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domenica, Maggio 26, 2024

Napoli – Salernitana 1 a 1 Festa rimandata.

Reti: 17’ st Olivera (N), 39’ st Dia (S).

Il Napoli fermato in casa dalla “Bersagliera”. Grazie a una squadra, la Salernitana, scesa in campo alla “garibaldina”.

Si è da subito avuto l’idea che fosse un momento sbagliato per festeggiare la conquista dello scudetto. Quella di ieri più che una partita di calcio ha dato l’impressione della parodia del film “Gambe d’Oro”, pellicola del 1958 diretto da Turi Vasile. In quel film la storia è intrisa di poesia paesana,l con la squadra locale che dovendo disputare una gara amichevole contro l’Italia.

La comunità si era stretta attorno ai beniamini locali, con qualche genitore dei calciatori preoccupato perché il proprio figliolo doveva scendere in campo contro gli italiani. con una dirigenza rappresentata da un immenso Totò, dirigente solerte e attento, che era ben lieto di affrontare la nazionale azzurra.

Questo non è stato con gli attuali dirigenti granata. La Salernitana per rinviare la partita di 24 ore, per organizzare meglio l’ordine pubblico, ha scatenato l’inferno in terra. Manco fosse avvenuta la fine del mondo per questo sgarbo subito dalla prefettura.

Una reazione che ha spinto la piccola stampa locale della provincia salernitana e gran parte della tifoseria granata scambiare una semplice partita di pallone come la madre di tutte le guerre.Così che ne è venuta fuori, a parte l’odio o l’invidia viscerale dei salernitani verso l’antica capitale borbonica, una battaglia campale.

A parte i sentimenti negativi, si è vissuto una sorta di Inferno dantesco, che ha spinto i calciatori a giocare come se fosse l’ultimo giorno della loro vita terrena. D’Altronde cosa poteva aspettarsi Napoli da una compagine ribattezzata dai propri supporter come “La Bersagliera”? I giocatori al servizio di un invasato Paulo Sousa, sembravano i “mille” al cospetto dell’esercito borbonico.

I salernitani si sono tuffati nell’arena del Maradona con lo stesso impeto che usavano fare gli Ascari eritrei contro i loro diretti connazionali al servizio dell’invasore straniero. Il risultato finale, venuto fuori da questa bolgia dantesca, è stato quello di rimandare la festa scudetto del popolo napoletano.

Nulla è compromesso, tranne l’idea che in molti, da oggi in poi, si pentiranno anche di essersi indignati, con gli azzurri, quando l’anno passato, proprio il Napoli, riempi di reti la porta granata. siamo certi che tutto ciò da oggi sarà visto con altri occhi dalla torcida partenopea.

La partita comunque il Napoli l’ha buttata via,questa volta, proprio per errori tattici, partiti dalla panchina, il gol della Salernitana nasce da un equivoco strategico, che ha visto l’uscita di Olivera, autore della rete azzurra, per fare posto a Juan Jesus. Il difensore brasiliano ha occupato una posizione troppo accentrata, invece di quella consona, lasciando così lo spazio necessario all’ottimo Dia, .

Il calciatore salernitano ha segnato tra lì’altro un gol bellissimo e imprendibile. La squadra azzurra, arriva  al traguardo con il fiatone. Una gara quella di ieri che ha visto arroccarsi l’avversario per settantacinque minuti, manco si trattasse della difesa di Fort Alamo. In altre circostanze avrebbe dato esiti più che positivi per conclusioni e gol. Le punte del Napoli sono apparse scariche e poco incisive, soprattutto i due Diòscuri: Osimhen e Kvaratskhelia.

I due attaccanti azzurri non sono più brillanti come a inizio stagione. Alla pattuglia di Spalletti manca un punto e forse neanche quello più, per festeggiare definitivamente questa vittoria. Vorrà dire che il destino questo aveva segnato e forse, talvolta è meglio far fare al destino e non alla mano dell’uomo.

di Fiore Marro

Reti: 17’ st Olivera (N), 39’ st Dia (S).

