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giovedì, Giugno 20, 2024

ITALIA AUSTRIA 2 1 – Austriaci duri a morire.

La storia cambia e si rinnova, l’Italia ha vinto contro l’Austria non più sul Piave ma in quel di Wembley, nella perfida Albione

La storia cambia e si rinnova, l’Italia ha vinto contro l’Austria non più sul Piave ma in quel di Wembley, nella perfida Albione. Se non altro il popolo juventino che segue la nazionale avrà comunque compreso il motivo per cui la squadra non si inginocchia a inizio di ogni gara.

Un gesto che si ripete in ogni occasione, come succede di rito nel mondo del calcio da tempo, dopo la morte George Floyd. A raccontarne il motivo il rappresentante più titolato della compagine azzurra nonché icona di un certo calcio e di una certa cultura italica non colorata, il capitano Giorgio Chiellini.

Lo stesso ci ha rassicurato “per quanto ci riguarda non c’è la necessità di inginocchiarsi perché, combattiamo il nazismo in altro modo“. Parole e musica del mondo a strisce bianconere che ieri ha avuto in campo un protagonista che rappresenta cosa significa  essere juventino.

Avere la fisionomia del bianconero, la faccia, gli atteggiamenti e a guardarli i vari Chiesa, Bonucci, Bernardeschi. Rispolverando le ricerche del famoso fisiognomico, Cesare Ezechiele Lombroso, che proprio in quel di Torino, sede ufficiale dei non colorati, ha avuto come riconoscimento un Museo a lui dedicato.

Il dottore che si inventò la fossetta occipitale, quella che condanna il popolo meridionale a essere bollato come “essere portato a delinquere naturalmente”. Chissà l’esimio scienziato come avrebbe riportato e sottinteso i calchi delle fisionomie dei vari calciatori sopra elencati.

L’espressione “sveglia e fiera” dei vari bianconeri, quei visi “intelligenti e pieni di fascino”, ai posteri non potremo chiederlo e nemmeno al Lombroso. Ma una nostra idea ce la siamo fatti da tempo a tal proposito .

Si nasce non colorato al di là del luogo dei propri natali, è un fatto di Dna, tutto sommato anche da noi Garibaldi e i garibaldesi. Quando riposavano nei letti delle nostre contrade, non erano sempre soli, tutti questi italiani del sud, da qualche parte sono dovuti spuntare.

Tornando alla partita la squadra di Mancini, ha dovuto affrontare un’ avversario che ha fatto dell’organizzazione tattica e della potenza atletica il proprio credo. Gli austriaci hanno imbrigliato il gioco azzurro, fino alla fine della gara, annichilendo proprio dal punto di vista atletico l’Italia.

Scomparsi dal campo i vari Berardi, Immobile, Insigne, quest’ultimo tra l’altro non è nuovo a queste sparizioni. Lorenzo è un calciatore che spesso, nella sua carriera, ha dimostrato di non incidere quando le partite sono decisive.

Un normale calciatore sovrastimato; ogni qualvolta sento dire che è la massima espressione del calcio italiano contemporaneo. Rabbrividisco nell’immaginare la posizione del calcio italiano oggi e i limiti caratteriali e fisici, di chi è considerato il migliore dei suoi calciatori.

L’ Austria era ben strutturata, ben organizzata, forte fisicamente, potente atleticamente, ma scarsa nei contenuti tecnici, scarsa come “rosa”, scarsa proprio come calciatori. Tutti, indistintamente, privi spessore tecnico se immaginiamo che il migliore dei loro tale Arnautovic, ha giocato in Italia appena quattro minuti.

Lui che per tanti anni è stato considerato il sosia meno intelligente di Ibrhamovic nulla più, la dice lunga sul valore dell’Austria. La gara, grazie al Var, il tanto vituperato Var, inviso al popolo non colorato, ha salvato “capre e cavoli“. Una questione di centimetri il gol degli austriaci annullato.

L’Italia ha segnato due gol a opera di due calciatori subentrati durante il corso della gara, nei minuti supplementari. Raggiungendo un traguardo insperato, dopo la mancata qualificazione degli ultimi Mondiali, accede ai quarti e supera il record di partite utili consecutive.

Record detenuto da Vittorio Pozzo, direttore tecnico due volte campione del mondo e medaglia d’oro alle olimpiadi Berlino 1936.Ancora oggi l’unica nella vittoria alle olimpiadi nella storia del calcio italiano.

Mancini senza avere ancora vinto nulla ha comunque già scritto a caratteri cubitali il suo nome nella storia del calcio azzurro. La storia cambia e si rinnova, l’Italia ha vinto contro l’Austria non più sul Piave ma in quel di Wembley, nella perfida Albione.

Personalmente quello che mi ha colpito più di ogni altra cosa, è stata l’esultanza e l’abbraccio tra il C.T. azzurro e il capo spedizione della nazionale italiana Gianluca Vialli. Entrambi miei coetanei, hanno iniziato la loro storia di amicizia e pallone a quattordici anni, nel primo raduno nazionale dei pari età della loro categoria.

