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mercoledì, Maggio 22, 2024

ENERGIA: Aumenti e Accise.

Sono passati novant'anni dalla conquista dell'Etiopia da parte dell'Italia monarchica, paghiamo ancora l'accise. Cosa dire della crisi del canale di Suez del 1956. Tutte le altre sono per terremoti e addirittura una per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004. La crisi libica e gli immigrati del 2011. Ma stiamo scherzando? Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina, a queste "accise", va aggiunta l’Iva al 22%, questo per dovere di cronaca.

Energia, dai carburanti alle utenze domestiche ci sono stati aumenti, resteranno nel breve periodo e una domanda sorge spontanea ‘ma il Recovery fund non doveva aiutare l’economia?‘ Chiaramente un quesito di questo genere fa storcere il naso ai professori di ogni età, quelli che spesso vediamo in televisione e che sono diventate star della comunicazione filogovernativa.

Ai professori bisognerebbe ricordare che quando i prezzi dei gas e del petrolio aumentano la ricaduta negativa è sui consumi, quando scendono difficilmente si allineano in percentuale. Ah, dimenticavo, sui carburanti e sulle utenze paghiamo ancora le famose “accise“, quali? Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina; l’elenco completo delle diciassette accise sui carburanti:

0,000981 euro: finanziamento guerra d’Etiopia (1935-1936)

0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)

0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)

0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)

0,00516 euro: ricostruzione terremoto del Belice (1968)

0,0511 euro: ricostruzione terremoto del Friuli (1976)

0,0387 euro: ricostruzione terremoto dell’Irpinia (1980)

0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)

0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)

0,02 euro: rinnovo del contratto autoferrotranvieri (2004)

0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)

0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)

da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)

0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)

0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)

0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)

0,02 euro: terremoto in Emilia (2012)

Sono passati novant’anni dalla conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia monarchica, paghiamo ancora l’accise. Cosa dire della crisi del canale di Suez del 1956. Tutte le altre sono per terremoti e addirittura una per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004. La crisi libica e gli immigrati del 2011. Ma stiamo scherzando? Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina, a queste “accise”, va aggiunta l’Iva al 22%, questo per dovere di cronaca.

C’è oggi e ci sarà nel prossimo futuro una crisi dei prodotti legati all’ energia, i motivi non sono chiari, si sa solo che, come nel breve periodo la situazione non cambierà. Chiaramente gli aumenti dei costi del carburante influirà anche sul costo della tavola si dice in gergo. Aumenti ai banchi dei supermercati o nei piccoli esercizi saranno naturali visti i costi del carburante per i mezzi di trasporto.

Da diverso tempo, il Giuseppe Conte prima, Mario Draghi dopo, hanno creato illusioni e aspettative per i soldi che l’U.E. ha stanziato per le nazioni e il rilancio delle loro economie. Questo non avviene, i soldi arrivano, sicuramente saranno investiti in progetti, ma ai cittadini restano sempre nuovi aumenti per energia, tasse e tributi. I comuni sono al collasso, sul dissesto o pre-dissesto e con l’aumento delle povertà, ricadrà sempre sui soliti noti, la classe medi, è il patto solidaristico.

Pagheranno i servizi locali per se e per gli altri, poveri o presunti tali, a parte l’energia. In questo ci auguriamo un approfondimento per scovare i disonesti, se non latro per il rispetto dovuto a chi mette mano alla tasca. E’ proprio il caso di dire oggi, come spesso il grande Totò ci regalava nel film “47 morto che parla, e io pago”. Altro che Recovery fund, hanno cambiato solo la lingua, adesso l’inglese ma la storia è sempre la stessa.

di Luigi Eucalipto

Energia, dai carburanti alle utenze domestiche ci sono stati aumenti, resteranno nel breve periodo e una domanda sorge spontanea ‘ma il Recovery fund non doveva aiutare l’economia?‘ Chiaramente un quesito di questo genere fa storcere il naso ai professori di ogni età, quelli che spesso vediamo in televisione e che sono diventate star della comunicazione filogovernativa.

Ai professori bisognerebbe ricordare che quando i prezzi dei gas e del petrolio aumentano la ricaduta negativa è sui consumi, quando scendono difficilmente si allineano in percentuale. Ah, dimenticavo, sui carburanti e sulle utenze paghiamo ancora le famose “accise“, quali? Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina; l’elenco completo delle diciassette accise sui carburanti:

0,000981 euro: finanziamento guerra d’Etiopia (1935-1936)

0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)

0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)

0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)

0,00516 euro: ricostruzione terremoto del Belice (1968)

0,0511 euro: ricostruzione terremoto del Friuli (1976)

0,0387 euro: ricostruzione terremoto dell’Irpinia (1980)

0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)

0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)

0,02 euro: rinnovo del contratto autoferrotranvieri (2004)

0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)

0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)

da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)

0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)

0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)

0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)

0,02 euro: terremoto in Emilia (2012)

Sono passati novant’anni dalla conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia monarchica, paghiamo ancora l’accise. Cosa dire della crisi del canale di Suez del 1956. Tutte le altre sono per terremoti e addirittura una per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004. La crisi libica e gli immigrati del 2011. Ma stiamo scherzando? Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina, a queste “accise”, va aggiunta l’Iva al 22%, questo per dovere di cronaca.

C’è oggi e ci sarà nel prossimo futuro una crisi dei prodotti legati all’ energia, i motivi non sono chiari, si sa solo che, come nel breve periodo la situazione non cambierà. Chiaramente gli aumenti dei costi del carburante influirà anche sul costo della tavola si dice in gergo. Aumenti ai banchi dei supermercati o nei piccoli esercizi saranno naturali visti i costi del carburante per i mezzi di trasporto.

Da diverso tempo, il Giuseppe Conte prima, Mario Draghi dopo, hanno creato illusioni e aspettative per i soldi che l’U.E. ha stanziato per le nazioni e il rilancio delle loro economie. Questo non avviene, i soldi arrivano, sicuramente saranno investiti in progetti, ma ai cittadini restano sempre nuovi aumenti per energia, tasse e tributi. I comuni sono al collasso, sul dissesto o pre-dissesto e con l’aumento delle povertà, ricadrà sempre sui soliti noti, la classe medi, è il patto solidaristico.

Pagheranno i servizi locali per se e per gli altri, poveri o presunti tali, a parte l’energia. In questo ci auguriamo un approfondimento per scovare i disonesti, se non latro per il rispetto dovuto a chi mette mano alla tasca. E’ proprio il caso di dire oggi, come spesso il grande Totò ci regalava nel film “47 morto che parla, e io pago”. Altro che Recovery fund, hanno cambiato solo la lingua, adesso l’inglese ma la storia è sempre la stessa.

di Luigi Eucalipto

© Riproduzione riservata

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