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venerdì, Giugno 21, 2024

NAPOLI ATALANTA 2 – 3: Perdiamo il primato, non l’onore.

L’ Atalanta ha finalmente fatto felice l’intera Italia, che continuava a chiedersi cosa ci  facesse il Napoli in testa al campionato. Un delitto per la stampa di regime, un delitto anche per l’AIA, che anche ieri ha mandato uno dei suoi  “sicari” migliori, a sentenziare la sconfitta.

Napoli – Atalanta 2 a 3:. Marcatori: 7′ pt Malinovskiy (A), 40′ pt Zielinski (N), 2′ st Mertens (N), 21′ st Demiral (A), 26′ st Freuler (A).

Gli azzurri perdono il primato ma non l’onore. Le assenze sia dei calciatori che dell’allenatore partenopeo in campo si è sentita, ma stavolta con l’effetto contrario, perché i calciatori del Napoli hanno triplicato le forze.

Il Maradona per una sera è parso agli occhi di tutti la rivisitazione storica della Battaglia di Alamo. Gasperini nei panni del generale Antonio López de Santa Anna e i ragazzi di Spalletti che hanno magnificamente interpretato il ruolo dei resistenti texani. Parlo della famosa battaglia della missione francescana di Alamo.

Mertens nel ruolo del colonnello Travis, a capo di un manipolo di eroi, che hanno resistito finché hanno potuto, alla forza soverchiante del nemico. Le assenze sia dei calciatori che dell’allenatore partenopeo in campo si è sentita, ma stavolta con l’effetto contrario.

I calciatori del Napoli hanno triplicato le forze, si sono battuti come leoni. Avevano di fronte una compagine molto più attrezzata e in palla di loro, giocando una partita gagliarda, coraggiosa. Nonostante si capiva che la conclusione sarebbe stata quella del film “Titanic” dove tutti guardano fino alla fine, pur conoscendo già l’esito finale.

Il Napoli perde il primo posto in classifica, smette di vantarsi di essere la migliore difesa d’Europa. Insomma in una sera perde un poco tutto, meno che l’onore delle Armi. Della gara di ieri sera al Maradona tutto si può imputare agli azzurri, meno che la decorosa partita che hanno fatto. Tra l’altro si sono notate finalmente le peculiarità di alcuni giocatori, che fino a questo momento pareva si fossero perse nella nebbia.

Oltre a Mertens, definitivamente ritornato nell’Olimpo dei grandi, si sono distinti per qualità e quantità finalmente i calciatori più attesi, Lozano e Zielinsky su tutti. I due calciatori hanno regalato finalmente una prova di quelle che la torcida napoletana attendeva da mesi.

Il polacco assieme a Lobotka è parso a nostro avviso  il migliore dei suoi, corsa, gol, sterzate, dribbling. Una goduria per il palato fine di chi come i tifosi partenopei sono stati abituati a vederne dei migliori in assoluto, come Maradona, Krol o Careca.

Si esce ridimensionati come classifica, facendo finalmente contenta la stampa del norde, quella che fino a ieri ha dovuto mal sopportare la posizione in classifica della squadra di De Laurentiis. Una situazione paradossale, assurda come la telecronaca messa in onda dai telecronisti di Dazn.

Costoro hanno avuto perfino il coraggio a un dato momento della loro grottesca telecronaca, di lamentare l’assenza di Gosens. Hanno sorvolato invece quelle della formazione  azzurra, che praticamente erano mezza squadra titolare.

L’ Atalanta ha finalmente fatto felice l’intera Italia, che continuava a chiedersi cosa ci  facesse il Napoli in testa al campionato. Un delitto per la stampa di regime, un delitto anche per l’AIA, che anche ieri ha mandato uno dei suoi  “sicari” migliori, a sentenziare la sconfitta.

Il bravo Mariani, oltre che ha tollerare ogni entrata assassina dei lombardi,  non si accorge della mano di Zapata. L’ex azzurro porta avanti la palla che poi diventa un assist per il primo gol atalantino. Oltre al fatto che ha dato l’impressione che non vedeva l’ora di fischiare un rigore inesistente a favore dei bergamaschi, inventandosi un fallo di mano.

Era solo nella sua testa, per fortuna smentito alla fine dalle immagini eloquenti della Var. Quando si perde di solito si attribuiscono le colpe all’allenatore, è prassi comune, personalmente per quel che possa valere la mia opinione.

Non riesco a trovare difetti nella conduzione della gara da parte del tecnico azzurro. Questa partita credo abbia tirato “il sangue dalle rape”, perfino la mossa parsa azzardata di far giocare Malcuit dal primo minuto.

