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mercoledì, Maggio 22, 2024

NAPOLI– MONZA 4 a 0 – Il Maradona pieno è come da tradizione il 12° uomo

NAPOLI– MONZA 4 a 0 – Marcatori: 35′ p.t. 16′ s.t. Kvaratskhelia (N), 47′ p.t. Osimhen (N), 48′ s.t. Kim (N). Una squadra nuova, giovane, fresca, si vede nei movimenti, nella gioia degli abbracci, dopo ogni gol.

Partiamo dalle dolenti note, l’arbitro, pessimo, il signor Fourneau, ha sorvolato sul fallo di Petagna, in area, su Rhamani, che poi ha consentito al nostro ex di insaccarla dentro. Senza la Var sarebbe stato gol, per lui, grave molto grave, anche se la cosa peggiore del direttore di gara è stata quella di avere spesso soprasseduto.

Sulle gomitate subite dagli azzurri, per non parlare del rigore non fischiato sul mani di Ranocchia. Certo il Monza è sceso al Maradona con il piglio di chi crede di essere la reincarnazione del Milan di Berlusconi, senza averne nessuna corrispondenza effettiva, a parte il padrone.

Questo ha fatto si che nonostante gli errori grossolani dell’arbitro, la gara si sia messa comunque sui binari giusti, per gli azzurri. I lombardi se ne tornano in Brianza con 4 babà deliziosi, serviti dalla premiata ditta Spalletti & Son.

La partita certo è stata facilitata dagli avversari, i partenopei hanno provato troppe volte, spesso a vuoto,   prima di segnare, in totale  i partenopei hanno tirato 22 tiri, troppo spreco a nostro modesto avviso, bisogna essere più cinici, alla lunga, i troppi errori sotto porta si pagano.

Era il Monza, non certo un appuntamento da grande evento, ma è stato entusiasmante il pubblico napoletano, stupendo il colpo d’occhio dello stadio festante, pieno, il Napoli ritrova il suo 12° uomo, da sempre determinante nella storia del Ciuccio.

La squadra ha cambiato pelle, dal gioco sarriano fatto di tik tok talvolta noiosi, si è passati a quello in verticale in velocità, uno- due palla avanti palla dietro e zack, per la seconda volta la pattuglia azzurra, entra per linee dritte in porta, a Verona con Zielinski ieri con Osimhen, un gran bel vedere, senza dubbio.

Alcuni calciatori sembrano essersi trasformati, comei Lozano. Forse il messicano liberatosi dalla cappa, troppo ingombrante, della presenza dei senatori trovati al suo arrivo, che non ne hanno agevolato l’inserimento e non lo hanno aiutato nella crescita.

Ora appare un altro, sembra un calciatore nuovo, propositivo, continuo, quasi che abbia capito che ora gli spetta di diritto il ruolo di leader, così Zielinsky, per non dire di Lobotka, che appare sempre più determinante nello scacchiere azzurro. Un vero maestro del ruolo, che qualcuno stava deprezzando incomprensibilmente.

Sorprendente non solo per il gol, l’inserimento del coreano, già a suo agio, anche con lui però aspettiamo di vederlo all’opera contro calciatori di spessore superiore, ottimo acquisto Kim. Su tutti è spiccata la partita di Anguissa, forte nei recuperi, brillante nei dribbling, preciso negli appoggi, presente in area, come non mai.

Nel gioco delle palle da fermo, devastante Osimhen, insomma una compagine al limite della perfezione, peccato per Fabian Ruiz, questa formazione sembra cucita apposta per le sue qualità, qualità che ha deciso di mettere a disposizione in altri lidi, Buena Suerte Ninho.

La sorpresa assoluta però è il georgiano, Khvicha Kvaratskhelia, frantumante, gol di testa, da fuori area, in dribbling, a tratti ricorda il Pocho Lavezzi, con quel capoccione abbassato, per riprendere fiato, invece lui è semplicemente Kvara 77, un ragazzino ancora, classe 2001, i suoi coetanei giocano il campionato “Primavera”.

Viene da lontano, porta con se tante qualità, però bisogna lasciarlo crescere, sbagliare, maturare, non facciamogli pesare il ruolo, sentire il peso di troppa responsabilità, si vede che ha talento ma pure che sente la responsabilità di dove gioca; tocca a tutti noi, dargli il tempo di crescere tranquillo.

Sarà un capitale da conservare con attenzione, e Spalletti in questo senso rimane un Maestro. Lasciamolo germogliare con calma, così facendo ne vedremo delle belle. Il Napoli è una bella realtà, che cresce, una squadra nuova, giovane, fresca, si vede nei movimenti, nella gioia degli abbracci, dopo ogni gol.

