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giovedì, Giugno 20, 2024

ÉRIC ZEMMOUR: La marcia su Parigi

Éric Zemmour nel 2006 pubblicò un libro “L’uomo maschio”. Un libro che esprime un concetto: «L’essere umano è molto primitivo. Abbiamo un cervello arcaico, rettile. Dobbiamo tenerne conto, a volerlo negare, creiamo generazioni di impotenti, di omosessuali e di divorziati.»

Il mese scorso il giornalista francese si candida alla guida della Francia alle elezioni presidenziali del 2022 per l’estrema destra. Ha il sostegno Zemmour di Marion Maréchal-Le Pen, nipote di Marine le Pen del ”Fronte nazionale”, storica formazione di destra. Nel libro “L’uomo maschio”, pubblicato nel 2006, Zemmour parla della “castrazione” degli uomini voluta dalla società degli ultimi dieci-venti anni.

Accusa femministe, donne e anche gli uomini di cavalcare il politicamente corretto, sopprimendo le cosiddette vere pulsioni maschili di predatore sessuale violento. Dimentica Zemmour la storia della Francia e i lavori di Freud, crede che l’ideologia gay abbia preso piede. Un intermediario per scardinare la situazione e convincere “l’uomo a diventare una femmina come le altre”.

Sempre come prova della “femminilizzazione” cita il sempre maggior apprezzamento per il pesce. Il concetto di “coppia” come esclusivamente femminile, estraneo alla vera natura dell’uomo a cui è stato imposto e al quale anche l’uomo crede.  Éric Zemmour, nasce a Montreuil nel 1958 da una famiglia di origine ebraica-algerina. Cittadinanza francese, si definisce berbero e dal 1996 lavora per il quotidiano “Le Figaro”.

Editorialista e commentatore politico conservatore, spostatosi su posizioni di estrema destra, tiene anche rubriche ricorrenti in radio e in televisione. Diplomato all’Institut d’études politiques di Parigi nel 1979. Ha esordito nella professione giornalistica firmando il suo primo articolo nel 1986 per “Le Quotidien de Paris”, diventando poi notista politico ed editorialista. La Francia si appresta al voto come l’Italia ma lì il Presidente non è il garante dell’equilibrio tra i poteri, lì, in Francia, il Presidente è il potere.

Repubblica presidenziale con diritto di nomina del Capo del governo, la Francia quindi è una cosa ben diversa dall’Italia. Soprattutto se uno dei candidati, Éric Zemmour, chiede ai mussulmani di cambiare nome o altre farneticazioni come la chiusura delle frontiere, fino ad oggi troppo permissive. La Francia è stata in Europa all’avanguardia sulle novità in politica e l’elezione di Emmanuel Macron ne è la dimostrazione. Il 2022 sarà un anno importante, la Francia, seconda e l’Italia, terza potenza economia della Comunità europea saranno in gioco, speriamo i cittadini sappiano scegliere.

di Luigi Eucalipto

Éric Zemmour nel 2006 pubblicò un libro “L’uomo maschio”. Un libro che esprime un concetto: «L’essere umano è molto primitivo. Abbiamo un cervello arcaico, rettile. Dobbiamo tenerne conto, a volerlo negare, creiamo generazioni di impotenti, di omosessuali e di divorziati.»

Il mese scorso il giornalista francese si candida alla guida della Francia alle elezioni presidenziali del 2022 per l’estrema destra. Ha il sostegno Zemmour di Marion Maréchal-Le Pen, nipote di Marine le Pen del ”Fronte nazionale”, storica formazione di destra. Nel libro “L’uomo maschio”, pubblicato nel 2006, Zemmour parla della “castrazione” degli uomini voluta dalla società degli ultimi dieci-venti anni.

Accusa femministe, donne e anche gli uomini di cavalcare il politicamente corretto, sopprimendo le cosiddette vere pulsioni maschili di predatore sessuale violento. Dimentica Zemmour la storia della Francia e i lavori di Freud, crede che l’ideologia gay abbia preso piede. Un intermediario per scardinare la situazione e convincere “l’uomo a diventare una femmina come le altre”.

Sempre come prova della “femminilizzazione” cita il sempre maggior apprezzamento per il pesce. Il concetto di “coppia” come esclusivamente femminile, estraneo alla vera natura dell’uomo a cui è stato imposto e al quale anche l’uomo crede.  Éric Zemmour, nasce a Montreuil nel 1958 da una famiglia di origine ebraica-algerina. Cittadinanza francese, si definisce berbero e dal 1996 lavora per il quotidiano “Le Figaro”.

Editorialista e commentatore politico conservatore, spostatosi su posizioni di estrema destra, tiene anche rubriche ricorrenti in radio e in televisione. Diplomato all’Institut d’études politiques di Parigi nel 1979. Ha esordito nella professione giornalistica firmando il suo primo articolo nel 1986 per “Le Quotidien de Paris”, diventando poi notista politico ed editorialista. La Francia si appresta al voto come l’Italia ma lì il Presidente non è il garante dell’equilibrio tra i poteri, lì, in Francia, il Presidente è il potere.

Repubblica presidenziale con diritto di nomina del Capo del governo, la Francia quindi è una cosa ben diversa dall’Italia. Soprattutto se uno dei candidati, Éric Zemmour, chiede ai mussulmani di cambiare nome o altre farneticazioni come la chiusura delle frontiere, fino ad oggi troppo permissive. La Francia è stata in Europa all’avanguardia sulle novità in politica e l’elezione di Emmanuel Macron ne è la dimostrazione. Il 2022 sarà un anno importante, la Francia, seconda e l’Italia, terza potenza economia della Comunità europea saranno in gioco, speriamo i cittadini sappiano scegliere.

di Luigi Eucalipto

© Riproduzione riservata

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