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sabato, Luglio 20, 2024

NAPOLI– VERONA: Vittoria azzurra al cardiopalma, la risolve Kvara in zona Cesarini.

Serviva vincere e così è stato, per il bel gioco ci si rivede l’anno prossimo.

GOAL: Coppola al 72′, Ngonge al 79′, Kvaratskhelia all’87

Sgomberiamo la mente da ogni dubbio, il Napoli di Mazzarri non sarà mai un grande spettacolo, mettiamoci l’animo in pace, da qui a fine stagione l’unica cosa importante sarà fare punti, la Grande Bellezza, il gioco avvolgente sarriano, la manovra esaltante vista con Spalletti  bisogna metterla in soffitta, nell’album dei bei ricordi.

Questo Napoli ora somiglia sempre più al suo trainer, anche se il tecnico toscano, avrà penato e non poco, per via della difesa a quattro, costretto a metterla in campo così per ordini dall’alto, e come al solito messa così ha subito l’ennesimo gol di testa, a gioco fermo, una damnatio, un pegno da pagare per far contento il padrone.

Il Napoli gioca in maniera spicciola, efficace, un gioco senza fronzoli, l’unico che canta fuori dal coro è il georgiano, per fortuna di noi tutti,  per il resto niente di nuovo, nessun colpo di teatro, un gioco a tratti anche brutto e noioso ma concreto. Anche contro il Verona termina come da copione con il risultato oramai abituale, con un gol di scarto, in zona Cesarini che sta diventando sempre più zona Mazzarri, fin da quel indimenticabile gol di Cavani contro il Lecce, diventato oramai storia.

Questa vittoria serviva, come si suole dire, come il pane, risultato che avvicina sempre più gli azzurri nell’affollata zona Champions, a quattro punti dall’Atalanta, in questo momento quarta in classifica, con una gara da recuperare per gli azzurri, contro il Sassuolo. L’ affermazione quella contro i veronesi, che consente al popolo napoletano di sperare nella rincorsa.

La squadra di Mazzarri diciamolo ha cercato la vittoria sin dal primo minuto, Kvaratskhelia ha provato a sfondare la linea Maginot messa su da Baroni, fin da subito, ma l’atavica imprecisione dell’estroso fuoriclasse azzurro e un buon portiere avversario, hanno mortificato ogni tentativo. C’è voluto il gol del casertano Coppola, difensore interessante degli scaligeri, per riaprire una gara che stava spegnendosi con il più tristo dei risultati.

La rete del Verona ha come rinsavito i partenopei, che hanno assediato da quel momento  l’area scaligera fino al temine della partita, grazie alla corsa coraggiosa anche se a tratti scoordinata di Mazzocchi. Il terzino ha messo lo zampino in entrambi le reti azzurre, la sua corsa generosa, è stata una sorta di grimaldello per scardinare la difesa avversaria, che aggiunta all’estro di un novello Lindstrom che è parso, schierato in una zona centrale, più efficiente di come quando gioca sulla fascia, hanno dato la giusta sterzata per il risultato finale.

Mazzarri ha concesso qualche minuto di gioco anche al neo acquisto Leander Dendoncker, mentre l’altro belga preso proprio dal Verona, ha messo a segno il suo primo gol con la maglia azzurra. da rivedere la vecchia guardia, Anguissa e Mario Rui sono stati a mio parere i peggiori in campo, mentre al di là del gol subito, i due centrali sono apparsi in palla anche se l’avversario di turno non è parso molto incisivo.

Serviva vincere e così è stato, per il bel gioco ci si rivede l’anno prossimo. Bisogna sottolineare che il Verona ha giocato la sua partita con il giusto piglio, squadra rinnovata per questioni economiche, ma che è stata ben messa in campo dall’ex difensore campione d’Italia del Napoli di Maradona, Marco Baroni, i veneti quando scendono al Maradona offrono sempre ottime prestazioni, anche questa volta sembrava una porta stregata, poi il destro divino del 77 azzurro ha riportato tutti sulla terra.

di Fiore Marro

Serviva vincere e così è stato, per il bel gioco ci si rivede l’anno prossimo.

