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sabato, Luglio 20, 2024

NAPOLI– AJAX 4 a 2: Il Napoli come un novello Ettore si abbatte sui malcapitati discendenti di Aiace, senza fare prigionieri

Il turno di Champions è stato raggiunto con due turni di anticipo, questo consentirà ai partenopei di dedicarsi con  più attenzione al campionato.

Reti: 4′ pt Lozano (N), 16′ pt Raspadori (N), 4′ st Klaasen (A), 17′ st Kvaratskhelia (N, su rig.), 38′ st Bergwijn (A, su rig.), 44′ st Osimhen (A)

Se questa estate, qualcuno avesse azzardato l’idea che il Napoli, poteva rifilare 10 pappine, tra andata e ritorno, all’Ayax, avrebbe di sicuro corso il rischio di far riaprire il manicomio di Aversa. Chi poi è della mia generazione, quella che quando scoprì il calcio si imbatté nella meravigliosa “Arancia meccanica”, appunto a trazione Lancieri.

Con i vari Johan Cruijff, Ruud Krol  che poi ebbe trascorsi più che decorosi sotto il Vesuvio, Wim Suurbier, Johan Neeskens, Arie Haan,  John Rep, che nell’unico scontro in Europa rifilò 4 reti in Coppa delle Fiere, alla formazione partenopea.

Al momento del sorteggio, memore di tanta storia, avrà pensato, male che vada per il Napoli e i suoi tifosi avranno modo di intrattenere scontri pallonari, con una delle società calcistiche più prestigiose d’Europa e di far visita a una delle città più “fumose” del mondo, comunque tanta “roba”

Ma le cose cambiano, e cambia pure la storia, tant’è che Napoli, da capitale europea che faceva confronti con Londra e Parigi, si ritrova oggi a essere povera e sperduta provincia italiana, così come adesso gli olandesi, dopo le pesante lezione azzurra, si ritrovano lontani parenti del calcio totale che fu.

Il Napoli ha vinto comunque contro  una Signora Squadra, che non ha mai mollato; gli azzurri sono andati in rete quattro volte, regalando spettacolo e qualità,  elargendo a tratti sprazzi di calcio eccelso, con gli olandesi in balia delle onde vesuviane, trascinati da quel demonio dalla faccia barbuta da giovane pretino ortodosso, arrivato da Tbilisi e da uno sublime giocoliere polacco.

Ma è tutta la squadra che funziona a menadito, una macchina perfetta che a volte spaventa, per come si muove, spaventa il timore che da un momento all’altro tanta beltà possa svanire, perché mortificata da un torneo, quello italiano, scadente e pieno di tranelli arbitrali e di altra natura, una squadra così andrebbe invitata di diritto in campionati migliori e più regolari.

Come quello della Premier, il Napoli in fondo meriterebbe questo, solo per il rispetto che si sta conquistando in Europa. La partita di ieri sera al Maradona, ha ridato spazio a Victor Osimhen, che qualcuno scioccamente aveva dato per “esubero”, in questa formazione.

Quasi fosse divenuto un peso, ma il Re Leone nigeriano ha ruggito alla grandissima, dando prova di quanto sia importante e necessario, in questa “rosa”, il gol di forza e prepotenza, che ha insaccato, ha zittito quella parte di soloni che avevano dato per spacciato il centravanti africano.

Una gara da sottolineare è senza alcun dubbio quella di Hirving Lozano, che oltre al gol ha giocato una partita sontuosa, sarà l’aria olandese, da lui ben conosciuta che gli  fa questo effetto, se continua così davvero il Napoli diventa inarrestabile. Qualche nota di merito a nostro giudizio va data anche all’uruguagio Mathías Olivera, fisicità e corsa al servizio del reparto difensivo, in Europa e nelle gare importanti sono due elementi fondamentali per il reparto arretrato.

Gli azzurri ricordano un poco quegli indiani dei film western, che arrivavano da tutte le parti, quando c’era da attaccare la diligenza, una visione paradisiaca per chi ama il football in genere. In tutta questa giostra non bisogna però dimenticare di dare il giusto tributo a chi ha saputo sapientemente concertare questa orchestra fatta da individualità eccelse, cioè il buon SpallettOne, che ha reso un assieme di singolarità in una perfetta macchina da gol e gioco, complimenti al Mister.

