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venerdì, Giugno 21, 2024

ITALIA GALLES 1- 0 nessun biscotto per gli amanti dell’inciucio.

Italia – Galles Cambiare 8 calciatori su 11 non è mai una buona cosa ma Verratti è stato un buon banco di prova.

Mancini Dio lo benedica, sta dimostrando che il calcio può essere anche una cosa “pulita”, senza accordi sottobanco. Senza calcoli immorali e poco etici, nonostante perfino giornalisti di lunga data, lo invitavano a giocare la gara contro il Galles, in modalità: “Biscotto” . Ci sono ancora speranze in Italia, per salvare il salvabile, anche se la vedo dura, comunque ieri il C.T. azzurro ha dato prova che si può fare.

Rimane ancora misteriosa la convocazione di qualche elemento in “Rosa”, situazioni che trasmettono l’idea che c’è gente presente non per meriti ma per scelte “politiche”. Questo,  nulla di buono porta al mondo del pallone, se non che desolazione e sgomento, scorgere giocatori non all’altezza, che ieri messi alla prova, contro un avversario non certo temibile. Hanno confermato purtroppo di trovarsi lì non si sa ancora per quale merito è una sconfitta.

La partita è andata via in maniera scorrevole, senza scossoni, con un Galles in versione sottomessa, anche se in due occasioni i gallesi si sono ritrovati solo davanti al portiere. I suoi calciatori più rappresentativi (Ramsey e Bale), che hanno toppato però clamorosamente, il madridista ha ciccato la sfera, da solo davanti a Donnarumma.

Il “non colorato” ha stranamente  cincischiato davanti alla porta, errori per fortuna azzurra hanno risparmiato patemi d’animo. Errori difensivi che però contro avversari più pericolosi e decisi, potrebbero essere micidiali, costare carissimo, ma con il sennò del poi ne è pieno il mondo. Stavolta è andata come è andata ed è andata bene!

Cambiare otto calciatori su undici non è mai una buona cosa, ma anche questa volta l’esperimento è servito, per dare un turno di riposo a chi ha giocato finora. Dare a che un’opportunità a chi ne aveva bisogno, come Verratti, partita da dieci e lode la sua. Il cambio è soprattutto servito  poi capire definitivamente che coloro che stanno giocando da titolari, meritano il ruolo, per manifesta superiorità, messi in confronto con i loro eventuali sostituti.

Bernardeschi, cui la sua presenza in questa nazionale, rimane un mistero, un calciatore che non ha mai giocato da titolare, in questa stagione, nella sua squadra di club e che quelle poche volte che è stato chiamato in causa,. Bernardeschi non ha certo fatto faville, non si spiega come mai faccia parte della spedizione azzurra, paragonarlo a Insigne poi.

Il napoletano di difetti ne ha di sicuro, ma che comunque il solo tentativo di raffronto tra i due è fortemente umiliante. Dalla visto dalla parte del napoletano, superiore in tutto e per tutto, per ora Bernardeschi a Insigne, a nostro sommesso avviso può fare da portaborse e nulla più.

Stessa situazione il confronto tra Immobile e Belotti, un riscontro impietoso,  il centravanti laziale è in questo momento dieci volte più incisivo del torinista. Un riscontro desolante, per il “Gallo”, fuori forma, fuori schema, fuori porta. La situazione più comica e imbarazzante in assoluto, è quella cercata, pubblicizzata, voluta, alimentata dalla stampa di sistema, resta in assoluto quel puerile tentativo di comparazione tra Chiesa e Berardi.

Ieri sia i telecronisti, che gli addetti ai lavori delle televisioni di regime, hanno spinto a più non posso l’immagine di un calciatore. Il “non colorato” per antonomasia, gesti, atteggiamenti, classici di chi entra in un mondo dove giocare. Non è importante come vincere, un giocatore che più passa il tempo e più rassomiglia al vecchio, tristissimo “’Nfinfero”.

Chi non conosce il significato di questa parola, sarà presto servito : ‘O Nfinfero indica un parolaio, millantatore, bellimbusto e gradasso . Oggi il termine è andato in disuso. Ma Chiesa a nostro sommesso avviso rappresentata perfettamente il personaggio, tanta inutile e sterile agitazione, “tanto rumore per nulla”.

