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mercoledì, Maggio 29, 2024

NAPOLI– BARCELLONA 1 a 1: La sfida nel nome di D10s finisce in parità.

Torna il bomber azzurro, che con lui è tornato anche il gol per i partenopei.

RETI: 60′ Lewandowski, 75′ Osimhen

Il Napoli non è tornato ne è guarito, dall’altronde Francesco Calzona è si calabrese ma non è di certo la reincarnazione della Madonna di Polsi, e di miracoli non ne ha potuti fare, anche se ha le stimmate della passione azzurra; al contrario i miracoli sono stati quelli fatti da Alex Meret, che ha tenuto in piedi il Napoli, la squadra nella prima mezzora di gioco è parso una sorta di Titanic, in balia delle onde catalane, il portiere azzurro. che rimane tra i più criticati in assoluto, della sventurata stagione della squadra partenopea, ha sfoderato una prestazione da incorniciare, una serata di quelle epiche, che ricordano le imprese indimenticabili di certi numero uno italiani, immortalati nella storia drlla pelota, come quella sera in cui l’allora giovane portiere Bordon, dell’Inter, chiuse la porta contro il Borussia o di Toldo in una semifinale europea in Olanda, contro gli orange, che parò l’imparabile, consentendo così all’Italia di accedere alla finale, poi persa contro la Francia.

Un plauso va comunque di diritto dato al tecnico calabrese, che si è preso la rogna o la patata bollente di questo scorcio di stagione, sottolineando l’aggiunta di una missione con tanto di termine già fissato, cosa anomala nella storia del calcio italiano, sarà l’amore per questi colori o la voglia di misurarsi, da parte di un uomo che ha dovuto mordere il freno a causa di un carriera da seconda linea, non è dato sapere, ai posteri come si dice l’ardua sentenza.

Chi si era illuso di poter affrontare i catalani alla pari aveva dimenticato o omesso che Il calcio spagnolo è di un altro pianeta, se confrontato con quello italiano, e un  Barca rabberciato è terzo nel campionato iberico, rimane comunque una signora squadra, se poi la mettiamo a confronto con gli azzurri, che sono noni in un torneo altamente meno qualitativo , come quello che si gioca in Italia,  la differenza se non si è disonesti intellettualmente è tutta lì, senza girarci intorno

Il Napoli è malato ma alcuni sintomi sembrano dare speranze di guarigione, uno su tutti il ritorno del bomber, che è tornato e con lui anche il gol, nell’unica sbavatura difensiva delle maglie blaugrana, e questa la dice ancora più lunga dell’importanza di Osimhen in questa squadra.

Personalmente non è piaciuta la prestazione di Kvaratskhelia, apparso piccino e infreddolito, sembrava più un pulcino bagnato che il leone georgiano che ha tirato la carretta fino all’altro ieri, in questa squadra sgangherata e senza concetti, a nostro sommesso avviso la sostituzione è stata più che giusta.

La difesa ha tenuto testa a un attacco potente, contro un avversario di quelli veri, di razza, quale è il polacco Lewandowski,  anche se in occasione del gol, subito, gli errori a gambe aperte, tipico della famosa consumazione conosciuta come la “limonata a cosce aperte” degli acquafrescai napoletani, da parte di Di Lorenzo e Rrahmani , ha fatto il paio con gli errori dei difensori spagnoli.

Di bello è stato tutto il resto, l’attesa, la sfida, di quelle internazionali, cosa che per molti napoletani è diventata quasi routine, ma che per altri, che hanno magari qualche capello bianco o grigio in più, come il sottoscritto, risultano serate magiche, sorprendenti, fatte da una squadra che non ha di certo un passato dal grande pedigree,  che tolta la favolosa vittoria in Uefa nell’era Maradona non è che abbia tanto altro da raccontare. Una storia che si sta pian piano riempiendo di ricordi che sono, per ora limitati a momenti esaltanti ma nulla di più.

Le speranze di passare il turno sono ridotta al lumicino ma comunque andrà a finire è stata una bell’impresa. Bisogna sottolineare che i ragazzi dal punto di vista della ripresa atletica, della tonicità sono a buon punto, la riprova sono i gol che riescono a fare spesso negli ultimi minuti di gara, senza una buona preparazione difficilmente si arriva in fondo in una partita, da questo punto di vista nulla da eccepire, ma la squadra è in una involuzione tattica totale.

di Fiore Marro

Torna il bomber azzurro, che con lui è tornato anche il gol per i partenopei.