Il turno di Champions è stato raggiunto con due turni di anticipo, questo consentirà ai partenopei di dedicarsi con  più attenzione al campionato.

di Fiore Marro

Il turno di Champions è stato raggiunto con due turni di anticipo, questo consentirà ai partenopei di dedicarsi con  più attenzione al campionato.

Reti: 4′ pt Lozano (N), 16′ pt Raspadori (N), 4′ st Klaasen (A), 17′ st Kvaratskhelia (N, su rig.), 38′ st Bergwijn (A, su rig.), 44′ st Osimhen (A)

Se questa estate, qualcuno avesse azzardato l’idea che il Napoli, poteva rifilare 10 pappine, tra andata e ritorno, all’Ayax, avrebbe di sicuro corso il rischio di far riaprire il manicomio di Aversa. Chi poi è della mia generazione, quella che quando scoprì il calcio si imbatté nella meravigliosa “Arancia meccanica”, appunto a trazione Lancieri.

Con i vari Johan Cruijff, Ruud Krol  che poi ebbe trascorsi più che decorosi sotto il Vesuvio, Wim Suurbier, Johan Neeskens, Arie Haan,  John Rep, che nell’unico scontro in Europa rifilò 4 reti in Coppa delle Fiere, alla formazione partenopea.

Al momento del sorteggio, memore di tanta storia, avrà pensato, male che vada per il Napoli e i suoi tifosi avranno modo di intrattenere scontri pallonari, con una delle società calcistiche più prestigiose d’Europa e di far visita a una delle città più “fumose” del mondo, comunque tanta “roba”

Ma le cose cambiano, e cambia pure la storia, tant’è che Napoli, da capitale europea che faceva confronti con Londra e Parigi, si ritrova oggi a essere povera e sperduta provincia italiana, così come adesso gli olandesi, dopo le pesante lezione azzurra, si ritrovano lontani parenti del calcio totale che fu.

Il Napoli ha vinto comunque contro  una Signora Squadra, che non ha mai mollato; gli azzurri sono andati in rete quattro volte, regalando spettacolo e qualità,  elargendo a tratti sprazzi di calcio eccelso, con gli olandesi in balia delle onde vesuviane, trascinati da quel demonio dalla faccia barbuta da giovane pretino ortodosso, arrivato da Tbilisi e da uno sublime giocoliere polacco.

Ma è tutta la squadra che funziona a menadito, una macchina perfetta che a volte spaventa, per come si muove, spaventa il timore che da un momento all’altro tanta beltà possa svanire, perché mortificata da un torneo, quello italiano, scadente e pieno di tranelli arbitrali e di altra natura, una squadra così andrebbe invitata di diritto in campionati migliori e più regolari.

Come quello della Premier, il Napoli in fondo meriterebbe questo, solo per il rispetto che si sta conquistando in Europa. La partita di ieri sera al Maradona, ha ridato spazio a Victor Osimhen, che qualcuno scioccamente aveva dato per “esubero”, in questa formazione.

Quasi fosse divenuto un peso, ma il Re Leone nigeriano ha ruggito alla grandissima, dando prova di quanto sia importante e necessario, in questa “rosa”, il gol di forza e prepotenza, che ha insaccato, ha zittito quella parte di soloni che avevano dato per spacciato il centravanti africano.

Una gara da sottolineare è senza alcun dubbio quella di Hirving Lozano, che oltre al gol ha giocato una partita sontuosa, sarà l’aria olandese, da lui ben conosciuta che gli  fa questo effetto, se continua così davvero il Napoli diventa inarrestabile. Qualche nota di merito a nostro giudizio va data anche all’uruguagio Mathías Olivera, fisicità e corsa al servizio del reparto difensivo, in Europa e nelle gare importanti sono due elementi fondamentali per il reparto arretrato.

Gli azzurri ricordano un poco quegli indiani dei film western, che arrivavano da tutte le parti, quando c’era da attaccare la diligenza, una visione paradisiaca per chi ama il football in genere. In tutta questa giostra non bisogna però dimenticare di dare il giusto tributo a chi ha saputo sapientemente concertare questa orchestra fatta da individualità eccelse, cioè il buon SpallettOne, che ha reso un assieme di singolarità in una perfetta macchina da gol e gioco, complimenti al Mister.

Il turno di Champions è stato raggiunto con due turni di anticipo, questo consentirà ai partenopei di dedicarsi con  più attenzione al campionato.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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