Quarantaquattro anni or sono, una lunga, inossidabile amicizia che è un pregio per chi conosce le brutture e il banditismo che vige nel mondo della pedata professionistica. Un chiaro esempio che l’umanità non è persa del tutto.

Di Fiore Marro

La storia cambia e si rinnova, l’Italia ha vinto contro l’Austria non più sul Piave ma in quel di Wembley, nella perfida Albione. Se non altro il popolo juventino che segue la nazionale avrà comunque compreso il motivo per cui la squadra non si inginocchia a inizio di ogni gara.

Un gesto che si ripete in ogni occasione, come succede di rito nel mondo del calcio da tempo, dopo la morte George Floyd. A raccontarne il motivo il rappresentante più titolato della compagine azzurra nonché icona di un certo calcio e di una certa cultura italica non colorata, il capitano Giorgio Chiellini.

Lo stesso ci ha rassicurato “per quanto ci riguarda non c’è la necessità di inginocchiarsi perché, combattiamo il nazismo in altro modo“. Parole e musica del mondo a strisce bianconere che ieri ha avuto in campo un protagonista che rappresenta cosa significa  essere juventino.

Avere la fisionomia del bianconero, la faccia, gli atteggiamenti e a guardarli i vari Chiesa, Bonucci, Bernardeschi. Rispolverando le ricerche del famoso fisiognomico, Cesare Ezechiele Lombroso, che proprio in quel di Torino, sede ufficiale dei non colorati, ha avuto come riconoscimento un Museo a lui dedicato.

Il dottore che si inventò la fossetta occipitale, quella che condanna il popolo meridionale a essere bollato come “essere portato a delinquere naturalmente”. Chissà l’esimio scienziato come avrebbe riportato e sottinteso i calchi delle fisionomie dei vari calciatori sopra elencati.

L’espressione “sveglia e fiera” dei vari bianconeri, quei visi “intelligenti e pieni di fascino”, ai posteri non potremo chiederlo e nemmeno al Lombroso. Ma una nostra idea ce la siamo fatti da tempo a tal proposito .

Si nasce non colorato al di là del luogo dei propri natali, è un fatto di Dna, tutto sommato anche da noi Garibaldi e i garibaldesi. Quando riposavano nei letti delle nostre contrade, non erano sempre soli, tutti questi italiani del sud, da qualche parte sono dovuti spuntare.

Tornando alla partita la squadra di Mancini, ha dovuto affrontare un’ avversario che ha fatto dell’organizzazione tattica e della potenza atletica il proprio credo. Gli austriaci hanno imbrigliato il gioco azzurro, fino alla fine della gara, annichilendo proprio dal punto di vista atletico l’Italia.

Scomparsi dal campo i vari Berardi, Immobile, Insigne, quest’ultimo tra l’altro non è nuovo a queste sparizioni. Lorenzo è un calciatore che spesso, nella sua carriera, ha dimostrato di non incidere quando le partite sono decisive.

Un normale calciatore sovrastimato; ogni qualvolta sento dire che è la massima espressione del calcio italiano contemporaneo. Rabbrividisco nell’immaginare la posizione del calcio italiano oggi e i limiti caratteriali e fisici, di chi è considerato il migliore dei suoi calciatori.

L’ Austria era ben strutturata, ben organizzata, forte fisicamente, potente atleticamente, ma scarsa nei contenuti tecnici, scarsa come “rosa”, scarsa proprio come calciatori. Tutti, indistintamente, privi spessore tecnico se immaginiamo che il migliore dei loro tale Arnautovic, ha giocato in Italia appena quattro minuti.

Lui che per tanti anni è stato considerato il sosia meno intelligente di Ibrhamovic nulla più, la dice lunga sul valore dell’Austria. La gara, grazie al Var, il tanto vituperato Var, inviso al popolo non colorato, ha salvato “capre e cavoli“. Una questione di centimetri il gol degli austriaci annullato.

L’Italia ha segnato due gol a opera di due calciatori subentrati durante il corso della gara, nei minuti supplementari. Raggiungendo un traguardo insperato, dopo la mancata qualificazione degli ultimi Mondiali, accede ai quarti e supera il record di partite utili consecutive.

Record detenuto da Vittorio Pozzo, direttore tecnico due volte campione del mondo e medaglia d’oro alle olimpiadi Berlino 1936.Ancora oggi l’unica nella vittoria alle olimpiadi nella storia del calcio italiano.

Mancini senza avere ancora vinto nulla ha comunque già scritto a caratteri cubitali il suo nome nella storia del calcio azzurro. La storia cambia e si rinnova, l’Italia ha vinto contro l’Austria non più sul Piave ma in quel di Wembley, nella perfida Albione.

Personalmente quello che mi ha colpito più di ogni altra cosa, è stata l’esultanza e l’abbraccio tra il C.T. azzurro e il capo spedizione della nazionale italiana Gianluca Vialli. Entrambi miei coetanei, hanno iniziato la loro storia di amicizia e pallone a quattordici anni, nel primo raduno nazionale dei pari età della loro categoria.

Quarantaquattro anni or sono, una lunga, inossidabile amicizia che è un pregio per chi conosce le brutture e il banditismo che vige nel mondo della pedata professionistica. Un chiaro esempio che l’umanità non è persa del tutto.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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