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venerdì, Dicembre 1, 2023

NAPOLI– FIORENTINA 1 a 0 – Azzurro, il pomeriggio è tutto azzurro.

Una vittoria attesa tanto, forse troppo tempo, ma forse sono proprio queste attese che rendono ancora più saporito e magico questo momento.

Marcatori: 29′ st rig. Osimhen

Il Napoli è sceso in campo, con ancora evidenti i postumi della sbornia post partita di Udine. I ragazzi di Spalletti, per più di un tempo, si vedeva a occhio, non erano in gara. Personalmente credo che l’infortunio di Lozano, sia proprio frutto di questa situazione anomala, dove i bagordi erano oramai l’unico vero motivo della giornata.

Festa sugli spalti, festa per le strade di Napoli e in tutti quei luoghi dove la napoletanità è di casa, perché non si deve per forza nascere nell’antica capitale sebezia, per sentirsi figlio di Megaride. Essere napoletano è un modo di essere, di vivere, di scorgere la vita e apprezzare anche mi dettagli di essa. Il cielo è sempre più blu.

Poi però ci ha pensato il “Georgiano“, a riportare tutti sul terreno di gioco. Le sue serpentine, i suoi magnifici tunnel, le sue giocate d’altri tempi, è stato lui che ha risvegliato dal torpore, un poco tutto il Napoli. Soprattutto grazie anche al supporto dei subentrati Lobotka e Zielinsky che hanno trasformato la partita, regalando l’ennesima vittoria al popolo partenopeo.

Il Napoli ha battuto 1-0 la Fiorentina, nella 32a giornata di campionato di Serie A, abbellendo con tre punti la festa del Maradona, per il terzo scudetto conquistato. La formazione di Spalletti ha battuto i toscani di Italiano grazie al calcio di rigore di Osimhen al 74′, il secondo di giornata,  dopo che ne aveva fallito un primo in  precedenza al 48′, facendoselo respingere da Terracciano.

Gli azzurri vincono dopo che i viola hanno più volte sprecato sotto rete un paio di occasioni, sciupate da Nico Gonzalez e Kouamé nel finale di gara. Poi è iniziata l’apoteosi, ore e ore di canti, abbracci, suoni di gioia, uno  momento magico di felicità collettiva, cosa che sule a Napoli ce stà.

Il susseguirsi di artisti, in campo a salutare i nuovi eroi del popolo napoletano, ha fatto da cornice a una splendida cartolina, che è stato il tifo, la torcida azzurra, tifosi compatti e festanti sugli spalti, nessuno che si è sognato minimamente di invadere il campo, per godersi così molto meglio, la passerella dei campioni in Italia.

Una vittoria attesa tanto, forse troppo tempo, ma forse sono proprio queste attese che rendono ancora più saporito e magico questo momento. Un’ anfiteatro festante il Maradona, che ha non solo dal suo nome ricordato il più grande di tutti. La sua figura aleggiava ancora e ancora nell’aria dello stadio e nella testa dei presenti, attraverso le immagini di bandiere con su il suo volto.

Si scorgeva tanta gente vestita con la sua “camiseta” numero 10, è stato più volte evocato nelle parole di molti presenti. Come dice il Mister : “di sicuro c’è stata anche la sua mano benevola da lassù, che ha reso tutta questa Grande Bellezza una storia vera”.

Questa vittoria sarà il marchio di fabbrica della famiglia De Laurentis, del direttore Cristiano Giuntoli e di Luciano Spalletti, salutato ieri come il vero artefice di questo sogno diventato realtà.

Di Fiore Marro

Una vittoria attesa tanto, forse troppo tempo, ma forse sono proprio queste attese che rendono ancora più saporito e magico questo momento.

Marcatori: 29′ st rig. Osimhen

Il Napoli è sceso in campo, con ancora evidenti i postumi della sbornia post partita di Udine. I ragazzi di Spalletti, per più di un tempo, si vedeva a occhio, non erano in gara. Personalmente credo che l’infortunio di Lozano, sia proprio frutto di questa situazione anomala, dove i bagordi erano oramai l’unico vero motivo della giornata.

Festa sugli spalti, festa per le strade di Napoli e in tutti quei luoghi dove la napoletanità è di casa, perché non si deve per forza nascere nell’antica capitale sebezia, per sentirsi figlio di Megaride. Essere napoletano è un modo di essere, di vivere, di scorgere la vita e apprezzare anche mi dettagli di essa. Il cielo è sempre più blu.

Poi però ci ha pensato il “Georgiano“, a riportare tutti sul terreno di gioco. Le sue serpentine, i suoi magnifici tunnel, le sue giocate d’altri tempi, è stato lui che ha risvegliato dal torpore, un poco tutto il Napoli. Soprattutto grazie anche al supporto dei subentrati Lobotka e Zielinsky che hanno trasformato la partita, regalando l’ennesima vittoria al popolo partenopeo.

Il Napoli ha battuto 1-0 la Fiorentina, nella 32a giornata di campionato di Serie A, abbellendo con tre punti la festa del Maradona, per il terzo scudetto conquistato. La formazione di Spalletti ha battuto i toscani di Italiano grazie al calcio di rigore di Osimhen al 74′, il secondo di giornata,  dopo che ne aveva fallito un primo in  precedenza al 48′, facendoselo respingere da Terracciano.

Gli azzurri vincono dopo che i viola hanno più volte sprecato sotto rete un paio di occasioni, sciupate da Nico Gonzalez e Kouamé nel finale di gara. Poi è iniziata l’apoteosi, ore e ore di canti, abbracci, suoni di gioia, uno  momento magico di felicità collettiva, cosa che sule a Napoli ce stà.

Il susseguirsi di artisti, in campo a salutare i nuovi eroi del popolo napoletano, ha fatto da cornice a una splendida cartolina, che è stato il tifo, la torcida azzurra, tifosi compatti e festanti sugli spalti, nessuno che si è sognato minimamente di invadere il campo, per godersi così molto meglio, la passerella dei campioni in Italia.

Una vittoria attesa tanto, forse troppo tempo, ma forse sono proprio queste attese che rendono ancora più saporito e magico questo momento. Un’ anfiteatro festante il Maradona, che ha non solo dal suo nome ricordato il più grande di tutti. La sua figura aleggiava ancora e ancora nell’aria dello stadio e nella testa dei presenti, attraverso le immagini di bandiere con su il suo volto.

Si scorgeva tanta gente vestita con la sua “camiseta” numero 10, è stato più volte evocato nelle parole di molti presenti. Come dice il Mister : “di sicuro c’è stata anche la sua mano benevola da lassù, che ha reso tutta questa Grande Bellezza una storia vera”.

Questa vittoria sarà il marchio di fabbrica della famiglia De Laurentis, del direttore Cristiano Giuntoli e di Luciano Spalletti, salutato ieri come il vero artefice di questo sogno diventato realtà.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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