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mercoledì, Maggio 29, 2024

PADRI SEPARATI: Un problema di tutti

Padri separati, qualche giorno fa un post riferito a un padre che si diede fuoco qualche tempo fa e in seguito alle ustioni morì. Continuano le tragedie di uomini ostaggi di una magistratura iniqua e ingiusta: “Debole con i forti, forte con i deboli”. Francesco si diede fuoco perché il giudice gli aveva tolto il figlio per “disagio economico”. Qualcuno ha proposto questa notizia da fb e chiaramente fa riferimento alla misura maggiormente invisa da tanti settori della nostra comunità: il Reddito di cittadinanza.

Qualcuno dirà: “Cosa c’entra il Reddito di cittadinanza con il suicidio di un uomo?”. Credo invece che la cosa abbia molta attinenza. A parte le offese verso chi ottiene soldi senza lavorare e questo è ingiusto, soprattutto se la persona ha perso il lavoro o è in attesa che arrivi. Una cosa è certa però, la dignità o la difendiamo per tutti o non ha senso sbandierarla ad intermittenza.

La soglia di povertà in Italia è stabilita ad ottocento euro e visto che la maggior parte delle sentenze di separazione, sono a discapito dei padri, un approfondimento è d’obbligo. L’assegno di mantenimento ha una forbice dai 250 ai 1000 euro e oltre. Quello che resta nelle tasche non permette ai padri separati di avere una vita dignitosa.

Quasi tutti lasciano la casa e oltre al taglio dello stipendio devono affrontare le spese per una nuova casa. Quante volte abbiamo ascoltato di tragedie di uomini ridotti a clochard, morti di stenti. Non sono pochi quelli che si rifanno una vita, superando gli ostacoli e le privazioni con un’altra donna. Spesso ci sono padri che tornano dai genitori per superare gli ostacoli.

Ma chi ha perso i genitori, cosa fa? La convivenza con i genitori per i padri separati serve anche da conforto, non solo per il disagio economico, per affrontare solitudine. La povertà è una compagna di strada micidiale, terribile. Allora una parte dell’opinione pubblica si dichiara al fianco dei papà separati, perché c’è uno Stato che non li aiuta.

Di contro leggendo i commenti questi cittadini parlano della contraddizione di sostenere extracomunitari e come detto prima, chi ottiene, a volte frodando, il reddito di cittadinanza. Speriamo si accorgano i legislatori in parlamento di questa ingiustizia. Spesso, troppo spesso, in modo generico e superficiale, i magistrati decidono non solo il destino ma anche la vita degli altri.

In Italia assistiamo ad una guerra senza quartiere tra procure, politici e magistrati, magistrati contro altri magistrati e a farne le spese è la cosa più importante da difendere: “La Giustizia“, tutti noi ne siamo potenziali vittime. Aspettiamo segnali di vita e soprattutto dedichiamo un pensiero a Francesco e ai tanti papà vittime di un’ingiustizia e di leggi sempre o quasi a sfavore dei deboli o degli onesti.

di Luigi Eucalipto

Padri separati, qualche giorno fa un post riferito a un padre che si diede fuoco qualche tempo fa e in seguito alle ustioni morì. Continuano le tragedie di uomini ostaggi di una magistratura iniqua e ingiusta: “Debole con i forti, forte con i deboli”. Francesco si diede fuoco perché il giudice gli aveva tolto il figlio per “disagio economico”. Qualcuno ha proposto questa notizia da fb e chiaramente fa riferimento alla misura maggiormente invisa da tanti settori della nostra comunità: il Reddito di cittadinanza.

Qualcuno dirà: “Cosa c’entra il Reddito di cittadinanza con il suicidio di un uomo?”. Credo invece che la cosa abbia molta attinenza. A parte le offese verso chi ottiene soldi senza lavorare e questo è ingiusto, soprattutto se la persona ha perso il lavoro o è in attesa che arrivi. Una cosa è certa però, la dignità o la difendiamo per tutti o non ha senso sbandierarla ad intermittenza.

La soglia di povertà in Italia è stabilita ad ottocento euro e visto che la maggior parte delle sentenze di separazione, sono a discapito dei padri, un approfondimento è d’obbligo. L’assegno di mantenimento ha una forbice dai 250 ai 1000 euro e oltre. Quello che resta nelle tasche non permette ai padri separati di avere una vita dignitosa.

Quasi tutti lasciano la casa e oltre al taglio dello stipendio devono affrontare le spese per una nuova casa. Quante volte abbiamo ascoltato di tragedie di uomini ridotti a clochard, morti di stenti. Non sono pochi quelli che si rifanno una vita, superando gli ostacoli e le privazioni con un’altra donna. Spesso ci sono padri che tornano dai genitori per superare gli ostacoli.

Ma chi ha perso i genitori, cosa fa? La convivenza con i genitori per i padri separati serve anche da conforto, non solo per il disagio economico, per affrontare solitudine. La povertà è una compagna di strada micidiale, terribile. Allora una parte dell’opinione pubblica si dichiara al fianco dei papà separati, perché c’è uno Stato che non li aiuta.

Di contro leggendo i commenti questi cittadini parlano della contraddizione di sostenere extracomunitari e come detto prima, chi ottiene, a volte frodando, il reddito di cittadinanza. Speriamo si accorgano i legislatori in parlamento di questa ingiustizia. Spesso, troppo spesso, in modo generico e superficiale, i magistrati decidono non solo il destino ma anche la vita degli altri.

In Italia assistiamo ad una guerra senza quartiere tra procure, politici e magistrati, magistrati contro altri magistrati e a farne le spese è la cosa più importante da difendere: “La Giustizia“, tutti noi ne siamo potenziali vittime. Aspettiamo segnali di vita e soprattutto dedichiamo un pensiero a Francesco e ai tanti papà vittime di un’ingiustizia e di leggi sempre o quasi a sfavore dei deboli o degli onesti.

di Luigi Eucalipto

© Riproduzione riservata

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