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mercoledì, Maggio 29, 2024

NAPOLI– GENOA 1 – 1. Gli azzurri non sanno più vincere.

Il Genoa ha sognato l’impresa al Maradona fino all’ultimo respiro quando, come una doccia gelata subisce il gol di Ngonge nel finale.


Marcatori: 47′ Frendrup, 90′ Ngonge


Il Napoli non sa più giocare a pallone, oramai è un dato di fatto. Dopo i disastri atletici causati alla squadra da parte di Rudi Garcia, ha provveduto Walter Mazzarri ad annientare definitivamente quel che restava della bella realtà azzurra che ha fatto tremare fino all’altro ieri l’Italia a strisce . Un gioco amorfo, senza vibrazioni, senza slanci.

Una squadra che reagisce solo dopo avere subito gol, un anomalia inspiegabile o forse si. A nostro avviso dipende dall’allenatore; siamo del parere che Mazzarri ha fatto il suo tempo come allenatore. Soprattutto di una squadra che punta alla Champions, con questo tecnico il Napoli non ha nessuna speranza di raggiungere l’obiettivo.

Bisogna sottolineare che i ragazzi dal punto di vista della ripresa atletica, della tonicità sono a buon punto, la riprova sono i gol che riescono a fare spesso negli ultimi minuti di gara. Senza una buona preparazione difficilmente si arriva in fondo in una partita, da questo punto di vista nulla da eccepire, ma la squadra è in una involuzione tattica totale. Le partite dei partenopei si accendono solo dopo che subiscono un gol avversario, fino a allora, uno sterile, lento, inutile giro palla accompagna gli azzurri, e nel mentre la squadra si rispecchia come un novello Narciso.

Si aprono voragini che consentono agli avversari di inserirsi spesso con facilità nella maglie sgangherate della difesa napoletana. In tutta sincerità pensare di affrontare alla pari il peggior Barcellona della storia recente, pensando di poterla spuntare ci lascia abbastanza basiti. Se non si riesce a averla vinta contro queste squadrette o si perde contro la Roma di Mourinho con quale idea si può pensare di battere il Barcellona se pur mal messo?

Certo giocare due mesi senza il bomber principale è una penalità che costa assai, immaginare per dire questa Inter senza Lautaro per due mesi forse anche loro avrebbero dei problemi.

La realtà ci riporta a ricordare la Champions della passata stagione, quando contro Liverpool, Rangers e Ayax il Napoli ha giocato senza Osimhen, regalando un calcio piacevole, arrembante e fruttuoso, al punto che addirittura qualcuno prevedeva l’ipotesi che si poteva fare a meno del bomber africano.

Personalmente ho sempre considerato il calciatore nigeriano indispensabile per andare avanti. La partita di ieri ci racconta un dato di fatto indiscutibile. Il Napoli non sa vincere, gioca male o peggio non sa giocare a pallone, ieri anche il Genoa ha sognato l’impresa al Maradona fino all’ultimo respiro quando, come una doccia gelata subisce il gol di Ngonge nel finale.
Peggiori in campo ieri Politano e Simeone, ma è tutta la squadra che gioca senza idee. Mercoledì in Champions la possibilità di riscattarsi anche se con questi presupposti non si può che essere scettici sulla riuscita dell’impresa. A questo punto, vista la posizione in classifica, visto pure che qualcuno non riesce più a dare il giusto contributo sarebbe buona cosa dare spazio ai nuovi arrivi, che dovrebbero risultare la colonna portante del Napoli che sarà.

Fiore Marro

Il Genoa ha sognato l’impresa al Maradona fino all’ultimo respiro quando, come una doccia gelata subisce il gol di Ngonge nel finale.


Marcatori: 47′ Frendrup, 90′ Ngonge


Il Napoli non sa più giocare a pallone, oramai è un dato di fatto. Dopo i disastri atletici causati alla squadra da parte di Rudi Garcia, ha provveduto Walter Mazzarri ad annientare definitivamente quel che restava della bella realtà azzurra che ha fatto tremare fino all’altro ieri l’Italia a strisce . Un gioco amorfo, senza vibrazioni, senza slanci.

Una squadra che reagisce solo dopo avere subito gol, un anomalia inspiegabile o forse si. A nostro avviso dipende dall’allenatore; siamo del parere che Mazzarri ha fatto il suo tempo come allenatore. Soprattutto di una squadra che punta alla Champions, con questo tecnico il Napoli non ha nessuna speranza di raggiungere l’obiettivo.

Bisogna sottolineare che i ragazzi dal punto di vista della ripresa atletica, della tonicità sono a buon punto, la riprova sono i gol che riescono a fare spesso negli ultimi minuti di gara. Senza una buona preparazione difficilmente si arriva in fondo in una partita, da questo punto di vista nulla da eccepire, ma la squadra è in una involuzione tattica totale. Le partite dei partenopei si accendono solo dopo che subiscono un gol avversario, fino a allora, uno sterile, lento, inutile giro palla accompagna gli azzurri, e nel mentre la squadra si rispecchia come un novello Narciso.

Si aprono voragini che consentono agli avversari di inserirsi spesso con facilità nella maglie sgangherate della difesa napoletana. In tutta sincerità pensare di affrontare alla pari il peggior Barcellona della storia recente, pensando di poterla spuntare ci lascia abbastanza basiti. Se non si riesce a averla vinta contro queste squadrette o si perde contro la Roma di Mourinho con quale idea si può pensare di battere il Barcellona se pur mal messo?

Certo giocare due mesi senza il bomber principale è una penalità che costa assai, immaginare per dire questa Inter senza Lautaro per due mesi forse anche loro avrebbero dei problemi.

La realtà ci riporta a ricordare la Champions della passata stagione, quando contro Liverpool, Rangers e Ayax il Napoli ha giocato senza Osimhen, regalando un calcio piacevole, arrembante e fruttuoso, al punto che addirittura qualcuno prevedeva l’ipotesi che si poteva fare a meno del bomber africano.

Personalmente ho sempre considerato il calciatore nigeriano indispensabile per andare avanti. La partita di ieri ci racconta un dato di fatto indiscutibile. Il Napoli non sa vincere, gioca male o peggio non sa giocare a pallone, ieri anche il Genoa ha sognato l’impresa al Maradona fino all’ultimo respiro quando, come una doccia gelata subisce il gol di Ngonge nel finale.
Peggiori in campo ieri Politano e Simeone, ma è tutta la squadra che gioca senza idee. Mercoledì in Champions la possibilità di riscattarsi anche se con questi presupposti non si può che essere scettici sulla riuscita dell’impresa. A questo punto, vista la posizione in classifica, visto pure che qualcuno non riesce più a dare il giusto contributo sarebbe buona cosa dare spazio ai nuovi arrivi, che dovrebbero risultare la colonna portante del Napoli che sarà.

Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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