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venerdì, Giugno 21, 2024

LEICHESTER NAPOLI 2 – 2: Azzurri immortali anche in terra di Albione.

Leicester – Napoli 2 - 2: Azzurri immortali anche in terra di Albione. La panchina lunga, quella di cui dispone il club di De La continua a dare i suoi frutti


Leicester – Napoli 2 – 2: Azzurri immortali anche in terra di Albione. La panchina lunga, quella di cui dispone il club di De La continua a dare i suoi frutti.

Una squadra forgiata nell’acciaio e cesellata con i colori della primavera, un gruppo che unisce l’idea di lotta a quella di governo. Corsa,  tecnica, forza fisica, classe cristallina, un team di immortali, mai domi, gli Highlander di Mister Luciano Spalletti. Anche in terra albionica i partenopei hanno giocato senza timori reverenziali, senza riserve mentali, handicap che ha accompagnato gli azzurri negli ultimi anni. A

ll tecnico toscano si deve riconoscere che dal punto di vista mentale ha fatto un capolavoro, trasformando un gruppo che sembrava un “coniglio bagnato” in quello che oggi appare agli occhi di tutti: “un cavaliere indomito”. Il Napoli torna dall’Inghilterra con un pareggio che lascia l’amaro in bocca. Perché se tra le due squadre, se c’è chi può recriminare, per il risultato, questa non è di sicuro la formazione di Brendan Rodgers.

Il  Leicester pur ritrovandosi sopra di due reti, è stata messo ripetutamente all’angolo dagli azzurri di Partenope. Gli azzurri hanno sciorinato gioco e qualità balistica non indifferenti, tra le mura dei  Foxes. Ci sono ancora dei dettagli da correggere, angoli spigolosi da smussare, troppi gol sbagliati. Insieme alle occasioni perse le solite amnesie difensive, riproposte maledettamente anche nella notte al King Power Stadium.

La panchina lunga, quella di cui dispone il club di DeLa, continua a dare i suoi frutti. Come con il Venezia, così con il Genoa e la Juve, anche a Leicester i calciatori che sono subentrati a gara in corso, sono stati devastanti. Soprattutto Ounas, che è in questo momento è “la chiave di volta” della formazione partenopea, calciatore che spacca in due le gare.

I suoi guizzi fulminei, i suoi scatti repentini, gli slalom alla Alberto Tomba dei bei tempi che furono. Un Napoli che appassiona e coinvolge al di là del tifo di appartenenza. Da sottolineare che la squadra sfidata in Europa League è l’avversario più forte finora affrontato dal Napoli. Il calcio inglese è avanti anni luce rispetto al calcio nostrano. Basta rivedere la partita di Champions tra Liverpool e Milan per farsi un’idea.

La differenza di passo, carica agonistica, spessore tecnico tra le compagini della Premier e quelle della Seria A è enorme. E eppure questa differenza tra gli azzurri e il Leichester non si è assolutamente notata, il Napoli si è presentato in Gran Bretagna giocando sfrontato, alla pari, a nostro sommesso avviso. Gli azzurri potrebbero con decoro, disputare tranquillamente il campionato inglese, senza uscirne male.

Naturalmente su tutti finalmente Victor Osimhen, il cigno nero e sgraziato, che a Leicester ha mostrato tutto il suo smisurato, enorme bagaglio calcistico, potenza, forza, stacco di testa, grinta. Un novello Matador con meno tecnica di Edilson ma con ampi margini di miglioramento. Un calciatore che se ben assistito sarà, a nostro parere, devastante sia in campionato che nelle coppe.

Un gol di forza e abilità tecnica e l’altro di elevazione, che confermano l’infinito bagaglio tecnico a disposizione come punta per l’attaccante nigeriano. La squadra ha dimostrato comunque che non ci sono titolari inamovibili, che dalla mediana a salire, forse in Italia, nessun altro club ha tante frecce nella faretra.

Peccato le défaillance di ricambi non all’altezza in difesa anche nella notte di Leicester i difetti mostrati dal reparto difensivo si sono notati vistosamente. C’è di buono che è una squadra che non molla mai, neanche sul 2 a 0 per il Leichester, neanche quando sembra tutto avverso, una volontà che porta il cuore oltre l’ostacolo,  un gran bel vedere davvero.