GOAL: Coppola al 72′, Ngonge al 79′, Kvaratskhelia all’87

Sgomberiamo la mente da ogni dubbio, il Napoli di Mazzarri non sarà mai un grande spettacolo, mettiamoci l’animo in pace, da qui a fine stagione l’unica cosa importante sarà fare punti, la Grande Bellezza, il gioco avvolgente sarriano, la manovra esaltante vista con Spalletti  bisogna metterla in soffitta, nell’album dei bei ricordi.

Questo Napoli ora somiglia sempre più al suo trainer, anche se il tecnico toscano, avrà penato e non poco, per via della difesa a quattro, costretto a metterla in campo così per ordini dall’alto, e come al solito messa così ha subito l’ennesimo gol di testa, a gioco fermo, una damnatio, un pegno da pagare per far contento il padrone.

Il Napoli gioca in maniera spicciola, efficace, un gioco senza fronzoli, l’unico che canta fuori dal coro è il georgiano, per fortuna di noi tutti,  per il resto niente di nuovo, nessun colpo di teatro, un gioco a tratti anche brutto e noioso ma concreto. Anche contro il Verona termina come da copione con il risultato oramai abituale, con un gol di scarto, in zona Cesarini che sta diventando sempre più zona Mazzarri, fin da quel indimenticabile gol di Cavani contro il Lecce, diventato oramai storia.

Questa vittoria serviva, come si suole dire, come il pane, risultato che avvicina sempre più gli azzurri nell’affollata zona Champions, a quattro punti dall’Atalanta, in questo momento quarta in classifica, con una gara da recuperare per gli azzurri, contro il Sassuolo. L’ affermazione quella contro i veronesi, che consente al popolo napoletano di sperare nella rincorsa.

La squadra di Mazzarri diciamolo ha cercato la vittoria sin dal primo minuto, Kvaratskhelia ha provato a sfondare la linea Maginot messa su da Baroni, fin da subito, ma l’atavica imprecisione dell’estroso fuoriclasse azzurro e un buon portiere avversario, hanno mortificato ogni tentativo. C’è voluto il gol del casertano Coppola, difensore interessante degli scaligeri, per riaprire una gara che stava spegnendosi con il più tristo dei risultati.

La rete del Verona ha come rinsavito i partenopei, che hanno assediato da quel momento  l’area scaligera fino al temine della partita, grazie alla corsa coraggiosa anche se a tratti scoordinata di Mazzocchi. Il terzino ha messo lo zampino in entrambi le reti azzurre, la sua corsa generosa, è stata una sorta di grimaldello per scardinare la difesa avversaria, che aggiunta all’estro di un novello Lindstrom che è parso, schierato in una zona centrale, più efficiente di come quando gioca sulla fascia, hanno dato la giusta sterzata per il risultato finale.

Mazzarri ha concesso qualche minuto di gioco anche al neo acquisto Leander Dendoncker, mentre l’altro belga preso proprio dal Verona, ha messo a segno il suo primo gol con la maglia azzurra. da rivedere la vecchia guardia, Anguissa e Mario Rui sono stati a mio parere i peggiori in campo, mentre al di là del gol subito, i due centrali sono apparsi in palla anche se l’avversario di turno non è parso molto incisivo.

Serviva vincere e così è stato, per il bel gioco ci si rivede l’anno prossimo. Bisogna sottolineare che il Verona ha giocato la sua partita con il giusto piglio, squadra rinnovata per questioni economiche, ma che è stata ben messa in campo dall’ex difensore campione d’Italia del Napoli di Maradona, Marco Baroni, i veneti quando scendono al Maradona offrono sempre ottime prestazioni, anche questa volta sembrava una porta stregata, poi il destro divino del 77 azzurro ha riportato tutti sulla terra.

di Fiore Marro

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