12.7 C
Napoli
mercoledì, Novembre 29, 2023

ELEZIONI DEL 25 SETTEMBRE: Promesse tante, ma i soldi dove sono?

Elezioni del 25 settembre, i partiti propongono progetti per assicurarsi il favore dei cittadini, ma le coperture finanziarie nessuno parla.

A Cernobbio si sono riuniti i Leaders in campo alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 per un confronto politico e i segnali non sono stati positivi. Durante una guerra e noi siamo in guerra, una nazione, i suoi rappresentanti, dovrebbero essere uniti e la politica non lo è. Aver mandato a casa il governo Draghi, a sei mesi dalla scadenza elettorale, è stata una cosa davvero ignobile.

Chi guarda di pomeriggio la Tv e i vari approfondimenti, la settimana scorsa SkyTg24 ha proposto un interessante rubrica. Il tema, collegato alle imminenti elezioni, era in sintesi: “Promesse tante, soldi pochi o niente”. Prendendo spunto dalle misure di sostegno all’economia, i due conduttori hanno progressivamente concentrato il discorso sulla differenza tra le promesse e i soldi a disposizione.

Questo il tema principale affrontato dalla puntata di “Numeri – La sfida del voto”. Il voto è sempre più vicino e la campagna elettorale si riempie di progetti e proposte, molte delle quali identitarie di ciascun partito. I programmi ufficiali delle formazioni politiche contengono promesse di ogni tipo, ma i dati e le informazioni su come reperire le risorse necessarie per attuarle sono scarsi.

Analizzando quindi i programmi elettorali di partiti e l’attenzione sulle coperture finanziarie non sono fondamentali per i partiti. Il Terzo polo di Carlo Calenda ha 73 promesse di spese alle quali corrispondono 7 promesse di entrate. Nel programma della coalizione di centrodestra le promesse di spesa sono 40, le di entrate 3.

Non brillano nemmeno MoVimento Cinque Stelle con 40 promesse di spesa contro 3 di entrata. Il Pd, di conseguenza il centrosinistra, 66 promesse contro 4 entrate. Il centrodestra promette di rivedere il reddito di cittadinanza per dar spazio ad altri interventi. Il Pd andrebbe invece a finanziare la dote di 10mila ai diciottenni aumentando la tassa di successione sui patrimoni oltre i 5 milioni di euro.

La scarsa precisione nell’indicare le coperture per le proprie proposte viene denunciata anche nel programma di Azione, che dedica l’ultima pagina proprio al “reperimento delle risorse necessarie a finanziare gli interventi”. Due le vie indicate dal partito di Calenda: la già citata lotta all’evasione fiscale e la ripresa del controllo della spesa sugli acquisti della Pubblica amministrazione.

I partiti sbandierano tra le poche proposte per coprire le spese, la “lotta all’evasione”. La parola “evasione“, con tutti i suoi derivati – come “evadereed evasori” – non compare nel programma della coalizione di centrodestra. E’ inserita nel solo programma separato di Fratelli d’Italia e Lega. Terzo Polo e Pd la menzionano tre volte, i Cinque Stelle una. Anche quando viene citata, la lotta all’evasione è spesso poco dettagliata nelle sue modalità pratiche.

Per fare un esempio: “la dote ai neo diciottenni“, cavallo di battaglia dei democratici, dovrebbe essere finanziata alzando le imposte di successioni sui patrimoni oltre i cinque milioni di euro. Ma nel programma elettorale non vengono specificate le aliquote con cui si intenderebbe farlo.

Il rischio di promesse elettorali senza coperture è quello di approvare misure che per essere finanziate andrebbero ad alzare il debito pubblico. Fatto sta che, passata la competizione elettorale, chi vince lascia cadere nel nulla gran parte delle promesse fatte.

di Gianni Bianco

Elezioni del 25 settembre, i partiti propongono progetti per assicurarsi il favore dei cittadini, ma le coperture finanziarie nessuno parla.

A Cernobbio si sono riuniti i Leaders in campo alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 per un confronto politico e i segnali non sono stati positivi. Durante una guerra e noi siamo in guerra, una nazione, i suoi rappresentanti, dovrebbero essere uniti e la politica non lo è. Aver mandato a casa il governo Draghi, a sei mesi dalla scadenza elettorale, è stata una cosa davvero ignobile.

Chi guarda di pomeriggio la Tv e i vari approfondimenti, la settimana scorsa SkyTg24 ha proposto un interessante rubrica. Il tema, collegato alle imminenti elezioni, era in sintesi: “Promesse tante, soldi pochi o niente”. Prendendo spunto dalle misure di sostegno all’economia, i due conduttori hanno progressivamente concentrato il discorso sulla differenza tra le promesse e i soldi a disposizione.

Questo il tema principale affrontato dalla puntata di “Numeri – La sfida del voto”. Il voto è sempre più vicino e la campagna elettorale si riempie di progetti e proposte, molte delle quali identitarie di ciascun partito. I programmi ufficiali delle formazioni politiche contengono promesse di ogni tipo, ma i dati e le informazioni su come reperire le risorse necessarie per attuarle sono scarsi.

Analizzando quindi i programmi elettorali di partiti e l’attenzione sulle coperture finanziarie non sono fondamentali per i partiti. Il Terzo polo di Carlo Calenda ha 73 promesse di spese alle quali corrispondono 7 promesse di entrate. Nel programma della coalizione di centrodestra le promesse di spesa sono 40, le di entrate 3.

Non brillano nemmeno MoVimento Cinque Stelle con 40 promesse di spesa contro 3 di entrata. Il Pd, di conseguenza il centrosinistra, 66 promesse contro 4 entrate. Il centrodestra promette di rivedere il reddito di cittadinanza per dar spazio ad altri interventi. Il Pd andrebbe invece a finanziare la dote di 10mila ai diciottenni aumentando la tassa di successione sui patrimoni oltre i 5 milioni di euro.

La scarsa precisione nell’indicare le coperture per le proprie proposte viene denunciata anche nel programma di Azione, che dedica l’ultima pagina proprio al “reperimento delle risorse necessarie a finanziare gli interventi”. Due le vie indicate dal partito di Calenda: la già citata lotta all’evasione fiscale e la ripresa del controllo della spesa sugli acquisti della Pubblica amministrazione.

I partiti sbandierano tra le poche proposte per coprire le spese, la “lotta all’evasione”. La parola “evasione“, con tutti i suoi derivati – come “evadereed evasori” – non compare nel programma della coalizione di centrodestra. E’ inserita nel solo programma separato di Fratelli d’Italia e Lega. Terzo Polo e Pd la menzionano tre volte, i Cinque Stelle una. Anche quando viene citata, la lotta all’evasione è spesso poco dettagliata nelle sue modalità pratiche.

Per fare un esempio: “la dote ai neo diciottenni“, cavallo di battaglia dei democratici, dovrebbe essere finanziata alzando le imposte di successioni sui patrimoni oltre i cinque milioni di euro. Ma nel programma elettorale non vengono specificate le aliquote con cui si intenderebbe farlo.

Il rischio di promesse elettorali senza coperture è quello di approvare misure che per essere finanziate andrebbero ad alzare il debito pubblico. Fatto sta che, passata la competizione elettorale, chi vince lascia cadere nel nulla gran parte delle promesse fatte.

di Gianni Bianco

© Riproduzione riservata

LEGGI ANCHE

- Advertisement -spot_img