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lunedì, Giugno 17, 2024

NAPOLI–LECCE 1 a 1 – Azzurri puniti dalla dura “Lecce” del gol

Napoli –Lecce 1 a 1, goal: 27′ Elmas (N), 31′ Colombo (L).

Gli errori di Spalletti a Firenze sono stati per sua fortuna, coperti dal becerume del tifo fiorentino ma stavolta non possono essere celati da nessuna scusa.

Per la seconda partita consecutiva, l’allenatore del Napoli a nostro giudizio, ha sbagliato l’approccio alla gara, cosa che purtroppo per lui, è una costante che si è spesso ripetuta, nelle seconde stagioni, quando allena la stessa squadra.

Si deve comunque partite dalla base che il Napoli, l’attuale Napoli è una formazione ancora acerba, formata da poco, una squadra che può, per svariate motivazioni, avere qualche colpo a salve,  quindi non bisogna meravigliarsi se, soprattutto inizialmente, si possa manifestare  qualche prestazione scialba.

Però proprio in questi casi quello che può fare la differenza e il timoniere, la mano dell’allenatore, che, per quel che  riguarda il Napoli, non si è scorta, anzi Spalletti di suo ci ha messo molto, per compromettere una gara come quella di ieri, contro i salentini.

Gli errori di Spalletti a Firenze sono stati per sua fortuna, coperti dal becerume del tifo fiorentino. Quindi gli errori del tecnico, sono passati in secondo ordine, non puoi ripresentarti allo stesso modo, dopo una eliminazione in Coppa Italia e una sconfitta sanguinosa, che ti ha tolto la possibilità di giocarti il titolo, vuol dire essere ottusi.

Contro il Lecce gli errori evidenti non possono essere celati, stavolta di vie di fuga ce ne è poche, l’allenatore del Napoli ha toppato in maniera grossolana, promuovere un turn over cambiando d’emblée, 6 titolari, con l’aggiunta del cambio modulo di gioco, è stato un suicidio, che va attribuito per intero a Spalletti.

L’inutilità di schierare Elmas in quella posizione, che mortifica sia lui che il gioco, è un errore madornale, cambiare lo schema, a oggi unico che funziona, è stata una follia per non chiamarla in altro modo.

Molto probabilmente l’allenatore si è fatto prendere la mano, per via dei 9 gol delle prime due partite, dimenticandosi però di ricorda contro chi li aveva fatti.

Il Napoli è abbastanza funzionate fino alla trequarti, dove Kim ha ben sostituito, almeno finora, Koulibaly, gira che è una meraviglia, in mediana, finché a giocare sono Lobotka e Anguissa, che ahinoi non hanno sostituti, se non Gaetano e Demme, uno acciaccato e l’altro mai messo finora seriamente alla prova.

La squadra dispone di buoni esterni, non male Olivera, e Di Lorenzo oramai è un calciatore a tutti gli effetti affermato, che offre più che discrete garanzie. Gli esterni alti, pur se talvolta confusionari, a turno, regalano un buon contributo di gioco, dove la formazione partenopea manca, è in avanti, finora si è visto una fotocopia edulcorata, del campione che tutti decantano, quel Osimhen. Spesso, l’attaccante, soprattutto ieri contro il Lecce,  è sembrato più un dilettante allo sbaraglio che altro.

Raspadori è stato male impiegato, nel Sassuolo giocava a sinistra, è incomprensibile il perché non lo si è fatto giocare in quel ruolo ieri, preferendo Elmas, che per quel che concerne quella posizione è come quando si pretende di mangiare il brodo con la forchetta.

Simeone poi è stato addirittura umiliato, facendogli giocare gli ultimi scampoli di gioco. Male molto male il georgiano, che si è intestardito in inutili dribbling senza senso. Si dovrebbe tra l’altro ringraziare il tanto vituperato Alex Meret, che parando il rigore, ha almeno salvato i partenopei da una sconfitta annunciata.

Se non si è perso, il merito è da attribuire di certo al portiere. Naturalmente non possiamo esimerci dal fare i complimenti alla squadra di Baroni, ex difensore del Napoli del secondo scudetto, che ha imbrigliato bene gli azzurri, che poi ci hanno messo del loro, per complicarsi ulteriormente la vita.

di Fiore Marro

Napoli –Lecce 1 a 1, goal: 27′ Elmas (N), 31′ Colombo (L).