Di Fiore Marro

Caserta 17 settembre 2021


Leicester – Napoli 2 – 2: Azzurri immortali anche in terra di Albione. La panchina lunga, quella di cui dispone il club di De La continua a dare i suoi frutti.

Una squadra forgiata nell’acciaio e cesellata con i colori della primavera, un gruppo che unisce l’idea di lotta a quella di governo. Corsa,  tecnica, forza fisica, classe cristallina, un team di immortali, mai domi, gli Highlander di Mister Luciano Spalletti. Anche in terra albionica i partenopei hanno giocato senza timori reverenziali, senza riserve mentali, handicap che ha accompagnato gli azzurri negli ultimi anni. A

ll tecnico toscano si deve riconoscere che dal punto di vista mentale ha fatto un capolavoro, trasformando un gruppo che sembrava un “coniglio bagnato” in quello che oggi appare agli occhi di tutti: “un cavaliere indomito”. Il Napoli torna dall’Inghilterra con un pareggio che lascia l’amaro in bocca. Perché se tra le due squadre, se c’è chi può recriminare, per il risultato, questa non è di sicuro la formazione di Brendan Rodgers.

Il  Leicester pur ritrovandosi sopra di due reti, è stata messo ripetutamente all’angolo dagli azzurri di Partenope. Gli azzurri hanno sciorinato gioco e qualità balistica non indifferenti, tra le mura dei  Foxes. Ci sono ancora dei dettagli da correggere, angoli spigolosi da smussare, troppi gol sbagliati. Insieme alle occasioni perse le solite amnesie difensive, riproposte maledettamente anche nella notte al King Power Stadium.

La panchina lunga, quella di cui dispone il club di DeLa, continua a dare i suoi frutti. Come con il Venezia, così con il Genoa e la Juve, anche a Leicester i calciatori che sono subentrati a gara in corso, sono stati devastanti. Soprattutto Ounas, che è in questo momento è “la chiave di volta” della formazione partenopea, calciatore che spacca in due le gare.

I suoi guizzi fulminei, i suoi scatti repentini, gli slalom alla Alberto Tomba dei bei tempi che furono. Un Napoli che appassiona e coinvolge al di là del tifo di appartenenza. Da sottolineare che la squadra sfidata in Europa League è l’avversario più forte finora affrontato dal Napoli. Il calcio inglese è avanti anni luce rispetto al calcio nostrano. Basta rivedere la partita di Champions tra Liverpool e Milan per farsi un’idea.

La differenza di passo, carica agonistica, spessore tecnico tra le compagini della Premier e quelle della Seria A è enorme. E eppure questa differenza tra gli azzurri e il Leichester non si è assolutamente notata, il Napoli si è presentato in Gran Bretagna giocando sfrontato, alla pari, a nostro sommesso avviso. Gli azzurri potrebbero con decoro, disputare tranquillamente il campionato inglese, senza uscirne male.

Naturalmente su tutti finalmente Victor Osimhen, il cigno nero e sgraziato, che a Leicester ha mostrato tutto il suo smisurato, enorme bagaglio calcistico, potenza, forza, stacco di testa, grinta. Un novello Matador con meno tecnica di Edilson ma con ampi margini di miglioramento. Un calciatore che se ben assistito sarà, a nostro parere, devastante sia in campionato che nelle coppe.

Un gol di forza e abilità tecnica e l’altro di elevazione, che confermano l’infinito bagaglio tecnico a disposizione come punta per l’attaccante nigeriano. La squadra ha dimostrato comunque che non ci sono titolari inamovibili, che dalla mediana a salire, forse in Italia, nessun altro club ha tante frecce nella faretra.

Peccato le défaillance di ricambi non all’altezza in difesa anche nella notte di Leicester i difetti mostrati dal reparto difensivo si sono notati vistosamente. C’è di buono che è una squadra che non molla mai, neanche sul 2 a 0 per il Leichester, neanche quando sembra tutto avverso, una volontà che porta il cuore oltre l’ostacolo,  un gran bel vedere davvero.

Di Fiore Marro

Caserta 17 settembre 2021

© Riproduzione riservata

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