28 C
Napoli
venerdì, Giugno 21, 2024

JUVENTUS NAPOLI: 1 a 0. La “Vecchia Signora” vince senza giocare, il Napoli gioca senza vincere.

Marcatore: 51’ Gatti

La stagione si era aperta con l’insolita fortuna di un calendario favorevole, addirittura personalmente avevo pronosticato 30 punti nelle prime 10 gare di campionato. Punti che poi nel momento del bisogno, tipo le due gare contro Inter e Juve, succedute in conseguenza una dietro l’altro, avrebbe consentito agli azzurri di poterle pure perdere, come poi è accaduto.

Si è perso però anche contro Lazio, Fiorentina e Empoli in casa, che non sono parse squadre capaci di vincere contro il vero Napoli. Si è pareggiato a Bologna e Genova, buttando via così la bellezza di 11 punti, 11 più i 24 in dotazione, fai voi i conti e scoprirete da soli che il rammarico e le imprecazioni salgono ancora di più delle tre sconfitte subite, negli ultimi match, dai partenopei.

Le cause è inutile elencarle ma come diceva Totò fa d’uopo farlo: Una preparazione estiva assente, ai livelli di una Terza Categoria LDN e forse neanche, una squadra senza collegamenti, che fa perno sulle qualità del singolo e non sul gioco collettivo, che non segna neanche a porta vuota,  che non sa difendere, prendendo gol di testa, nell’area piccola del portiere.

Un Rrahmani che sembra il fratello scemo di Manolas, difesa incapace di fare reparto, con la difficoltà di dare spazio a un ragazzino brasiliano, che sembra un gattino sperduto, una squadra che gioca 60 minuti, proprio come fanno le “squadre piccole”, quando affrontano formazioni di spessore, attaccando in maniera sterile, intasando l’area, senza però indovinare un cross decente.

Una squadra tatticamente allo sbando, che lascia da soli, soli gli attaccanti esterni, in una malinconia che talvolta mette angoscia, esterni che poi stanno da parte loro facendo il pieno di errori, idiozie e giocate a capocchia per evitare di essere scurrili.

Una squadra che ha perso il cinismo necessario, che di solito hanno nel loro bagaglio le formazioni vincenti, dominanti.

Contro la Juventus, si è sfiorato il ridicolo, con Kvara solo davanti al portiere avversario, che si impappina come un quindicenne dinnanzi alla ragazzina cui è innamorato.

I tiri alle stelle di Zielinsky, Anguissa e Lobotka fanno capire un poco a tutti che forse questa estate andava rivisto qualcosa, nel parco giocatori e che la campagna acquisti – cessione del Calcio Napoli è stata a dir poco fallimentare.

Gli azzurri sembrano essere tornati indietro anni luce, per chi ha i capelli bianchi come il sottoscritto, questa squadra rammenta momenti bui, dove ci si accontentava del nulla, sembra essere ritornati ai tempi di Livio Pin, di Mattolini e Frappampina.

Il duo d’attacco Osimhen – Kvaratskhelia somiglia sempre più al duo Palanca & De Rosa, fondare tutto il capitale su Politano la dice lunga sulla falsa riga cui sta sprofondando il Napoli, Politano nell’idea di Spalletti era una riserva, oggi sembra quello più titolato e non per nulla, il Napoli perde in maniera torrenziale.

Un vero peccato avere scucito così presto uno scudetto guadagnato gloriosamente, la stagione passata. Una stagione buttata alle ortiche, visto come giocano chi si sta contenendo il primato. Un campionato bruciato per volere di chi ha creduto che bastava lo stellone per raggiungere gli obiettivi.

Confidare in Mazzarri è rimasta l’ultima speranza, ma come diceva il Tenente Lo Russo nel film “Mediterraneo: “Chi vive sperando muore ca…ndo!”

Intanto il Napoli classifica alla mano è fuori dalla prossima Champions e è il primo risultato negativo della stagione.

di Fiore Marro

Marcatore: 51’ Gatti

La stagione si era aperta con l’insolita fortuna di un calendario favorevole, addirittura personalmente avevo pronosticato 30 punti nelle prime 10 gare di campionato. Punti che poi nel momento del bisogno, tipo le due gare contro Inter e Juve, succedute in conseguenza una dietro l’altro, avrebbe consentito agli azzurri di poterle pure perdere, come poi è accaduto.

Si è perso però anche contro Lazio, Fiorentina e Empoli in casa, che non sono parse squadre capaci di vincere contro il vero Napoli. Si è pareggiato a Bologna e Genova, buttando via così la bellezza di 11 punti, 11 più i 24 in dotazione, fai voi i conti e scoprirete da soli che il rammarico e le imprecazioni salgono ancora di più delle tre sconfitte subite, negli ultimi match, dai partenopei.

Le cause è inutile elencarle ma come diceva Totò fa d’uopo farlo: Una preparazione estiva assente, ai livelli di una Terza Categoria LDN e forse neanche, una squadra senza collegamenti, che fa perno sulle qualità del singolo e non sul gioco collettivo, che non segna neanche a porta vuota,  che non sa difendere, prendendo gol di testa, nell’area piccola del portiere.

Un Rrahmani che sembra il fratello scemo di Manolas, difesa incapace di fare reparto, con la difficoltà di dare spazio a un ragazzino brasiliano, che sembra un gattino sperduto, una squadra che gioca 60 minuti, proprio come fanno le “squadre piccole”, quando affrontano formazioni di spessore, attaccando in maniera sterile, intasando l’area, senza però indovinare un cross decente.

Una squadra tatticamente allo sbando, che lascia da soli, soli gli attaccanti esterni, in una malinconia che talvolta mette angoscia, esterni che poi stanno da parte loro facendo il pieno di errori, idiozie e giocate a capocchia per evitare di essere scurrili.

Una squadra che ha perso il cinismo necessario, che di solito hanno nel loro bagaglio le formazioni vincenti, dominanti.

Contro la Juventus, si è sfiorato il ridicolo, con Kvara solo davanti al portiere avversario, che si impappina come un quindicenne dinnanzi alla ragazzina cui è innamorato.

I tiri alle stelle di Zielinsky, Anguissa e Lobotka fanno capire un poco a tutti che forse questa estate andava rivisto qualcosa, nel parco giocatori e che la campagna acquisti – cessione del Calcio Napoli è stata a dir poco fallimentare.

Gli azzurri sembrano essere tornati indietro anni luce, per chi ha i capelli bianchi come il sottoscritto, questa squadra rammenta momenti bui, dove ci si accontentava del nulla, sembra essere ritornati ai tempi di Livio Pin, di Mattolini e Frappampina.

Il duo d’attacco Osimhen – Kvaratskhelia somiglia sempre più al duo Palanca & De Rosa, fondare tutto il capitale su Politano la dice lunga sulla falsa riga cui sta sprofondando il Napoli, Politano nell’idea di Spalletti era una riserva, oggi sembra quello più titolato e non per nulla, il Napoli perde in maniera torrenziale.

Un vero peccato avere scucito così presto uno scudetto guadagnato gloriosamente, la stagione passata. Una stagione buttata alle ortiche, visto come giocano chi si sta contenendo il primato. Un campionato bruciato per volere di chi ha creduto che bastava lo stellone per raggiungere gli obiettivi.

Confidare in Mazzarri è rimasta l’ultima speranza, ma come diceva il Tenente Lo Russo nel film “Mediterraneo: “Chi vive sperando muore ca…ndo!”

Intanto il Napoli classifica alla mano è fuori dalla prossima Champions e è il primo risultato negativo della stagione.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

LEGGI ANCHE

- Advertisement -spot_img