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mercoledì, Maggio 29, 2024

REFERENDUM ACQUA- 3 Giugno 2011 Rotonda Titanic Napoli.

Referendum: “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblica locale di rilevanza economica” . Abrogazione.

Mobilitazione popolare tra i comuni di Marano, Mugnano e Napoli,dieci anni fa lo straordinario voto referendario di Giugno 2011. Allora più di ventisei milioni di cittadini sancirono chiaramente la volontà di tenere l’Acqua fuori dal mercato privato. Da allora chi ha governato ha puntualmente disatteso il chiaro mandato tutelando nei fatti gli interessi delle multinazionali dell’Oro Blu.

A 10 anni dal referendum del 2011 non abbiamo nulla da festeggiare. La crisi pandemica rende attuali quei Referendum. Il ruolo pubblico nei Servizi di Interesse Generale, per affrontare l’emergenza climatica, la Cura della “Pacha Mama” e tutelare il nostro futuro! Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), appena approvato dal governo, nasconde la privatizzazione dell’Acqua del Sud Italia.

Proposta come “Nuova frontiera di Conquiste”, altro che tutela delle risorse Idriche e sensibilità ambientale! Napoli rimane l’unica città in Italia che ha avuto il coraggio di ripubblicizzare il Servizio Idrico attraverso lo strumento dell’Azienda Speciale superando la Spa. Nei nostri territori dell’Hinterland napoletano cosa accade? La Regione Campania con la roboante legge di riordino del 2015, crea l’EIC (Ente Idrico Campano).

L’ente si sarebbe dovuto interessare di attuare, per ogni ambito regionale, un gestore unico. Legge che, dopo sei anni, lascia tanti comuni in balia della scelta di privatizzare la gestione del servizio idrico. Le cause sono: bilanci precari; reti colabrodo; incapacità politiche e gestionali; organici per nulla adeguati. L’ultima vicenda è quella del tentativo maldestro da parte dell’amministrazione PD di Marano di Napoli di privatizzare l’acqua.

La svendita della gestione del servizio idrico comunale alla società Acquedotti SCPA senza neanche uno straccio di avviso ad evidenza pubblica. Solo grazie alla straordinaria mobilitazione dei comitati di cittadini e cittadine si è evitata la svendita dell’Acqua per ben trent’anni. Ma ancora troppi sono i Municipi del Distretto Napoli su cui le aziende private fiutano l’affare Acqua: Giugliano, Mugnano, Quarto, Caivano…

Per questo rivendichiamo l’estensione sul distretto Napoli del modello di Azienda Speciale Consortile. Strumento che consente di reinvestire eventuali utili di esercizio per il miglioramento della rete idrica e che impedisce la possibilità di fare profitti. La modifica della legge regionale del 2015 che escludendo molti Sindaci dalle assemblee del Distretto, esclude interi territori dall’operare scelte in merito.

La Democrazia Partecipata, attraverso l’istituzione di Consigli Civici o Comitati di Sorveglianza partecipati da cittadini e cittadine nonché da associazioni. Un sistema tariffario giusto e solidale verso chi oggi si trova in maggiore difficoltà per la crisi che stiamo attraversando. Invitiamo, attiviste e attivisti, cittadine e cittadini, comitati, forze politiche ed amministratori che condividono concretamente il percorso tracciato dal Referendum del 2011.

Partecipiamo tutti alla giornata del 3 giugno alle 17:30 su quella che un tempo era la “Rotonda Titanic” alla manifestazione nazionale che si terrà il 12 giugno a Roma e a tutte le iniziative a livello regionale.

di Susanna Frantina

Referendum: “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblica locale di rilevanza economica” . Abrogazione.

Mobilitazione popolare tra i comuni di Marano, Mugnano e Napoli,dieci anni fa lo straordinario voto referendario di Giugno 2011. Allora più di ventisei milioni di cittadini sancirono chiaramente la volontà di tenere l’Acqua fuori dal mercato privato. Da allora chi ha governato ha puntualmente disatteso il chiaro mandato tutelando nei fatti gli interessi delle multinazionali dell’Oro Blu.

A 10 anni dal referendum del 2011 non abbiamo nulla da festeggiare. La crisi pandemica rende attuali quei Referendum. Il ruolo pubblico nei Servizi di Interesse Generale, per affrontare l’emergenza climatica, la Cura della “Pacha Mama” e tutelare il nostro futuro! Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), appena approvato dal governo, nasconde la privatizzazione dell’Acqua del Sud Italia.

Proposta come “Nuova frontiera di Conquiste”, altro che tutela delle risorse Idriche e sensibilità ambientale! Napoli rimane l’unica città in Italia che ha avuto il coraggio di ripubblicizzare il Servizio Idrico attraverso lo strumento dell’Azienda Speciale superando la Spa. Nei nostri territori dell’Hinterland napoletano cosa accade? La Regione Campania con la roboante legge di riordino del 2015, crea l’EIC (Ente Idrico Campano).

L’ente si sarebbe dovuto interessare di attuare, per ogni ambito regionale, un gestore unico. Legge che, dopo sei anni, lascia tanti comuni in balia della scelta di privatizzare la gestione del servizio idrico. Le cause sono: bilanci precari; reti colabrodo; incapacità politiche e gestionali; organici per nulla adeguati. L’ultima vicenda è quella del tentativo maldestro da parte dell’amministrazione PD di Marano di Napoli di privatizzare l’acqua.

La svendita della gestione del servizio idrico comunale alla società Acquedotti SCPA senza neanche uno straccio di avviso ad evidenza pubblica. Solo grazie alla straordinaria mobilitazione dei comitati di cittadini e cittadine si è evitata la svendita dell’Acqua per ben trent’anni. Ma ancora troppi sono i Municipi del Distretto Napoli su cui le aziende private fiutano l’affare Acqua: Giugliano, Mugnano, Quarto, Caivano…

Per questo rivendichiamo l’estensione sul distretto Napoli del modello di Azienda Speciale Consortile. Strumento che consente di reinvestire eventuali utili di esercizio per il miglioramento della rete idrica e che impedisce la possibilità di fare profitti. La modifica della legge regionale del 2015 che escludendo molti Sindaci dalle assemblee del Distretto, esclude interi territori dall’operare scelte in merito.

La Democrazia Partecipata, attraverso l’istituzione di Consigli Civici o Comitati di Sorveglianza partecipati da cittadini e cittadine nonché da associazioni. Un sistema tariffario giusto e solidale verso chi oggi si trova in maggiore difficoltà per la crisi che stiamo attraversando. Invitiamo, attiviste e attivisti, cittadine e cittadini, comitati, forze politiche ed amministratori che condividono concretamente il percorso tracciato dal Referendum del 2011.

Partecipiamo tutti alla giornata del 3 giugno alle 17:30 su quella che un tempo era la “Rotonda Titanic” alla manifestazione nazionale che si terrà il 12 giugno a Roma e a tutte le iniziative a livello regionale.

di Susanna Frantina

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