24.5 C
Napoli
mercoledì, Maggio 29, 2024

NAPOLI UDINESE 2 – 1: Gli azzurri sbancano anche il Maradona.

Napoli – Udinese 2 a 1: Marcatori: 22' Deulofeu (U), 52', 63' Osimhen (N). Una gara all’arma bianca che ha visto primeggiare che ha.....

Napoli – Udinese 2 a 1: Marcatori: 22′ Deulofeu (U), 52′, 63′ Osimhen (N). Una gara all’arma bianca che ha visto primeggiare che ha i “coltelli più lunghi e affilati”.

Sembrava una maledizione giocare al Maradona per gli azzurri. Su quattordici gare casalinghe i partenopei ne avevano perse quattro e pareggiate due. Un bottino esiguo che era facile presagire alla fine del primo tempo,  anche contro l’Udinese potesse accadere lo stesso malaugurio.

Un gol di ottima fattura quello dei friulani, con un Delofeu sugli scudi, che è parso per tutta gara un furetto imprendibile. Un primo tempo in cui la formazione di Mister Cioffi ha giocato meglio degli azzurri, il tecnico bianconero aveva studiato bene tutte le mosse.

Marcatura asfissiante su Osimhen e fonti ben controllate, dando spazio ai calciatori  del Napoli che in questo momento vivono un periodo poco brillante, come Insigne. Nel primo tempo i primi cinque palloni ricevuti li metteva regolarmente all’indietro.

Senza provare un minimo accenno di uno contro uno come si è visto a Verona fare da Politano e Lozano. I difensori centrali per marcare stretto Osimhen gli hanno concesso un colpo di testa che lui ha colpito in malo modo, Insigne tra l’altro ha avuto l’occasione propizia.

L’ha sprecata nonostante la scivolata del suo marcatore, un liscio clamoroso in area di rigore, che gli ha spalancato le porte dell’aria di rigore. Il capitano azzurro ha preferito il suo famoso “tiroaggiro”, ben parato da Silvestri.

Proprio dopo queste situazioni, entra in ballo il fatalismo. Spesso portato gli azzurri a mollare e a perdere partite e punti in casa, cosa che lo hanno penalizzato nella corsa alla vittoria del campionato. Nella ripresa i giochi sono cambiati a favore del Napoli.

Spalletti con l’inserimento di Mertens, ha stravolto i piani degli avversari, i partenopei sono rientrati con un altro piglio, tocchi di prima, rapidità di esecuzione. Finalmente un Osimhen meno solo ha cambiato l’inerzia della partita, con il bomber nigeriano autore di una doppietta fantasmagorica.

Un colpo di testa su imbeccata di Mario Rui e un gol da punta vera, in area di rigore dopo una sortita di Di Lorenzo. Gli azzurri continuano ad attaccare e a sfiorare il gol in un paio di occasioni, l’Udinese ha sofferto  non riesce a reagire.

Incapace di uscire dalla propria area di rigore, non riuscendo contenere il Napoli e spesso è andata  in difficoltà, come in occasione dell’espulsione di Pablo Marì. Il Napoli vince la partita con merito e sofferenza, con tecnica e determinazione, senza perdere tempo nello specchiarsi ma colpendo nel momento che ha avuto modo di farlo.

Il Napoli ha sfatato questa macumba del Maradona, che stava cominciando a essere un’ossessione.  Osimhen e Mertens hanno fatto la differenza, contro una bella Udinese, che non ha ceduto neanche un millimetro.

La squadra friulana è parsa  tosta mai doma, una gara all’arma bianca che ha visto primeggiare che ha i “coltelli più lunghi e affilati”. Spalletti avrà delle defezioni importanti per la prossima partita, quando affronterà l’Atalanta in trasferta a Bergamo.

Oltre l’assenza dei due squalificati, Rrahmani, Osimhen, per raggiunta somma di ammonizioni, bisogna vedere le condizioni di Di Lorenzo uscito al 78’ per infortunio. Il Mister ha parlato di queste gare finali, di ” Nove storie da raccontare“. A noi invece la sensazione pare sia quella che il Napoli dovrà affrontare saranno otto battaglie, certi che nessuna delle avversarie avrà modo di risparmiarsi. Saranno  otto finali infernali che ci diranno se i partenopei potranno gioire e risultare i vincitori per  mandare in paradiso la tifoseria. La storia stessa dell’era di ADL è in campo, anche se non dipende solo dagli azzurri, ma soprattutto dal “Diavolo”.