Manca la prova del nove, una partita più complicata di quelle finora affrontate, un avversario di pari livello, come quello che si prospetta domenica prossima a Firenze, i viola sono stati la bestia nera del Napoli la passata stagione, sarà il primo, vero banco di prova di questa nuova stagione.

di Fiore. Marro

NAPOLI– MONZA 4 a 0 – Marcatori: 35′ p.t. 16′ s.t. Kvaratskhelia (N), 47′ p.t. Osimhen (N), 48′ s.t. Kim (N). Una squadra nuova, giovane, fresca, si vede nei movimenti, nella gioia degli abbracci, dopo ogni gol.

Partiamo dalle dolenti note, l’arbitro, pessimo, il signor Fourneau, ha sorvolato sul fallo di Petagna, in area, su Rhamani, che poi ha consentito al nostro ex di insaccarla dentro. Senza la Var sarebbe stato gol, per lui, grave molto grave, anche se la cosa peggiore del direttore di gara è stata quella di avere spesso soprasseduto.

Sulle gomitate subite dagli azzurri, per non parlare del rigore non fischiato sul mani di Ranocchia. Certo il Monza è sceso al Maradona con il piglio di chi crede di essere la reincarnazione del Milan di Berlusconi, senza averne nessuna corrispondenza effettiva, a parte il padrone.

Questo ha fatto si che nonostante gli errori grossolani dell’arbitro, la gara si sia messa comunque sui binari giusti, per gli azzurri. I lombardi se ne tornano in Brianza con 4 babà deliziosi, serviti dalla premiata ditta Spalletti & Son.

La partita certo è stata facilitata dagli avversari, i partenopei hanno provato troppe volte, spesso a vuoto,   prima di segnare, in totale  i partenopei hanno tirato 22 tiri, troppo spreco a nostro modesto avviso, bisogna essere più cinici, alla lunga, i troppi errori sotto porta si pagano.

Era il Monza, non certo un appuntamento da grande evento, ma è stato entusiasmante il pubblico napoletano, stupendo il colpo d’occhio dello stadio festante, pieno, il Napoli ritrova il suo 12° uomo, da sempre determinante nella storia del Ciuccio.

La squadra ha cambiato pelle, dal gioco sarriano fatto di tik tok talvolta noiosi, si è passati a quello in verticale in velocità, uno- due palla avanti palla dietro e zack, per la seconda volta la pattuglia azzurra, entra per linee dritte in porta, a Verona con Zielinski ieri con Osimhen, un gran bel vedere, senza dubbio.

Alcuni calciatori sembrano essersi trasformati, comei Lozano. Forse il messicano liberatosi dalla cappa, troppo ingombrante, della presenza dei senatori trovati al suo arrivo, che non ne hanno agevolato l’inserimento e non lo hanno aiutato nella crescita.

Ora appare un altro, sembra un calciatore nuovo, propositivo, continuo, quasi che abbia capito che ora gli spetta di diritto il ruolo di leader, così Zielinsky, per non dire di Lobotka, che appare sempre più determinante nello scacchiere azzurro. Un vero maestro del ruolo, che qualcuno stava deprezzando incomprensibilmente.

Sorprendente non solo per il gol, l’inserimento del coreano, già a suo agio, anche con lui però aspettiamo di vederlo all’opera contro calciatori di spessore superiore, ottimo acquisto Kim. Su tutti è spiccata la partita di Anguissa, forte nei recuperi, brillante nei dribbling, preciso negli appoggi, presente in area, come non mai.

Nel gioco delle palle da fermo, devastante Osimhen, insomma una compagine al limite della perfezione, peccato per Fabian Ruiz, questa formazione sembra cucita apposta per le sue qualità, qualità che ha deciso di mettere a disposizione in altri lidi, Buena Suerte Ninho.

La sorpresa assoluta però è il georgiano, Khvicha Kvaratskhelia, frantumante, gol di testa, da fuori area, in dribbling, a tratti ricorda il Pocho Lavezzi, con quel capoccione abbassato, per riprendere fiato, invece lui è semplicemente Kvara 77, un ragazzino ancora, classe 2001, i suoi coetanei giocano il campionato “Primavera”.

Viene da lontano, porta con se tante qualità, però bisogna lasciarlo crescere, sbagliare, maturare, non facciamogli pesare il ruolo, sentire il peso di troppa responsabilità, si vede che ha talento ma pure che sente la responsabilità di dove gioca; tocca a tutti noi, dargli il tempo di crescere tranquillo.

Sarà un capitale da conservare con attenzione, e Spalletti in questo senso rimane un Maestro. Lasciamolo germogliare con calma, così facendo ne vedremo delle belle. Il Napoli è una bella realtà, che cresce, una squadra nuova, giovane, fresca, si vede nei movimenti, nella gioia degli abbracci, dopo ogni gol.

Manca la prova del nove, una partita più complicata di quelle finora affrontate, un avversario di pari livello, come quello che si prospetta domenica prossima a Firenze, i viola sono stati la bestia nera del Napoli la passata stagione, sarà il primo, vero banco di prova di questa nuova stagione.

di Fiore. Marro

© Riproduzione riservata

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