30.8 C
Napoli
giovedì, Giugno 20, 2024

MUSICA – Le note che ribollono sulla lava del Vesuvio

Il nostro vulcano è assopito, dormiente, ma alle sue falde tanta la voglia di comunicare attraverso l’Arte. La musica in Campania non si è spenta, ribolle.

Anno 2021 d.C., sono passati 77 anni dall’ultima eruzione del nostro amato-temuto Vesuvio. Durante la suo riposo, si spera permanente, continua a ribollire il sangue del popolo napoletano che non smette di creare “Arte”. Nel mondo uno sfrenato consumismo dettato dal nostro sistema capitalistico vive oggi una crisi economica acuta dall’emergenza sanitaria Covid-19.

Tutto questo non ha fermato l’uomo. Il desiderio di comunicare, creare, comporre è umano, ma Napoli è senza dubbio uno dei terreni più fertili su cui seminare “Arte”. Quale terreno migliore di quello vulcanico che ribolle di lava e che ci rende così emotivi, sensibili e passionali? In questa pagina parleremo oggi del fermento musicale, di ogni genere, che vive a Napoli. Una città che riesce a sopravvivere alle difficoltà, quelle giornaliere e quelle che durano nel tempo. ​Il menù è succulento, la lista delle portate davvero interminabile.

La metafora enogastronomica la uso per dare un assaggio di quello che voi lettori potrete gustare dei sapori musicali. Ce n’è per tutti i gusti, alle falde del nostro Vulcano qualsiasi portata sarà prelibata. Partiamo proprio da Pompei, patria del batterista rock Mirkko De Maio (Endorser Tama), ex-Hangarvain. Dopo aver registrato un disco con la Metal band Mind Key con Aurelio Fierro jr. dei Super4 (Greg Rega, Francesco Boccia e Sabba) approda alla corte del chitarrista progger svedese Roine Stolt e dei suoi Flower Kings.​

Con questo gruppo registra due dischi. Restando nel genere non si può non menzionare Serafino Perugino e la sua “Frontiers Records” di Fuorigrotta, una delle etichette discografiche più famose al mondo in ambito rock/metal. Ho detto Metal? Beh, sappiate che una delle band metal più importanti del mondo, i DGM, ha alla voce Mark Basile che è di Giugliano in Campania.

Sempre del giuglianese è il cantautore Gianni Fiorellino, tredici album all’attivo, due partecipazioni a San Remo, una vittoria al Festival di Napoli, un nome di punta della canzone napoletana odierna. Ho detto canzone napoletana? Beh, la band La Maschera e Roberto Colella sono ormai dei degni esponenti, in cui milita il fuoriclasse Alessandro Morlando, allievo dell’aversano Top guitar player Ciro Manna, turnista, didatta e musicista di livello internazionale..

Anche se non più stabilmente in Campania, rimane strettamente collegato alle sue radici di Torrecuso e alla Frontiers il produttore Alessandro Del Vecchio che è uno dei maggiori esponenti attuali della musica rock mondiale. Questo 2021 è anche il trentennale dei 99 Posse che tornano in grande spolvero con l’attualissima “Comanda la Gang”, tra i nomi di punta del rap partenopeo. A proposito di rap: vogliamo parlare di Clementino, fresco di collaborazione con Gigi D’Alessio nel recente album “Buongiorno”?

Potrei continuare a iosa, ma mi piace concludere questo primo articolo con un riferimento particolare al grande Franco Del Prete. Il batterista di Showmen e Napoli Centrale scomparso un annetto fa che, “mo ce vo’”, come la pietra lavica, è stato in grado di rilasciare e disperdere lentamente per le generazioni attuali e future il calore dell’Arte che ha generato nella sua vita.

francesco moccia

Anno 2021 d.C., sono passati 77 anni dall’ultima eruzione del nostro amato-temuto Vesuvio. Durante la suo riposo, si spera permanente, continua a ribollire il sangue del popolo napoletano che non smette di creare “Arte”. Nel mondo uno sfrenato consumismo dettato dal nostro sistema capitalistico vive oggi una crisi economica acuta dall’emergenza sanitaria Covid-19.

Tutto questo non ha fermato l’uomo. Il desiderio di comunicare, creare, comporre è umano, ma Napoli è senza dubbio uno dei terreni più fertili su cui seminare “Arte”. Quale terreno migliore di quello vulcanico che ribolle di lava e che ci rende così emotivi, sensibili e passionali? In questa pagina parleremo oggi del fermento musicale, di ogni genere, che vive a Napoli. Una città che riesce a sopravvivere alle difficoltà, quelle giornaliere e quelle che durano nel tempo. ​Il menù è succulento, la lista delle portate davvero interminabile.

La metafora enogastronomica la uso per dare un assaggio di quello che voi lettori potrete gustare dei sapori musicali. Ce n’è per tutti i gusti, alle falde del nostro Vulcano qualsiasi portata sarà prelibata. Partiamo proprio da Pompei, patria del batterista rock Mirkko De Maio (Endorser Tama), ex-Hangarvain. Dopo aver registrato un disco con la Metal band Mind Key con Aurelio Fierro jr. dei Super4 (Greg Rega, Francesco Boccia e Sabba) approda alla corte del chitarrista progger svedese Roine Stolt e dei suoi Flower Kings.​

Con questo gruppo registra due dischi. Restando nel genere non si può non menzionare Serafino Perugino e la sua “Frontiers Records” di Fuorigrotta, una delle etichette discografiche più famose al mondo in ambito rock/metal. Ho detto Metal? Beh, sappiate che una delle band metal più importanti del mondo, i DGM, ha alla voce Mark Basile che è di Giugliano in Campania.

Sempre del giuglianese è il cantautore Gianni Fiorellino, tredici album all’attivo, due partecipazioni a San Remo, una vittoria al Festival di Napoli, un nome di punta della canzone napoletana odierna. Ho detto canzone napoletana? Beh, la band La Maschera e Roberto Colella sono ormai dei degni esponenti, in cui milita il fuoriclasse Alessandro Morlando, allievo dell’aversano Top guitar player Ciro Manna, turnista, didatta e musicista di livello internazionale..

Anche se non più stabilmente in Campania, rimane strettamente collegato alle sue radici di Torrecuso e alla Frontiers il produttore Alessandro Del Vecchio che è uno dei maggiori esponenti attuali della musica rock mondiale. Questo 2021 è anche il trentennale dei 99 Posse che tornano in grande spolvero con l’attualissima “Comanda la Gang”, tra i nomi di punta del rap partenopeo. A proposito di rap: vogliamo parlare di Clementino, fresco di collaborazione con Gigi D’Alessio nel recente album “Buongiorno”?

Potrei continuare a iosa, ma mi piace concludere questo primo articolo con un riferimento particolare al grande Franco Del Prete. Il batterista di Showmen e Napoli Centrale scomparso un annetto fa che, “mo ce vo’”, come la pietra lavica, è stato in grado di rilasciare e disperdere lentamente per le generazioni attuali e future il calore dell’Arte che ha generato nella sua vita.

francesco moccia

© Riproduzione riservata

LEGGI ANCHE

- Advertisement -spot_img