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mercoledì, Maggio 29, 2024

NAPOLI– TORINO: 1 a 1. Gli azzurri continuano a fare il passo del gambero uno avanti e due indietro.

Il migliore degli azzurri è stato senza dubbio alcuno Kvaratskhelia, che al di là del gol, è stato l’ultimo a arrendesi

Marcatori: 16′ st Kvaratskhelia (N), 19′ st Sanabria (T)

Purtroppo per il Napoli, il problema rimane la zona difensiva centrale, vera nota negativa della squadra, si prendono gol sempre alla stessa maniera, sempre nella stessa zona di campo, sempre di testa o con palloni a mezz’aria,  dove ci sarebbe bisogno di un Aurelio Scagnellato o un Tarcisio Burgnich buonanima, la necessità di un gordiano, di un pilastro di cemento, che non c’è ha contraddistinto purtroppo la stagione dei partenopei.

Là dove Vlahovic ha graziato gli azzurri qualche giorno fa, non ha fatto la stessa cortesia Sanabria, peccato perché al di là del gol preso, i partenopei si sono giocati così quelle residue speranza di qualificazione Champions, impresa quasi impossibile oramai. Il Napoli non sfonda e non vince, contro il Toro di Ivan Juric, che si conferma “bestia nera” del Napoli, fin da quella mancata qualificazione Champions, quando il tecnico sedeva sulla panchina del Verona.

La difesa azzurra come al solito si è dimostrata fragile e facile da espugnare, e con una difesa del genere purtroppo non ci si qualifica, la squadra paga dazio per la scellerata campagna acquisti di De La. Anche a centrocampo qualcosa non gira più come un tempo, si è scorto il fantasma di Zielinsky e la brutta copia di Anguissa, ma il polacco è la vera delusione di questa stagione, al di là della sua scelta futura.

Piotr sta deludendo per il suo modo indolente di stare in campo, si scorge una mancata connessione tra lui e il resto della squadra, anche ieri finché è stato in campo, il Napoli pareva giocasse in 10, andrebbe messo a mio modesto parere fuori rosa,  dove invece è finito immeritatamente Diego Demme. Il Napoli di quest’anno somiglia sempre di più a quei sarti di bassa qualità, che vengono meno spesso nelle cuciture.

Ciccio Calzona ha provato a dare la svolta, e la vittoria contro i bianconeri di Allegri pareva fosse la sterzata che si attendeva da inizio stagione, ma non è andata così, il Napoli boccheggia e a nostro parere farà così fino a fine stagione, un’annata storta che difficilmente potrà essere riassestata. Magari se si fosse puntato direttamente sul Direttore Tecnico della Slovacchia fin da subito, a quest’ora staremo a fare altri conti, magari molto più  interessanti e più importanti di quelli che la torcida azzurra si ritrova a fare adesso.

Il migliore degli azzurri è stato senza dubbio alcuno Kvaratskhelia, che al di là del gol, è stato l’ultimo a arrendesi, anche se nel primo tempo ha fallito un gol  più facile da segnare che da sbagliare o farsi parare come poi è accaduto. Ottima prova di Matteo Politano, e apprezzabile la prova di Mario Rui in fase di costruzione, suo l’assist al bacio che ha mandato in rete il georgiano.

Osimhen si è al solito battuto contro tutto e tutti, mancherà tanto l’anno prossimo, soprattutto contro queste squadre che giocano l’uno contro uno, dove l’africano è uno dei pochi che riesce a fare la differenza, grazie ai suoi strappi e alle sue accelerate improvvise. Prossima tappa la sfida contro il Barcellona, che potrebbe essere l’ennesima occasione persa o la madre di tutte le partite.

Fiore Marro

Il migliore degli azzurri è stato senza dubbio alcuno Kvaratskhelia, che al di là del gol, è stato l’ultimo a arrendesi

Marcatori: 16′ st Kvaratskhelia (N), 19′ st Sanabria (T)

Purtroppo per il Napoli, il problema rimane la zona difensiva centrale, vera nota negativa della squadra, si prendono gol sempre alla stessa maniera, sempre nella stessa zona di campo, sempre di testa o con palloni a mezz’aria,  dove ci sarebbe bisogno di un Aurelio Scagnellato o un Tarcisio Burgnich buonanima, la necessità di un gordiano, di un pilastro di cemento, che non c’è ha contraddistinto purtroppo la stagione dei partenopei.

Là dove Vlahovic ha graziato gli azzurri qualche giorno fa, non ha fatto la stessa cortesia Sanabria, peccato perché al di là del gol preso, i partenopei si sono giocati così quelle residue speranza di qualificazione Champions, impresa quasi impossibile oramai. Il Napoli non sfonda e non vince, contro il Toro di Ivan Juric, che si conferma “bestia nera” del Napoli, fin da quella mancata qualificazione Champions, quando il tecnico sedeva sulla panchina del Verona.

La difesa azzurra come al solito si è dimostrata fragile e facile da espugnare, e con una difesa del genere purtroppo non ci si qualifica, la squadra paga dazio per la scellerata campagna acquisti di De La. Anche a centrocampo qualcosa non gira più come un tempo, si è scorto il fantasma di Zielinsky e la brutta copia di Anguissa, ma il polacco è la vera delusione di questa stagione, al di là della sua scelta futura.

Piotr sta deludendo per il suo modo indolente di stare in campo, si scorge una mancata connessione tra lui e il resto della squadra, anche ieri finché è stato in campo, il Napoli pareva giocasse in 10, andrebbe messo a mio modesto parere fuori rosa,  dove invece è finito immeritatamente Diego Demme. Il Napoli di quest’anno somiglia sempre di più a quei sarti di bassa qualità, che vengono meno spesso nelle cuciture.

Ciccio Calzona ha provato a dare la svolta, e la vittoria contro i bianconeri di Allegri pareva fosse la sterzata che si attendeva da inizio stagione, ma non è andata così, il Napoli boccheggia e a nostro parere farà così fino a fine stagione, un’annata storta che difficilmente potrà essere riassestata. Magari se si fosse puntato direttamente sul Direttore Tecnico della Slovacchia fin da subito, a quest’ora staremo a fare altri conti, magari molto più  interessanti e più importanti di quelli che la torcida azzurra si ritrova a fare adesso.

Il migliore degli azzurri è stato senza dubbio alcuno Kvaratskhelia, che al di là del gol, è stato l’ultimo a arrendesi, anche se nel primo tempo ha fallito un gol  più facile da segnare che da sbagliare o farsi parare come poi è accaduto. Ottima prova di Matteo Politano, e apprezzabile la prova di Mario Rui in fase di costruzione, suo l’assist al bacio che ha mandato in rete il georgiano.

Osimhen si è al solito battuto contro tutto e tutti, mancherà tanto l’anno prossimo, soprattutto contro queste squadre che giocano l’uno contro uno, dove l’africano è uno dei pochi che riesce a fare la differenza, grazie ai suoi strappi e alle sue accelerate improvvise. Prossima tappa la sfida contro il Barcellona, che potrebbe essere l’ennesima occasione persa o la madre di tutte le partite.

Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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