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mercoledì, Maggio 29, 2024

ELEZIONI REGIONALI BASILICATA: La bella il 20/21 aprile 2024.

Dopo le vittorie di Alessandra Todde in Sardegna, di Marco Marsilio in Abruzzo per il centrodestra, si prepara la bella

Tutto potevamo immaginare tranne che la politica si trasformasse in un incontro sportivo su cinque tempi. Abbiamo assistito al viaggio notturno di Elly Schline e Giuseppe Conte in Sardegna per festeggiare la vittoria al fotofinish di Alessandra Todde, prima donna Presidente di regione in Sardegna. In un attimo, tutti insieme appassionatamente per costruire il Campo largo. Domenica 10 marzo c’è stato il verdetto in Abbruzzo, ha vinto il centrodestra, apriti cielo. Sono rimasti a casa questa volta Schlein e Conte, hanno festeggiato: Meloni, Salvini, Tajani e Lupi.  

Sono passati pochi giorni dal riscatto del centrodestra in Abruzzo, che ha pareggiato i conti e si ritorna al voto in Basilicata nel mese di Aprile. Si resta al Sud per adesso e la partita, valida sui cinque tempi, oggi parte dall’1 a 1. In questi giorni c’era stata a Roma una Fumata bianca con l’indicazione di Domenico Lacerenza del  Campo largo da parte del Partito Democratico, insieme agli alleati. Accade invece che gli iscritti del PD in Lucano, hanno scritto ai dirigenti nazionali del partito per chiedere il ritiro della candidatura di Domenico Lacerenza.

Questo il primo effetto della sconfitta in Abruzzo. C’è da sottolineare che intono al nome di Lacerenza, avevano trovato la quadra i vertici nazionali del centrosinistra. Invece, i militanti locali del PD, hanno addirittura minacciato la scissione, se il nome resta quello di Domenico Lacerenza. Se la ride intanto il centrodestra che rimette in campo Vito Bardi, il presidente uscente. La cosa che alimenta comunque l’ipotesi di una vittoria del centrodestra in Basilicata, è sicuramente l’atteggiamento dell’ex “Terzo Polo”. Matteo Renzi non disdegna il sostegno a Vito Bardi, mentre Carlo Calenda attende….

Il Campo a questo punto diventa “arido”, perchè mettere insieme una decina di sigle, non è mica facile, soprattutto con l’ipotesi di scomparire in alcune regioni. In attesa di ulteriori colpi di scena, mischiamo le carte…

gianni bianco

Dopo le vittorie di Alessandra Todde in Sardegna, di Marco Marsilio in Abruzzo per il centrodestra, si prepara la bella

Tutto potevamo immaginare tranne che la politica si trasformasse in un incontro sportivo su cinque tempi. Abbiamo assistito al viaggio notturno di Elly Schline e Giuseppe Conte in Sardegna per festeggiare la vittoria al fotofinish di Alessandra Todde, prima donna Presidente di regione in Sardegna. In un attimo, tutti insieme appassionatamente per costruire il Campo largo. Domenica 10 marzo c’è stato il verdetto in Abbruzzo, ha vinto il centrodestra, apriti cielo. Sono rimasti a casa questa volta Schlein e Conte, hanno festeggiato: Meloni, Salvini, Tajani e Lupi.  

Sono passati pochi giorni dal riscatto del centrodestra in Abruzzo, che ha pareggiato i conti e si ritorna al voto in Basilicata nel mese di Aprile. Si resta al Sud per adesso e la partita, valida sui cinque tempi, oggi parte dall’1 a 1. In questi giorni c’era stata a Roma una Fumata bianca con l’indicazione di Domenico Lacerenza del  Campo largo da parte del Partito Democratico, insieme agli alleati. Accade invece che gli iscritti del PD in Lucano, hanno scritto ai dirigenti nazionali del partito per chiedere il ritiro della candidatura di Domenico Lacerenza.

Questo il primo effetto della sconfitta in Abruzzo. C’è da sottolineare che intono al nome di Lacerenza, avevano trovato la quadra i vertici nazionali del centrosinistra. Invece, i militanti locali del PD, hanno addirittura minacciato la scissione, se il nome resta quello di Domenico Lacerenza. Se la ride intanto il centrodestra che rimette in campo Vito Bardi, il presidente uscente. La cosa che alimenta comunque l’ipotesi di una vittoria del centrodestra in Basilicata, è sicuramente l’atteggiamento dell’ex “Terzo Polo”. Matteo Renzi non disdegna il sostegno a Vito Bardi, mentre Carlo Calenda attende….

Il Campo a questo punto diventa “arido”, perchè mettere insieme una decina di sigle, non è mica facile, soprattutto con l’ipotesi di scomparire in alcune regioni. In attesa di ulteriori colpi di scena, mischiamo le carte…

gianni bianco

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