’accelerazione di un processo già in atto e che non termina. L’evoluzione non si ferma, ecco perchè un pò tutti i soggetti economici devono abituarsi all’idea del cambiamento come un male necessario. Restare fermi significa morire lentamente. Ma cosa c’entra tutto questo con il tuo sito e-commerce? Ti spiego. Un sito e-commerce, altro non è che la tua proiezione. La vetrina online della tua attività commerciale o professionale. È uno strumento. Solo uno dei tanti possibili. Non è detto che sia il più adatto alle tue esigenze. È un po’ come dire ho la febbre, quindi prendo la Tachipirina. Certo, funziona quasi sempre ma non è detto che elimini la causa. Allora ripartiamo col ragionamento. Hai un’attività commerciale e non sai come aumentare le tue entrate. La prima cosa da fare è analizzare il mercato nel quale ti muovi, la categoria di prodotto, i tuoi competitor. Molto probabilmente questo non lo hai ancora fatto perché convinto che la tua attività possa andare avanti così come è sempre stato. Così non è. Non è detto che quello che funzionava prima, funzioni ancora adesso. Scarpe e abbigliamento si comprano online anche se sarebbe più logico provare i capi prima di acquistare, eppure le vendite di questo tipo di prodotto continuano ad aumentare, basta leggere le statistiche. Alimentari freschi e conservati, ormai non sono più un taboo per la vendita online. Qualsiasi tipo di prodotto si può trovare senza difficoltà ed anche ad un prezzo molto basso.
Allora, come si fa a vendere il proprio prodotto? Come si fa a sfruttare l’online? Ecco che quindi, bisogna fare una distinzione tra le diverse attività, e soprattutto se stiamo parlando di prodotto o servizio. Sei un rivenditore o vendi prodotti di tua produzione. Hai un mercato a prevalenza locale? Il tuo prodotto è facilmente esportabile? Vendi mozzarella o pomodori in barattolo di tua produzione? Quali sono i tuoi competitor e a che prezzi vendono? Confronti i prezzi con competitor locali o con i grandi distributori? Bisogna conoscere la storia economica del nostro Paese o ciò che è accaduto in altre parti del mondo, per comprendere ciò che sta accadendo e in quale direzione, presumibilmente, evolverà il sistema economico delle nostre aree. Per fare un esempio macroscopico, in Cina, immense aree a prevalenza agricole si sono svuotate perché i giovani si sono spostati per popolare le grandi metropoli nascenti. La ricchezza creata dalla piccola fabbrica è stata commercializzata con la net economy. Capitali ingenti sono arrivati negli ultimi venti anni ed hanno portato questo enorme mercato, ad essere la seconda economia al mondo. Quale insegnamento si può trarre allora? Soprattutto, come può essere correlato al tuo e-commerce? L’online amplifica quello che può essere prodotto, se non si è in grado di lavorare in maniera economica (nel senso di profittevole per tutti i soggetti coinvolti nel sistema), si crea debito e non ricchezza, quindi erosione dei capitali. La forza finanziaria e la liberalizzazione porta ai monopoli de facto, contro i quali non è possibile vincere. Fare un e-commerce senza avere il marketing adeguato e senza avere dei “prezzi buoni” non ha alcun senso. Vendere su Amazon o su altri marketplace, senza avere la possibilità di automatizzare i processi di produzione o di gestione della propria attività non ti porterà a fare profitti ma anzi ti farà andare nella direzione opposta. Se un prodotto (intesa come categoria) è diventato commodity (cioè bene base di largo consumo senza differenziazione, come il grano, l’oro) chi trae vantaggio dalla sua commercializzazione?
Il piccolo negozio di prossimità che vende il prodotto della grande catena di distribuzione, o dei megamercati, sta alimentando una catena autodistruttiva. Un prodotto spersonalizzato, diventato commodity, quale profitto potrà mai dare? Vendere online ha senso quando si hanno i margini per poter pagare i costi di marketing (non solo pubblicità). Ecco perchè bisogna differenziare la propria offerta, il proprio prodotto. Quindi avere un e-commerce potrebbe essere inutile e costoso. Ha sicuramente più senso investire in una strategia di marketing locale che è ben diverso.

Maurizio Di Meglio

© Riproduzione riservata

LEGGI ANCHE

- Advertisement -spot_img