È stata alla fine un’intuizione intelligente, i cambi sono stati forzati ma dovuti, Lobotka si è infortunato nel momento peggiore e Mertens andava preservato. Visti i ripetuti impegni che si susseguono, incomprensibili appaiono le critiche. Si leggono in giro per la rete per quel che riguarda le decisioni di Luciano Spalletti Comunque tutti bravi, più di così non si poteva fare.

Di Fiore Marro

Napoli – Atalanta 2 a 3:. Marcatori: 7′ pt Malinovskiy (A), 40′ pt Zielinski (N), 2′ st Mertens (N), 21′ st Demiral (A), 26′ st Freuler (A).

Gli azzurri perdono il primato ma non l’onore. Le assenze sia dei calciatori che dell’allenatore partenopeo in campo si è sentita, ma stavolta con l’effetto contrario, perché i calciatori del Napoli hanno triplicato le forze.

Il Maradona per una sera è parso agli occhi di tutti la rivisitazione storica della Battaglia di Alamo. Gasperini nei panni del generale Antonio López de Santa Anna e i ragazzi di Spalletti che hanno magnificamente interpretato il ruolo dei resistenti texani. Parlo della famosa battaglia della missione francescana di Alamo.

Mertens nel ruolo del colonnello Travis, a capo di un manipolo di eroi, che hanno resistito finché hanno potuto, alla forza soverchiante del nemico. Le assenze sia dei calciatori che dell’allenatore partenopeo in campo si è sentita, ma stavolta con l’effetto contrario.

I calciatori del Napoli hanno triplicato le forze, si sono battuti come leoni. Avevano di fronte una compagine molto più attrezzata e in palla di loro, giocando una partita gagliarda, coraggiosa. Nonostante si capiva che la conclusione sarebbe stata quella del film “Titanic” dove tutti guardano fino alla fine, pur conoscendo già l’esito finale.

Il Napoli perde il primo posto in classifica, smette di vantarsi di essere la migliore difesa d’Europa. Insomma in una sera perde un poco tutto, meno che l’onore delle Armi. Della gara di ieri sera al Maradona tutto si può imputare agli azzurri, meno che la decorosa partita che hanno fatto. Tra l’altro si sono notate finalmente le peculiarità di alcuni giocatori, che fino a questo momento pareva si fossero perse nella nebbia.

Oltre a Mertens, definitivamente ritornato nell’Olimpo dei grandi, si sono distinti per qualità e quantità finalmente i calciatori più attesi, Lozano e Zielinsky su tutti. I due calciatori hanno regalato finalmente una prova di quelle che la torcida napoletana attendeva da mesi.

Il polacco assieme a Lobotka è parso a nostro avviso  il migliore dei suoi, corsa, gol, sterzate, dribbling. Una goduria per il palato fine di chi come i tifosi partenopei sono stati abituati a vederne dei migliori in assoluto, come Maradona, Krol o Careca.

Si esce ridimensionati come classifica, facendo finalmente contenta la stampa del norde, quella che fino a ieri ha dovuto mal sopportare la posizione in classifica della squadra di De Laurentiis. Una situazione paradossale, assurda come la telecronaca messa in onda dai telecronisti di Dazn.

Costoro hanno avuto perfino il coraggio a un dato momento della loro grottesca telecronaca, di lamentare l’assenza di Gosens. Hanno sorvolato invece quelle della formazione  azzurra, che praticamente erano mezza squadra titolare.

L’ Atalanta ha finalmente fatto felice l’intera Italia, che continuava a chiedersi cosa ci  facesse il Napoli in testa al campionato. Un delitto per la stampa di regime, un delitto anche per l’AIA, che anche ieri ha mandato uno dei suoi  “sicari” migliori, a sentenziare la sconfitta.

Il bravo Mariani, oltre che ha tollerare ogni entrata assassina dei lombardi,  non si accorge della mano di Zapata. L’ex azzurro porta avanti la palla che poi diventa un assist per il primo gol atalantino. Oltre al fatto che ha dato l’impressione che non vedeva l’ora di fischiare un rigore inesistente a favore dei bergamaschi, inventandosi un fallo di mano.

Era solo nella sua testa, per fortuna smentito alla fine dalle immagini eloquenti della Var. Quando si perde di solito si attribuiscono le colpe all’allenatore, è prassi comune, personalmente per quel che possa valere la mia opinione.

Non riesco a trovare difetti nella conduzione della gara da parte del tecnico azzurro. Questa partita credo abbia tirato “il sangue dalle rape”, perfino la mossa parsa azzardata di far giocare Malcuit dal primo minuto.

È stata alla fine un’intuizione intelligente, i cambi sono stati forzati ma dovuti, Lobotka si è infortunato nel momento peggiore e Mertens andava preservato. Visti i ripetuti impegni che si susseguono, incomprensibili appaiono le critiche. Si leggono in giro per la rete per quel che riguarda le decisioni di Luciano Spalletti Comunque tutti bravi, più di così non si poteva fare.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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