Gli errori di Spalletti a Firenze sono stati per sua fortuna, coperti dal becerume del tifo fiorentino ma stavolta non possono essere celati da nessuna scusa.

Per la seconda partita consecutiva, l’allenatore del Napoli a nostro giudizio, ha sbagliato l’approccio alla gara, cosa che purtroppo per lui, è una costante che si è spesso ripetuta, nelle seconde stagioni, quando allena la stessa squadra.

Si deve comunque partite dalla base che il Napoli, l’attuale Napoli è una formazione ancora acerba, formata da poco, una squadra che può, per svariate motivazioni, avere qualche colpo a salve,  quindi non bisogna meravigliarsi se, soprattutto inizialmente, si possa manifestare  qualche prestazione scialba.

Però proprio in questi casi quello che può fare la differenza e il timoniere, la mano dell’allenatore, che, per quel che  riguarda il Napoli, non si è scorta, anzi Spalletti di suo ci ha messo molto, per compromettere una gara come quella di ieri, contro i salentini.

Gli errori di Spalletti a Firenze sono stati per sua fortuna, coperti dal becerume del tifo fiorentino. Quindi gli errori del tecnico, sono passati in secondo ordine, non puoi ripresentarti allo stesso modo, dopo una eliminazione in Coppa Italia e una sconfitta sanguinosa, che ti ha tolto la possibilità di giocarti il titolo, vuol dire essere ottusi.

Contro il Lecce gli errori evidenti non possono essere celati, stavolta di vie di fuga ce ne è poche, l’allenatore del Napoli ha toppato in maniera grossolana, promuovere un turn over cambiando d’emblée, 6 titolari, con l’aggiunta del cambio modulo di gioco, è stato un suicidio, che va attribuito per intero a Spalletti.

L’inutilità di schierare Elmas in quella posizione, che mortifica sia lui che il gioco, è un errore madornale, cambiare lo schema, a oggi unico che funziona, è stata una follia per non chiamarla in altro modo.

Molto probabilmente l’allenatore si è fatto prendere la mano, per via dei 9 gol delle prime due partite, dimenticandosi però di ricorda contro chi li aveva fatti.

Il Napoli è abbastanza funzionate fino alla trequarti, dove Kim ha ben sostituito, almeno finora, Koulibaly, gira che è una meraviglia, in mediana, finché a giocare sono Lobotka e Anguissa, che ahinoi non hanno sostituti, se non Gaetano e Demme, uno acciaccato e l’altro mai messo finora seriamente alla prova.

La squadra dispone di buoni esterni, non male Olivera, e Di Lorenzo oramai è un calciatore a tutti gli effetti affermato, che offre più che discrete garanzie. Gli esterni alti, pur se talvolta confusionari, a turno, regalano un buon contributo di gioco, dove la formazione partenopea manca, è in avanti, finora si è visto una fotocopia edulcorata, del campione che tutti decantano, quel Osimhen. Spesso, l’attaccante, soprattutto ieri contro il Lecce,  è sembrato più un dilettante allo sbaraglio che altro.

Raspadori è stato male impiegato, nel Sassuolo giocava a sinistra, è incomprensibile il perché non lo si è fatto giocare in quel ruolo ieri, preferendo Elmas, che per quel che concerne quella posizione è come quando si pretende di mangiare il brodo con la forchetta.

Simeone poi è stato addirittura umiliato, facendogli giocare gli ultimi scampoli di gioco. Male molto male il georgiano, che si è intestardito in inutili dribbling senza senso. Si dovrebbe tra l’altro ringraziare il tanto vituperato Alex Meret, che parando il rigore, ha almeno salvato i partenopei da una sconfitta annunciata.

Se non si è perso, il merito è da attribuire di certo al portiere. Naturalmente non possiamo esimerci dal fare i complimenti alla squadra di Baroni, ex difensore del Napoli del secondo scudetto, che ha imbrigliato bene gli azzurri, che poi ci hanno messo del loro, per complicarsi ulteriormente la vita.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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