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sabato, Marzo 2, 2024

NAPOLI – MONZA 0 a 0. Salvate il soldato Mazzarri.

Un Napoli che si salva solo grazie alle polveri bagnate di Carboni e Pessina, che si fa parare un rigore dal tanto vituperato Meret.

Una squadra che ha smarrito l’anima, i calciatori del Napoli somigliano sempre di più agli zombi di Cesar Romero. Proprio come zombie si muovono in campo, memori di ricordi umani ma senza una vera idea di cosa si stia facendo.

Gli assassini di questa bella realtà sono stati in molti, ultimi non ultimi gli arbitri che, pare si siano prefissati una meta precisa: distruggere il poco di buono che è rimasto in piedi nel Napoli.

Dopo le mazzate di Cristante e compagni a Roma, anche quelli del Monza si sono sentiti autorizzati a martirizzare Kvaratskhelia nei panni un novello San Sebastiano.

I giudici di campo lasciano fare senza intervenire se non costretti dall’eccessiva violenza degli interventi. Però tutto questo che va comunque sottolineato, non può essere l’unica giustificazione plausibile per ciò che si appresta a diventare una stagione fallimentare. Fallimento che arriva subito dopo una invece meravigliosa.

Il Napoli è sparito e non da ieri sera a nostro modesto parere tutto è cominciato a dissolversi nel momento in cui l’allenatore e il direttore generale hanno deciso di andare per altre strade. Motivi personali, comprensibili, Giuntoli è voluto passata dalla bottega artigianale di pregiata fattura alla holding che fattura senza preoccuparsi del deficit.

Spalletti ha lasciato perché come accadde con Sarri, aveva capito che “il limone” era stato spremuto fino all’inverosimile e di succo non ce ne era più. Bisognava cambiare più di un elemento e questo vista l’avarizia e la cupidigia del presidente diventava qualcosa di inverosimile.

Le scuse di ieri sera di ADL spero siano un punto di partenza anzi di ripartenza e non la solita sceneggiata cui spesso ci ha abituati in questi anni.

La speranza di molti rimane quella che torni a fare l’amministratore capace e silente scorto la passata stagione e che non metta mai più becco nelle scelte tecniche “O pallone ė na cosa seria”, anche se lui a volte vorrebbe trasformarlo in qualche sketch dei suoi famosi cinepanettoni di natale.

Oramai la misure è più che colma solo un fesso non se ne accorgerebbe e lui fesso di certo non è. Molti calciatori vogliono andare via, il giocattolo sui è rotto.

Il risultato di questo fuggi-fuggi anche contro il Monza è stato quello evidente di una squadra che non sa più segnare, neanche nelle occasioni più facili, come quelle avute da Kvara,  Zerbin e Gaetano. Un Napoli che si salva solo grazie alle polveri bagnate di Carboni e Pessina, che si fa parare un rigore dal tanto vituperato Meret.

In mezzo al campo tanta frenesia ma anche enorme confusione. Un centravanti che non tira in porta neanche per idea, e con un altro centravanti umiliato oltremodo. Relegato in panchina, inutilmente, e messo in campo negli ultimi istanti, un continuo harakiri senza spiegazioni.

È triste scorgere che il sostituto di Lozano cioè Lindstrom è una cosa impalpabile, una sorta di oggetto non identificato. Gli acquisti di questa stagione sono risultati tutti fallimentari.

Chi invece sembra essere uno iato tra l’addormentarsi è il morire è Mazzarri, che somiglia tanto al soldato Ryan, mandato in guerra, senza un minimo di protezione.

Un uomo in totale confusione, che sembra sempre di più un personaggio venuto dal passato tipo Goffredo di Montmiralles. Un collaudatore di Go-kart che si è ritrovato tra le mani una Formula Uno che però guida come se fosse ancora su una pista di karting.