RETI: 60′ Lewandowski, 75′ Osimhen

Il Napoli non è tornato ne è guarito, dall’altronde Francesco Calzona è si calabrese ma non è di certo la reincarnazione della Madonna di Polsi, e di miracoli non ne ha potuti fare, anche se ha le stimmate della passione azzurra; al contrario i miracoli sono stati quelli fatti da Alex Meret, che ha tenuto in piedi il Napoli, la squadra nella prima mezzora di gioco è parso una sorta di Titanic, in balia delle onde catalane, il portiere azzurro. che rimane tra i più criticati in assoluto, della sventurata stagione della squadra partenopea, ha sfoderato una prestazione da incorniciare, una serata di quelle epiche, che ricordano le imprese indimenticabili di certi numero uno italiani, immortalati nella storia drlla pelota, come quella sera in cui l’allora giovane portiere Bordon, dell’Inter, chiuse la porta contro il Borussia o di Toldo in una semifinale europea in Olanda, contro gli orange, che parò l’imparabile, consentendo così all’Italia di accedere alla finale, poi persa contro la Francia.

Un plauso va comunque di diritto dato al tecnico calabrese, che si è preso la rogna o la patata bollente di questo scorcio di stagione, sottolineando l’aggiunta di una missione con tanto di termine già fissato, cosa anomala nella storia del calcio italiano, sarà l’amore per questi colori o la voglia di misurarsi, da parte di un uomo che ha dovuto mordere il freno a causa di un carriera da seconda linea, non è dato sapere, ai posteri come si dice l’ardua sentenza.

Chi si era illuso di poter affrontare i catalani alla pari aveva dimenticato o omesso che Il calcio spagnolo è di un altro pianeta, se confrontato con quello italiano, e un  Barca rabberciato è terzo nel campionato iberico, rimane comunque una signora squadra, se poi la mettiamo a confronto con gli azzurri, che sono noni in un torneo altamente meno qualitativo , come quello che si gioca in Italia,  la differenza se non si è disonesti intellettualmente è tutta lì, senza girarci intorno

Il Napoli è malato ma alcuni sintomi sembrano dare speranze di guarigione, uno su tutti il ritorno del bomber, che è tornato e con lui anche il gol, nell’unica sbavatura difensiva delle maglie blaugrana, e questa la dice ancora più lunga dell’importanza di Osimhen in questa squadra.

Personalmente non è piaciuta la prestazione di Kvaratskhelia, apparso piccino e infreddolito, sembrava più un pulcino bagnato che il leone georgiano che ha tirato la carretta fino all’altro ieri, in questa squadra sgangherata e senza concetti, a nostro sommesso avviso la sostituzione è stata più che giusta.

La difesa ha tenuto testa a un attacco potente, contro un avversario di quelli veri, di razza, quale è il polacco Lewandowski,  anche se in occasione del gol, subito, gli errori a gambe aperte, tipico della famosa consumazione conosciuta come la “limonata a cosce aperte” degli acquafrescai napoletani, da parte di Di Lorenzo e Rrahmani , ha fatto il paio con gli errori dei difensori spagnoli.

Di bello è stato tutto il resto, l’attesa, la sfida, di quelle internazionali, cosa che per molti napoletani è diventata quasi routine, ma che per altri, che hanno magari qualche capello bianco o grigio in più, come il sottoscritto, risultano serate magiche, sorprendenti, fatte da una squadra che non ha di certo un passato dal grande pedigree,  che tolta la favolosa vittoria in Uefa nell’era Maradona non è che abbia tanto altro da raccontare. Una storia che si sta pian piano riempiendo di ricordi che sono, per ora limitati a momenti esaltanti ma nulla di più.

Le speranze di passare il turno sono ridotta al lumicino ma comunque andrà a finire è stata una bell’impresa. Bisogna sottolineare che i ragazzi dal punto di vista della ripresa atletica, della tonicità sono a buon punto, la riprova sono i gol che riescono a fare spesso negli ultimi minuti di gara, senza una buona preparazione difficilmente si arriva in fondo in una partita, da questo punto di vista nulla da eccepire, ma la squadra è in una involuzione tattica totale.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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