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mercoledì, Maggio 29, 2024

GIUSEPPE MOSCA – L’ Afragola che vorrei.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Siamo quasi a Giugno e si susseguono con frequenza giornaliera confronti nei bar, post sui social, talk show, aggiornamenti e scoop. Sui tavoli di trattative in essere, accordi per la composizione degli schieramenti politici che parteciperanno alle prossime elezioni amministrative previste in autunno.

Fin qui potremmo dire anche che almeno in apparenza è tutto nella normale; peccato però che da tutti questi “consessi” si riscontrino elementi comuni che suscitano momenti di riflessione. L’approccio autoreferenziale e la rivendicazione di titoli, sono: ex-consigliere, ex assessore, ex sindaco, ex-parlamentare, ex-presidente della repubblica, e così via.

Tutto ciò a sostegno della personale titolarità o l’eventuale legittimità per essere il candidato sindaco. Il confronto su problemi di interesse comune dovrebbe essere al centro del progetto politico che si vuole proporre insieme alle azioni per realizzarlo.  

Questo scenario è lo stesso da anni. Oggi, per le condizioni socio-economiche, le conseguenze della pandemia, il degrado e il disservizio in cui versa Afragola, sarebbe auspicabile un approccio opposto.

Sarebbe utile che ai tavoli i confronto politico diventassero soprattutto un momento di dibattito sui problemi della città. Successivamente la scelta di una figura che, per spessore politico e morale, capacità relazionale e aggregazione, sia in grado di essere candidato Sindaco. Una figura che sappia essere insieme sintesi politica ed espressione di un programma “unitario”, anche nella diversità delle singole entità di una coalizione.

Afragola, che Vorrei….

Proporre e una serie di sport in città, sostenuti dall’amministrazione, alternativi al calcio come Rugby, Volley, Basket e altre discipline;

Una riscoperta culturale della nostra città recuperando beni archeologici e artistici dislocati in musei del capoluogo per riportarli ad Afragola per creare un museo cittadino.

Favorire e migliorare la digitalizzazione e modernizzazione della macchina comunale.

Creare strutture di consulenza per i giovani, avvio di start-up sfruttando al meglio i finanziamenti regionali e della Comunità Europea.

Idee e azioni per garantire, soprattutto per i giovani, luoghi di ritrovo dove potersi incontrare rispettando i criteri di sicurezza e del decoro urbano.

Mi aspetterei proposte di questo genere da chi si candida ad esercitare il servizio della Politica nella nostra città. C’è tempo per avviare e proporre un’inversione di tendenza, questa svolta epocale e culturale per la nostra città. Speriamo che Afragola che vorrei non sia l’ennesimo… Vorrei ma non Posto“.

Siamo quasi a Giugno e si susseguono con frequenza giornaliera confronti nei bar, post sui social, talk show, aggiornamenti e scoop. Sui tavoli di trattative in essere, accordi per la composizione degli schieramenti politici che parteciperanno alle prossime elezioni amministrative previste in autunno.

Fin qui potremmo dire anche che almeno in apparenza è tutto nella normale; peccato però che da tutti questi “consessi” si riscontrino elementi comuni che suscitano momenti di riflessione. L’approccio autoreferenziale e la rivendicazione di titoli, sono: ex-consigliere, ex assessore, ex sindaco, ex-parlamentare, ex-presidente della repubblica, e così via.

Tutto ciò a sostegno della personale titolarità o l’eventuale legittimità per essere il candidato sindaco. Il confronto su problemi di interesse comune dovrebbe essere al centro del progetto politico che si vuole proporre insieme alle azioni per realizzarlo.  

Questo scenario è lo stesso da anni. Oggi, per le condizioni socio-economiche, le conseguenze della pandemia, il degrado e il disservizio in cui versa Afragola, sarebbe auspicabile un approccio opposto.

Sarebbe utile che ai tavoli i confronto politico diventassero soprattutto un momento di dibattito sui problemi della città. Successivamente la scelta di una figura che, per spessore politico e morale, capacità relazionale e aggregazione, sia in grado di essere candidato Sindaco. Una figura che sappia essere insieme sintesi politica ed espressione di un programma “unitario”, anche nella diversità delle singole entità di una coalizione.

Afragola, che Vorrei….

Proporre e una serie di sport in città, sostenuti dall’amministrazione, alternativi al calcio come Rugby, Volley, Basket e altre discipline;

Una riscoperta culturale della nostra città recuperando beni archeologici e artistici dislocati in musei del capoluogo per riportarli ad Afragola per creare un museo cittadino.

Favorire e migliorare la digitalizzazione e modernizzazione della macchina comunale.

Creare strutture di consulenza per i giovani, avvio di start-up sfruttando al meglio i finanziamenti regionali e della Comunità Europea.

Idee e azioni per garantire, soprattutto per i giovani, luoghi di ritrovo dove potersi incontrare rispettando i criteri di sicurezza e del decoro urbano.

Mi aspetterei proposte di questo genere da chi si candida ad esercitare il servizio della Politica nella nostra città. C’è tempo per avviare e proporre un’inversione di tendenza, questa svolta epocale e culturale per la nostra città. Speriamo che Afragola che vorrei non sia l’ennesimo… Vorrei ma non Posto“.

© Riproduzione riservata

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