Non c’era molto da scegliere è vero, ma si è scelto ancora una volta male. Questa storia se non accade qualcosa di miracoloso può finire male

Un Napoli che si salva solo grazie alle polveri bagnate di Carboni e Pessina, che si fa parare un rigore dal tanto vituperato Meret.

Una squadra che ha smarrito l’anima, i calciatori del Napoli somigliano sempre di più agli zombi di Cesar Romero. Proprio come zombie si muovono in campo, memori di ricordi umani ma senza una vera idea di cosa si stia facendo.

Gli assassini di questa bella realtà sono stati in molti, ultimi non ultimi gli arbitri che, pare si siano prefissati una meta precisa: distruggere il poco di buono che è rimasto in piedi nel Napoli.

Dopo le mazzate di Cristante e compagni a Roma, anche quelli del Monza si sono sentiti autorizzati a martirizzare Kvaratskhelia nei panni un novello San Sebastiano.

I giudici di campo lasciano fare senza intervenire se non costretti dall’eccessiva violenza degli interventi. Però tutto questo che va comunque sottolineato, non può essere l’unica giustificazione plausibile per ciò che si appresta a diventare una stagione fallimentare. Fallimento che arriva subito dopo una invece meravigliosa.

Il Napoli è sparito e non da ieri sera a nostro modesto parere tutto è cominciato a dissolversi nel momento in cui l’allenatore e il direttore generale hanno deciso di andare per altre strade. Motivi personali, comprensibili, Giuntoli è voluto passata dalla bottega artigianale di pregiata fattura alla holding che fattura senza preoccuparsi del deficit.

Spalletti ha lasciato perché come accadde con Sarri, aveva capito che “il limone” era stato spremuto fino all’inverosimile e di succo non ce ne era più. Bisognava cambiare più di un elemento e questo vista l’avarizia e la cupidigia del presidente diventava qualcosa di inverosimile.

Le scuse di ieri sera di ADL spero siano un punto di partenza anzi di ripartenza e non la solita sceneggiata cui spesso ci ha abituati in questi anni.

La speranza di molti rimane quella che torni a fare l’amministratore capace e silente scorto la passata stagione e che non metta mai più becco nelle scelte tecniche “O pallone ė na cosa seria”, anche se lui a volte vorrebbe trasformarlo in qualche sketch dei suoi famosi cinepanettoni di natale.

Oramai la misure è più che colma solo un fesso non se ne accorgerebbe e lui fesso di certo non è. Molti calciatori vogliono andare via, il giocattolo sui è rotto.

Il risultato di questo fuggi-fuggi anche contro il Monza è stato quello evidente di una squadra che non sa più segnare, neanche nelle occasioni più facili, come quelle avute da Kvara,  Zerbin e Gaetano. Un Napoli che si salva solo grazie alle polveri bagnate di Carboni e Pessina, che si fa parare un rigore dal tanto vituperato Meret.

In mezzo al campo tanta frenesia ma anche enorme confusione. Un centravanti che non tira in porta neanche per idea, e con un altro centravanti umiliato oltremodo. Relegato in panchina, inutilmente, e messo in campo negli ultimi istanti, un continuo harakiri senza spiegazioni.

È triste scorgere che il sostituto di Lozano cioè Lindstrom è una cosa impalpabile, una sorta di oggetto non identificato. Gli acquisti di questa stagione sono risultati tutti fallimentari.

Chi invece sembra essere uno iato tra l’addormentarsi è il morire è Mazzarri, che somiglia tanto al soldato Ryan, mandato in guerra, senza un minimo di protezione.

Un uomo in totale confusione, che sembra sempre di più un personaggio venuto dal passato tipo Goffredo di Montmiralles. Un collaudatore di Go-kart che si è ritrovato tra le mani una Formula Uno che però guida come se fosse ancora su una pista di karting.

Non c’era molto da scegliere è vero, ma si è scelto ancora una volta male. Questa storia se non accade qualcosa di miracoloso può finire male

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