Il Napoli fermato in casa dalla “Bersagliera”. Grazie a una squadra, la Salernitana, scesa in campo alla “garibaldina”.

Si è da subito avuto l’idea che fosse un momento sbagliato per festeggiare la conquista dello scudetto. Quella di ieri più che una partita di calcio ha dato l’impressione della parodia del film “Gambe d’Oro”, pellicola del 1958 diretto da Turi Vasile. In quel film la storia è intrisa di poesia paesana,l con la squadra locale che dovendo disputare una gara amichevole contro l’Italia.

La comunità si era stretta attorno ai beniamini locali, con qualche genitore dei calciatori preoccupato perché il proprio figliolo doveva scendere in campo contro gli italiani. con una dirigenza rappresentata da un immenso Totò, dirigente solerte e attento, che era ben lieto di affrontare la nazionale azzurra.

Questo non è stato con gli attuali dirigenti granata. La Salernitana per rinviare la partita di 24 ore, per organizzare meglio l’ordine pubblico, ha scatenato l’inferno in terra. Manco fosse avvenuta la fine del mondo per questo sgarbo subito dalla prefettura.

Una reazione che ha spinto la piccola stampa locale della provincia salernitana e gran parte della tifoseria granata scambiare una semplice partita di pallone come la madre di tutte le guerre.Così che ne è venuta fuori, a parte l’odio o l’invidia viscerale dei salernitani verso l’antica capitale borbonica, una battaglia campale.

A parte i sentimenti negativi, si è vissuto una sorta di Inferno dantesco, che ha spinto i calciatori a giocare come se fosse l’ultimo giorno della loro vita terrena. D’Altronde cosa poteva aspettarsi Napoli da una compagine ribattezzata dai propri supporter come “La Bersagliera”? I giocatori al servizio di un invasato Paulo Sousa, sembravano i “mille” al cospetto dell’esercito borbonico.

I salernitani si sono tuffati nell’arena del Maradona con lo stesso impeto che usavano fare gli Ascari eritrei contro i loro diretti connazionali al servizio dell’invasore straniero. Il risultato finale, venuto fuori da questa bolgia dantesca, è stato quello di rimandare la festa scudetto del popolo napoletano.

Nulla è compromesso, tranne l’idea che in molti, da oggi in poi, si pentiranno anche di essersi indignati, con gli azzurri, quando l’anno passato, proprio il Napoli, riempi di reti la porta granata. siamo certi che tutto ciò da oggi sarà visto con altri occhi dalla torcida partenopea.

La partita comunque il Napoli l’ha buttata via,questa volta, proprio per errori tattici, partiti dalla panchina, il gol della Salernitana nasce da un equivoco strategico, che ha visto l’uscita di Olivera, autore della rete azzurra, per fare posto a Juan Jesus. Il difensore brasiliano ha occupato una posizione troppo accentrata, invece di quella consona, lasciando così lo spazio necessario all’ottimo Dia, .

Il calciatore salernitano ha segnato tra lì’altro un gol bellissimo e imprendibile. La squadra azzurra, arriva  al traguardo con il fiatone. Una gara quella di ieri che ha visto arroccarsi l’avversario per settantacinque minuti, manco si trattasse della difesa di Fort Alamo. In altre circostanze avrebbe dato esiti più che positivi per conclusioni e gol. Le punte del Napoli sono apparse scariche e poco incisive, soprattutto i due Diòscuri: Osimhen e Kvaratskhelia.

I due attaccanti azzurri non sono più brillanti come a inizio stagione. Alla pattuglia di Spalletti manca un punto e forse neanche quello più, per festeggiare definitivamente questa vittoria. Vorrà dire che il destino questo aveva segnato e forse, talvolta è meglio far fare al destino e non alla mano dell’uomo.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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