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mercoledì, Maggio 22, 2024

Marcianise dove rinasce l’angolo del Cuore.

il reparto di cardiochirurgia dell’ospedale di Marcianise, fiore all’occhiello della sanità casertana.

Il mio amico cubano Ibrahim Ferrer, nelle caldi notti trascorse all’Avana, davanti a un buon mate, amava  magnificare due cose del suo paese: la musica e la medicina; per la prima non potevo dargli torto, era da poco  terminato il concerto di don Rubén González. Le note del suo pianoforte erano gocce di pioggia lievi cadute non per terra ma nella nostre anime, però personalmente potevo ribattere con il blues di Pino Daniele e  le note di Paolo Conte.

Così da poter impattare il confronto; per la medicina, purtroppo la battaglia era a me sfavorevole, il caro Ibrahim vantava la capacità sobria dei dottori del suo paese, che non di rado erano soliti aspettare e accogliere i propri ammalati fuori dai loro ambulatori, tutto questo paragonato alle file chilometriche e a volte improduttive dei nostri infermi in attesa nell’atrio di un ospedale, clinica o ufficio di medico che dir si voglia, mi spinse a cambiare discorso.

Ora di Ibrahim non ho più tracce, proprio ora che potrei anche io, per una storia personale, raccontare che la Sanità in Italia non è tutta da buttare, e che anzi, in uno dei posti meno esaltanti del sud, in Campania, nel casertano, per la precisione in quel di Marcianise una struttura sanitaria funziona più che bene.

Parlo per esperienza diretta, per un mio ricovero urgente, causa problemi cardiaci, che ho dovuto mio malgrado affrontare in una sera di febbraio del 2022, ricovero urgente presso il distaccamento ospedaliero di Marcianise e ricovero nel reparto di cardiologia, dove in verità i dottori di cardiologia più che altro si sono mostrati come una sorta di geologi, raccogliendo di me ciò che restava e tirandomi su , prendendomi per i capelli e riportato in vita.

Una struttura all’avanguardia, quella di Cardiochirurgia, del III piano, all’ospedale di Marcianise,  composta sapientemente da dottori emergenti, coraggiosi,  capaci come il mio oramai “Angelo Custode” dottoressa Ambra Uccello, e medici di spessore, pazienti, sinceri e diretti come il dottor Francesco Riello, Maria Pia Popolizio.

Giovani capaci come Simona Dell’Aversana, una squadra tirata su sapientemente dal dottore Vincenzo De Rosa, coadiuvato da una equipe di infermieri preparati, che non ho mai visto fare gesti di insofferenza, mai seccati da chiamate improvvise da parte dei degenti, un complesso di elementi seri, professionali che però lascia trasparire una conduzione antica, familiare, vera, lodevole.

Una cura encomiabile del malato che dovrebbe essere la normalità in un ospedale, ma che è invece un fatto straordinario, visto l’andazzo generale. Da poco il reparto ha intrapreso anche la strada della chirurgia, personalmente ne ho potuto giovare, così come tante altre persone del territorio, che finalmente possono evitare viaggi della speranza, lunghi, dispendiosi e talvolta con risultati poco confortanti.  

Il reparto di Cardiochirurgia di Marcianise è un fiore all’occhiello della sanità campana, l’augurio che tutto possa proseguire per lungo tempo, per il paese e per l’immagine poco esaltante della medicina italiana, soprattutto quella del sud. Dispiace che tutto questo al mio amico Ibrahim non posso raccontarlo, come una volta,  davanti a un mate cubano o un buon Taurasi, vista la distanza e il tempo che scorre e ci allontana.

di Fiore Marro

il reparto di cardiochirurgia dell’ospedale di Marcianise, fiore all’occhiello della sanità casertana.

Il mio amico cubano Ibrahim Ferrer, nelle caldi notti trascorse all’Avana, davanti a un buon mate, amava  magnificare due cose del suo paese: la musica e la medicina; per la prima non potevo dargli torto, era da poco  terminato il concerto di don Rubén González. Le note del suo pianoforte erano gocce di pioggia lievi cadute non per terra ma nella nostre anime, però personalmente potevo ribattere con il blues di Pino Daniele e  le note di Paolo Conte.

Così da poter impattare il confronto; per la medicina, purtroppo la battaglia era a me sfavorevole, il caro Ibrahim vantava la capacità sobria dei dottori del suo paese, che non di rado erano soliti aspettare e accogliere i propri ammalati fuori dai loro ambulatori, tutto questo paragonato alle file chilometriche e a volte improduttive dei nostri infermi in attesa nell’atrio di un ospedale, clinica o ufficio di medico che dir si voglia, mi spinse a cambiare discorso.

Ora di Ibrahim non ho più tracce, proprio ora che potrei anche io, per una storia personale, raccontare che la Sanità in Italia non è tutta da buttare, e che anzi, in uno dei posti meno esaltanti del sud, in Campania, nel casertano, per la precisione in quel di Marcianise una struttura sanitaria funziona più che bene.

Parlo per esperienza diretta, per un mio ricovero urgente, causa problemi cardiaci, che ho dovuto mio malgrado affrontare in una sera di febbraio del 2022, ricovero urgente presso il distaccamento ospedaliero di Marcianise e ricovero nel reparto di cardiologia, dove in verità i dottori di cardiologia più che altro si sono mostrati come una sorta di geologi, raccogliendo di me ciò che restava e tirandomi su , prendendomi per i capelli e riportato in vita.

Una struttura all’avanguardia, quella di Cardiochirurgia, del III piano, all’ospedale di Marcianise,  composta sapientemente da dottori emergenti, coraggiosi,  capaci come il mio oramai “Angelo Custode” dottoressa Ambra Uccello, e medici di spessore, pazienti, sinceri e diretti come il dottor Francesco Riello, Maria Pia Popolizio.

Giovani capaci come Simona Dell’Aversana, una squadra tirata su sapientemente dal dottore Vincenzo De Rosa, coadiuvato da una equipe di infermieri preparati, che non ho mai visto fare gesti di insofferenza, mai seccati da chiamate improvvise da parte dei degenti, un complesso di elementi seri, professionali che però lascia trasparire una conduzione antica, familiare, vera, lodevole.

Una cura encomiabile del malato che dovrebbe essere la normalità in un ospedale, ma che è invece un fatto straordinario, visto l’andazzo generale. Da poco il reparto ha intrapreso anche la strada della chirurgia, personalmente ne ho potuto giovare, così come tante altre persone del territorio, che finalmente possono evitare viaggi della speranza, lunghi, dispendiosi e talvolta con risultati poco confortanti.  

Il reparto di Cardiochirurgia di Marcianise è un fiore all’occhiello della sanità campana, l’augurio che tutto possa proseguire per lungo tempo, per il paese e per l’immagine poco esaltante della medicina italiana, soprattutto quella del sud. Dispiace che tutto questo al mio amico Ibrahim non posso raccontarlo, come una volta,  davanti a un mate cubano o un buon Taurasi, vista la distanza e il tempo che scorre e ci allontana.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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