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mercoledì, Maggio 29, 2024

INTER – NAPOLI 1 a 0 – Gli azzurri perdono a San Siro la loro imbattibilità in campionato.

Un Napoli normale e abbordabile al punto che anche un avversario scarso, come è parso ieri l’Inter, lo ha battuto.

Marcatori: 55′ Dzeko

Il Napoli perde la sua imbattibilità in campionato nella prima gara di ritorno dopo i Mondiali, reduce da un ciclo di undici vittorie consecutive. Cade a Milano sponda nerazzurra e rende felici una miriade di persone. A parte ii tifosi meneghini, saranno felici i giornalisti sportivi del nord e qualche cronista “denoiandri “, qui a Napoli e dintorni.

Gente che stava impazzendo nel dover sopportare questa lunga, interminabile egemonia. La vittoria dell’Inter rende felicità pure quella massa informe e incomprensibile di tifosi terroni. Epifenomeno tutto nostro locale, che ieri avranno finalmente potuto gioire da buon “negro con l’anello al naso”, per la battuta d’arresto degli azzurri.

Insomma anche nella peggiore e atroce delle sconfitte il Napoli rende gioia e felicità comunque. Meno contento sarà il popolo partenopeo che ha assistito, suo malgrado, a una performance davvero brutta dei propri beniamini. Anche se le premesse di una debacle si erano manifestate chiaramente già durante la fase di preparazione, con due amichevoli che hanno visto gli azzurri soccombere sotto tutti i punti di vista.

Contro il Lille e il Villareal la squadra di Spalletti ha denotato tantissime defaillance, cosa che si è ripetuta nella gara con i nerazzurri di Simone Inzaghi. Qualcuno ha imputato il tutto nell’ipotesi che i calciatori siano ancora imballati, dopo la ripresa atletica fatta in Turchia, dimenticando che molti dei calciatori ieri in campo in Turchia non ci sono andati.


Il Napoli come formazione non è composto da fuoriclasse. Ciò che ha tenuto i partenopei finora in testa alle classifiche d’Europa e in Italia, è stata la meravigliosa tenuta atletica del gruppo, oltre alla concentrazione e all’applicazione massima di tutti i calciatori. Se viene meno una di queste componenti, la squadra diventa normale e abbordabile, al punto che anche un avversario scarso,come è parso ieri l’Inter, può batterti.


Partita vinta da chi ha meritato di più. Il Napoli è parso abulico e lento nel primo tempo, mentre molto confusionario e pasticcione nella ripresa. Rhamani e Di Lorenzo sono stati disastrosi sia in difesa che in fase di costruzione. Osimhen talmente assente che a un certo punto è parso Tommy Riccio che cantava “‘O Latitante“, gli esterni altri chi perché preso di mira dai difensori interisti,vedi Kvaratskhelia, chi per suoi limiti personali come Politano e Lozano sono stati assolutamente carenti.


Nella Milano interista comunque anche il Napoli vincente di Maradona uscì sconfitto, questa trasferta non è stata mai molto fortunata per i colori azzurri. In tutto questo naturalmente non va dimenticato che il Napoli è ancora in testa con cinque punti di vantaggio, cosa che a agosto nemmeno il mago Otelma aveva pronosticato.

Il campionato continua e che una “rondine non fa primavera”, e che i catastrofisti padani e la massa informe dei terroni da cortile, dovranno ancora per un poco sopportare il primato. Cosa che noi ci auguriamo sia così fino alla fine.

Di Fiore Marro

Un Napoli normale e abbordabile al punto che anche un avversario scarso, come è parso ieri l’Inter, lo ha battuto.

Marcatori: 55′ Dzeko

Il Napoli perde la sua imbattibilità in campionato nella prima gara di ritorno dopo i Mondiali, reduce da un ciclo di undici vittorie consecutive. Cade a Milano sponda nerazzurra e rende felici una miriade di persone. A parte ii tifosi meneghini, saranno felici i giornalisti sportivi del nord e qualche cronista “denoiandri “, qui a Napoli e dintorni.

Gente che stava impazzendo nel dover sopportare questa lunga, interminabile egemonia. La vittoria dell’Inter rende felicità pure quella massa informe e incomprensibile di tifosi terroni. Epifenomeno tutto nostro locale, che ieri avranno finalmente potuto gioire da buon “negro con l’anello al naso”, per la battuta d’arresto degli azzurri.

Insomma anche nella peggiore e atroce delle sconfitte il Napoli rende gioia e felicità comunque. Meno contento sarà il popolo partenopeo che ha assistito, suo malgrado, a una performance davvero brutta dei propri beniamini. Anche se le premesse di una debacle si erano manifestate chiaramente già durante la fase di preparazione, con due amichevoli che hanno visto gli azzurri soccombere sotto tutti i punti di vista.

Contro il Lille e il Villareal la squadra di Spalletti ha denotato tantissime defaillance, cosa che si è ripetuta nella gara con i nerazzurri di Simone Inzaghi. Qualcuno ha imputato il tutto nell’ipotesi che i calciatori siano ancora imballati, dopo la ripresa atletica fatta in Turchia, dimenticando che molti dei calciatori ieri in campo in Turchia non ci sono andati.


Il Napoli come formazione non è composto da fuoriclasse. Ciò che ha tenuto i partenopei finora in testa alle classifiche d’Europa e in Italia, è stata la meravigliosa tenuta atletica del gruppo, oltre alla concentrazione e all’applicazione massima di tutti i calciatori. Se viene meno una di queste componenti, la squadra diventa normale e abbordabile, al punto che anche un avversario scarso,come è parso ieri l’Inter, può batterti.


Partita vinta da chi ha meritato di più. Il Napoli è parso abulico e lento nel primo tempo, mentre molto confusionario e pasticcione nella ripresa. Rhamani e Di Lorenzo sono stati disastrosi sia in difesa che in fase di costruzione. Osimhen talmente assente che a un certo punto è parso Tommy Riccio che cantava “‘O Latitante“, gli esterni altri chi perché preso di mira dai difensori interisti,vedi Kvaratskhelia, chi per suoi limiti personali come Politano e Lozano sono stati assolutamente carenti.


Nella Milano interista comunque anche il Napoli vincente di Maradona uscì sconfitto, questa trasferta non è stata mai molto fortunata per i colori azzurri. In tutto questo naturalmente non va dimenticato che il Napoli è ancora in testa con cinque punti di vantaggio, cosa che a agosto nemmeno il mago Otelma aveva pronosticato.

Il campionato continua e che una “rondine non fa primavera”, e che i catastrofisti padani e la massa informe dei terroni da cortile, dovranno ancora per un poco sopportare il primato. Cosa che noi ci auguriamo sia così fino alla fine.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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