
Elezioni regionali autunnali 2025, adesso è il turno della Calabria. Il centrodestra in vantaggio nei sondaggi.

Tutto su può dire tranne che le elezioni regionali nelle sette regioni interessate non abbiano suscitato l’interesse dei leader nazionali. Non è bastato il Campo largo e le immagini della Flottiglia in mare, la propaganda di LA7, il centrodestra ha vinto.
Gli italiani non raccolgono più sfide emotive e le elezioni regionali sono diventate “elezioni locali”, nulla a che vedere con il voto nazionale. Basta guardare i risultati per comprendere ciò che dico, ai partito nazionali si affiancano “liste civiche regionali”, spesso determinanti.
Chiaramente, passata la scoppola, assisteremo ai soliti piagnistei prima, ingiurie dopo, contro chi vota sceglie la destra. Purtroppo, abbagliati dalle lacrime di Schlein, Conte, Fratoianni-Bonelli, prima, le offese verso gli elettori avversi, assisteremo al pianto greco del centrosinistra, è un classico.
Eppure non comprendono gli stessi che il problema principale, parlo di chi non vota più la sinistra è una disaffezione al voto, i simpatizzanti del centrodestra non si trovano alle urne. Un quarto dei marchigiani o giù di lì hanno scelto la destra e bisogna rispettare il voto.
L’altro quarto di è diviso tra Campo largo e cespugli vari, sommando anche schede bianche e nulle. Ce la faremo a vincere la sindrome del “secchione“, e ritornare a rimboccare le maniche di camice e ritornare a lavorare?
Sono scettico. In Calabria, con tutta probabilità, ci sara il remake delle elezioni marchigiane: vincerà il centrodestra. Sembra davvero strano ma non vi sono e non ci saranno sorprese in queste elezioni autunnali. In Toscana, Puglia e Campania vincerà il centrosinistra, in Veneto il centrodestra.
Della Campania faremo una riflessione quando sarà tutto pronto, intanto l’Italia è per 3/4 governata dal centrodestra. Per molto meno Massimo D’Alema si dimise da presidente del Consiglio negli anni 90′, la Schlein invece, non ci pensa e, circondata a Roma dai suoi fedelissimi, continua il dialogo con Conte, Fratoianni e Bonelli, etc.
Fortunatamente mancano due anni alle elezioni politiche, c’è ancora tempo per recuperare il rapporto con l’elettorato storicamente di centrosinistra ma una vera leadership non c’è nel Campo largo. Bisogna stare addirittura attenti alla fuga di alcuni moderati, Calenda insegna.
gianni bianco
