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venerdì, Giugno 21, 2024

La vittoria del giglio toscano ingiallisce il giglio borbonico.

La vittoria del giglio toscano ingiallisce il giglio borbonico. Napoli Fiorentina 2 - 3: Marcatori: Gonzalez N., Mertens, Ikonè, Cabral, Osimhen.

La vittoria del giglio toscano ingiallisce il giglio borbonico. Napoli Fiorentina 2 – 3: Marcatori- 29′ Gonzalez N., 58′ Mertens, 66′ Ikonè, 72′ Cabral, 84′ Osimhen Con questa sconfitta il Napoli rischia seriamente di abbandonare in maniera definitiva anche i sogni Scudetto.

Nella sfida dei gigli, tra quello toscano e quello borbonico la spunta quello viola. I calciatori sudamericani arruolati dalla Fiorentina, avranno nel contratto dell’ingaggio, suggerito da parte dei toscani, una clausola di super premio nel caso impediscono al Napoli di vincere il campionato. Deve essere una sorta di compenso premio altrimenti non si spiega cosa spinge dei calciatori al limite del mediocre, ritrovarli travestiti da fuoriclasse, solo quando affrontano il Napoli.

Capitò così con Giovanni Simeone nel 2018 e capitato così ieri al Maradona, con Nico Gonzalez, calciatore che per più della metà del campionato vivono in un anonimato latente per poi trasformarsi in Super Saiyan, quando vedono azzurro. L’attaccante argentino ha, soprattutto nel primo tempo, mortificato a più riprese la difesa napoletana, in particolare Mario Rui. Anche se tutto il pacchetto difensivo, probabilmente, per una latitanza di copertura in mediana, è parso non in giornata di grazia.

Koulibaly e Rhamani non hanno dato certo prova di una prestazione indimenticabile. Così come le prestazioni di Insigne, Fabian e Zielinski, superficiali e spreconi. In diverse occasioni i tre non hanno concretizzato, sparendo poi dai radar dalla mezz’ora di gioco, quando la Fiorentina è passata in vantaggio. Cross non contrastato bene dalla difesa del Napoli in area, Mario Rui in ritardo, Rrahmani imbambolato, Nico Gonzalez insacca facilmente nella rete del Napoli.

Nella seconda frazione di gioco, arriva la scintilla che ci si aspettava dai ragazzi di Luciano Spalletti. Ecco, mi soffermo un attimo sul Mister. Ogni volta Spalletti che si sbilancia nella conferenza stampa, subito dopo in campo, la squadra lo smentisce e delude. Così è capitato in Europa con il Barcellona, così è accaduto ieri. Dopo la brillante performance del tecnico in conferenza stampa, magnificando il gruppo, confermando l’idea della vittoria finale del suo Napoli. In maniera scaramantica credo sarebbe meglio, d’ora in avanti e fino alla fine, non lasciarsi andare più a proclami. Si evita così la figura barbina, cui è andato incontro.

Con Lozano e Mertens la partita è cambiata anche se per poco.LA rete di Mertens ha per poco illuso il pubblico del Maradona, in attesa dell’ennesima rimonta azzurra. Chi si aspettava la giusta reazione di una squadra che deve lottare per vincere lo scudetto, si è ritrovato a assistere all’ennesima sconfitta casalinga. La quinta in questa stagione. La Fiorentina, diciamolo francamente, non ha rubato nulla, anzi, ha dato bella mostra se con il suo elegante palleggio dimostrandosi concreta e precisa.

Di rimando però scopriamo amaramente che invece il Napoli di De Laurentis rassomiglia sempre di più al  Dodo o Dronte (Raphus cucullatus Linnaeus, 1758), il famoso uccello colombiforme della famiglia Columbidae, endemico dell’isola di Mauritius. Animale incapace di volare, nonostante fosse fornito di ali,  la squadra partenopea verrà ricordata nella storia del calcio italiano, appunto come il Dodo. Come l’uccello anche gli azzurri risultano incapaci di spiccare il volo ogni qualvolta gli si presenta l’occasione.

L’amarezza della torcida partenopea è tanta, più per l’anomalia della grande illusione di poter vincere che per meriti concreti. Il Napoli doveva andare in Champions e l’obiettivo rimane immutato, poi che per le varie congetture e situazioni occasionali, la squadra è entrato nella scia della corsa scudetto. In fondo si sapeva che la formazione non era attrezzata per vincere un campionato, e la partita di ieri lo ha confermato.