L’unica eccezione da sottolineare è quella data da un giornalismo prezzolato, che vede in costui il futuro del calcio nostrano, se così fosse sarebbe una iattura venturiana se non ancora peggiore. Gli azzurri ora volano a Wembley per proseguire un cammino fino a ora meritato. Comunque andrà sarà un successo.

di Fiore Marro

Mancini Dio lo benedica, sta dimostrando che il calcio può essere anche una cosa “pulita”, senza accordi sottobanco. Senza calcoli immorali e poco etici, nonostante perfino giornalisti di lunga data, lo invitavano a giocare la gara contro il Galles, in modalità: “Biscotto” . Ci sono ancora speranze in Italia, per salvare il salvabile, anche se la vedo dura, comunque ieri il C.T. azzurro ha dato prova che si può fare.

Rimane ancora misteriosa la convocazione di qualche elemento in “Rosa”, situazioni che trasmettono l’idea che c’è gente presente non per meriti ma per scelte “politiche”. Questo,  nulla di buono porta al mondo del pallone, se non che desolazione e sgomento, scorgere giocatori non all’altezza, che ieri messi alla prova, contro un avversario non certo temibile. Hanno confermato purtroppo di trovarsi lì non si sa ancora per quale merito è una sconfitta.

La partita è andata via in maniera scorrevole, senza scossoni, con un Galles in versione sottomessa, anche se in due occasioni i gallesi si sono ritrovati solo davanti al portiere. I suoi calciatori più rappresentativi (Ramsey e Bale), che hanno toppato però clamorosamente, il madridista ha ciccato la sfera, da solo davanti a Donnarumma.

Il “non colorato” ha stranamente  cincischiato davanti alla porta, errori per fortuna azzurra hanno risparmiato patemi d’animo. Errori difensivi che però contro avversari più pericolosi e decisi, potrebbero essere micidiali, costare carissimo, ma con il sennò del poi ne è pieno il mondo. Stavolta è andata come è andata ed è andata bene!

Cambiare otto calciatori su undici non è mai una buona cosa, ma anche questa volta l’esperimento è servito, per dare un turno di riposo a chi ha giocato finora. Dare a che un’opportunità a chi ne aveva bisogno, come Verratti, partita da dieci e lode la sua. Il cambio è soprattutto servito  poi capire definitivamente che coloro che stanno giocando da titolari, meritano il ruolo, per manifesta superiorità, messi in confronto con i loro eventuali sostituti.

Bernardeschi, cui la sua presenza in questa nazionale, rimane un mistero, un calciatore che non ha mai giocato da titolare, in questa stagione, nella sua squadra di club e che quelle poche volte che è stato chiamato in causa,. Bernardeschi non ha certo fatto faville, non si spiega come mai faccia parte della spedizione azzurra, paragonarlo a Insigne poi.

Il napoletano di difetti ne ha di sicuro, ma che comunque il solo tentativo di raffronto tra i due è fortemente umiliante. Dalla visto dalla parte del napoletano, superiore in tutto e per tutto, per ora Bernardeschi a Insigne, a nostro sommesso avviso può fare da portaborse e nulla più.

Stessa situazione il confronto tra Immobile e Belotti, un riscontro impietoso,  il centravanti laziale è in questo momento dieci volte più incisivo del torinista. Un riscontro desolante, per il “Gallo”, fuori forma, fuori schema, fuori porta. La situazione più comica e imbarazzante in assoluto, è quella cercata, pubblicizzata, voluta, alimentata dalla stampa di sistema, resta in assoluto quel puerile tentativo di comparazione tra Chiesa e Berardi.

Ieri sia i telecronisti, che gli addetti ai lavori delle televisioni di regime, hanno spinto a più non posso l’immagine di un calciatore. Il “non colorato” per antonomasia, gesti, atteggiamenti, classici di chi entra in un mondo dove giocare. Non è importante come vincere, un giocatore che più passa il tempo e più rassomiglia al vecchio, tristissimo “’Nfinfero”.

Chi non conosce il significato di questa parola, sarà presto servito : ‘O Nfinfero indica un parolaio, millantatore, bellimbusto e gradasso . Oggi il termine è andato in disuso. Ma Chiesa a nostro sommesso avviso rappresentata perfettamente il personaggio, tanta inutile e sterile agitazione, “tanto rumore per nulla”.

L’unica eccezione da sottolineare è quella data da un giornalismo prezzolato, che vede in costui il futuro del calcio nostrano, se così fosse sarebbe una iattura venturiana se non ancora peggiore. Gli azzurri ora volano a Wembley per proseguire un cammino fino a ora meritato. Comunque andrà sarà un successo.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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