Di Fiore Marro

Napoli – Udinese 2 a 1: Marcatori: 22′ Deulofeu (U), 52′, 63′ Osimhen (N). Una gara all’arma bianca che ha visto primeggiare che ha i “coltelli più lunghi e affilati”.

Sembrava una maledizione giocare al Maradona per gli azzurri. Su quattordici gare casalinghe i partenopei ne avevano perse quattro e pareggiate due. Un bottino esiguo che era facile presagire alla fine del primo tempo,  anche contro l’Udinese potesse accadere lo stesso malaugurio.

Un gol di ottima fattura quello dei friulani, con un Delofeu sugli scudi, che è parso per tutta gara un furetto imprendibile. Un primo tempo in cui la formazione di Mister Cioffi ha giocato meglio degli azzurri, il tecnico bianconero aveva studiato bene tutte le mosse.

Marcatura asfissiante su Osimhen e fonti ben controllate, dando spazio ai calciatori  del Napoli che in questo momento vivono un periodo poco brillante, come Insigne. Nel primo tempo i primi cinque palloni ricevuti li metteva regolarmente all’indietro.

Senza provare un minimo accenno di uno contro uno come si è visto a Verona fare da Politano e Lozano. I difensori centrali per marcare stretto Osimhen gli hanno concesso un colpo di testa che lui ha colpito in malo modo, Insigne tra l’altro ha avuto l’occasione propizia.

L’ha sprecata nonostante la scivolata del suo marcatore, un liscio clamoroso in area di rigore, che gli ha spalancato le porte dell’aria di rigore. Il capitano azzurro ha preferito il suo famoso “tiroaggiro”, ben parato da Silvestri.

Proprio dopo queste situazioni, entra in ballo il fatalismo. Spesso portato gli azzurri a mollare e a perdere partite e punti in casa, cosa che lo hanno penalizzato nella corsa alla vittoria del campionato. Nella ripresa i giochi sono cambiati a favore del Napoli.

Spalletti con l’inserimento di Mertens, ha stravolto i piani degli avversari, i partenopei sono rientrati con un altro piglio, tocchi di prima, rapidità di esecuzione. Finalmente un Osimhen meno solo ha cambiato l’inerzia della partita, con il bomber nigeriano autore di una doppietta fantasmagorica.

Un colpo di testa su imbeccata di Mario Rui e un gol da punta vera, in area di rigore dopo una sortita di Di Lorenzo. Gli azzurri continuano ad attaccare e a sfiorare il gol in un paio di occasioni, l’Udinese ha sofferto  non riesce a reagire.

Incapace di uscire dalla propria area di rigore, non riuscendo contenere il Napoli e spesso è andata  in difficoltà, come in occasione dell’espulsione di Pablo Marì. Il Napoli vince la partita con merito e sofferenza, con tecnica e determinazione, senza perdere tempo nello specchiarsi ma colpendo nel momento che ha avuto modo di farlo.

Il Napoli ha sfatato questa macumba del Maradona, che stava cominciando a essere un’ossessione.  Osimhen e Mertens hanno fatto la differenza, contro una bella Udinese, che non ha ceduto neanche un millimetro.

La squadra friulana è parsa  tosta mai doma, una gara all’arma bianca che ha visto primeggiare che ha i “coltelli più lunghi e affilati”. Spalletti avrà delle defezioni importanti per la prossima partita, quando affronterà l’Atalanta in trasferta a Bergamo.

Oltre l’assenza dei due squalificati, Rrahmani, Osimhen, per raggiunta somma di ammonizioni, bisogna vedere le condizioni di Di Lorenzo uscito al 78’ per infortunio. Il Mister ha parlato di queste gare finali, di ” Nove storie da raccontare“. A noi invece la sensazione pare sia quella che il Napoli dovrà affrontare saranno otto battaglie, certi che nessuna delle avversarie avrà modo di risparmiarsi. Saranno  otto finali infernali che ci diranno se i partenopei potranno gioire e risultare i vincitori per  mandare in paradiso la tifoseria. La storia stessa dell’era di ADL è in campo, anche se non dipende solo dagli azzurri, ma soprattutto dal “Diavolo”.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

LEGGI ANCHE

- Advertisement -spot_img