 Con questa sconfitta il Napoli rischia seriamente di abbandonare in maniera definitiva anche i sogni Scudetto.

Di Fiore Marro



La vittoria del giglio toscano ingiallisce il giglio borbonico. Napoli Fiorentina 2 – 3: Marcatori- 29′ Gonzalez N., 58′ Mertens, 66′ Ikonè, 72′ Cabral, 84′ Osimhen Con questa sconfitta il Napoli rischia seriamente di abbandonare in maniera definitiva anche i sogni Scudetto.

Nella sfida dei gigli, tra quello toscano e quello borbonico la spunta quello viola. I calciatori sudamericani arruolati dalla Fiorentina, avranno nel contratto dell’ingaggio, suggerito da parte dei toscani, una clausola di super premio nel caso impediscono al Napoli di vincere il campionato. Deve essere una sorta di compenso premio altrimenti non si spiega cosa spinge dei calciatori al limite del mediocre, ritrovarli travestiti da fuoriclasse, solo quando affrontano il Napoli.

Capitò così con Giovanni Simeone nel 2018 e capitato così ieri al Maradona, con Nico Gonzalez, calciatore che per più della metà del campionato vivono in un anonimato latente per poi trasformarsi in Super Saiyan, quando vedono azzurro. L’attaccante argentino ha, soprattutto nel primo tempo, mortificato a più riprese la difesa napoletana, in particolare Mario Rui. Anche se tutto il pacchetto difensivo, probabilmente, per una latitanza di copertura in mediana, è parso non in giornata di grazia.

Koulibaly e Rhamani non hanno dato certo prova di una prestazione indimenticabile. Così come le prestazioni di Insigne, Fabian e Zielinski, superficiali e spreconi. In diverse occasioni i tre non hanno concretizzato, sparendo poi dai radar dalla mezz’ora di gioco, quando la Fiorentina è passata in vantaggio. Cross non contrastato bene dalla difesa del Napoli in area, Mario Rui in ritardo, Rrahmani imbambolato, Nico Gonzalez insacca facilmente nella rete del Napoli.

Nella seconda frazione di gioco, arriva la scintilla che ci si aspettava dai ragazzi di Luciano Spalletti. Ecco, mi soffermo un attimo sul Mister. Ogni volta Spalletti che si sbilancia nella conferenza stampa, subito dopo in campo, la squadra lo smentisce e delude. Così è capitato in Europa con il Barcellona, così è accaduto ieri. Dopo la brillante performance del tecnico in conferenza stampa, magnificando il gruppo, confermando l’idea della vittoria finale del suo Napoli. In maniera scaramantica credo sarebbe meglio, d’ora in avanti e fino alla fine, non lasciarsi andare più a proclami. Si evita così la figura barbina, cui è andato incontro.

Con Lozano e Mertens la partita è cambiata anche se per poco.LA rete di Mertens ha per poco illuso il pubblico del Maradona, in attesa dell’ennesima rimonta azzurra. Chi si aspettava la giusta reazione di una squadra che deve lottare per vincere lo scudetto, si è ritrovato a assistere all’ennesima sconfitta casalinga. La quinta in questa stagione. La Fiorentina, diciamolo francamente, non ha rubato nulla, anzi, ha dato bella mostra se con il suo elegante palleggio dimostrandosi concreta e precisa.

Di rimando però scopriamo amaramente che invece il Napoli di De Laurentis rassomiglia sempre di più al  Dodo o Dronte (Raphus cucullatus Linnaeus, 1758), il famoso uccello colombiforme della famiglia Columbidae, endemico dell’isola di Mauritius. Animale incapace di volare, nonostante fosse fornito di ali,  la squadra partenopea verrà ricordata nella storia del calcio italiano, appunto come il Dodo. Come l’uccello anche gli azzurri risultano incapaci di spiccare il volo ogni qualvolta gli si presenta l’occasione.

L’amarezza della torcida partenopea è tanta, più per l’anomalia della grande illusione di poter vincere che per meriti concreti. Il Napoli doveva andare in Champions e l’obiettivo rimane immutato, poi che per le varie congetture e situazioni occasionali, la squadra è entrato nella scia della corsa scudetto. In fondo si sapeva che la formazione non era attrezzata per vincere un campionato, e la partita di ieri lo ha confermato.

 Con questa sconfitta il Napoli rischia seriamente di abbandonare in maniera definitiva anche i sogni Scudetto.

Di Fiore Marro



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