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mercoledì, Maggio 29, 2024

RIFORMA IRPEF: Ma perché non dare tutto ai giovani?

I padri, le madri, i nonni, già contribuiscono a sostenere i ragazzi e i loro bambini, sono certo che rinuncerebbero volentieri a una decina di euro al mese in busta paga per loro. Prevista l'abolizione per le ditte individuali. Intanto è partito in commissione finanze camera l'esame della legge delega di riforma fiscale.

Riforma Irpef, credo sia la frase che, insieme alle vaccinazioni abbiamo ascoltato maggiormente in questo periodo, eppure hanno dimenticato la cosa più importante. Una seria politica a favore della crescita demografica, a sostegno dei nostri ragazzi.

Una maxidetrazione per assorbire il trattamento integrativo, si parla 3.100 euro, con una nuova detrazione di base per lavoratori. Per i pensionati invece gli euro sono 1.900. L’accordo politico della settimana scorsa che ha visto impegnato il Presidente Draghi con le forze politiche ha messo tutti d’accordo in un emendamento il 25 novembre sulla riduzione delle tasse. Il Ministero dell’Economia metterà in pratica l’accordo sul taglio delle aliquote Irpef da cinque a quattro.

Con questa misura anche la riorganizzazione del meccanismo delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati. Il Bonus “Renzi”, sarà assorbito da questo indirizzo, il che vuol dire che saranno davvero pochi i soldi in busta paga se si calcola la differenza. Sopra la fascia reddituale dei 15 mila euro lordi. Le detrazioni avranno un importo più alto per assorbire l’effetto del trattamento integrativo per poi andare a calare fino ad azzerarsi oltre i 50 mila euro.

L’intervento su aliquote e detrazioni, per ridurre il carico fiscale dei lavoratori e dei pensionati appartenenti al ceto medio tra i 35 mila e i 45 mila euro. Il mese di gennaio 2022 sarà l’inizio di questa riforma. Per i redditi fino a 15 mila l’aliquota sarà del 23%; tra i 15 e 28mila il 25%; tra 28 e 50 mila euro il 35%; sopra i 50 mila euro l’aliquota è del 43%. La fascia di reddito tra 35 e 55 mila euro sarà quella a beneficiare maggiormente della riforma. Un minimo di ritocco per la “no tax aerea”.

Gli  autonomi vedranno aumentare la soglia reddituale passare da 5500 euro dai 4800 euro attuali, in pratica un guadagno di 700 euro. Resta uguale per i redditi a 8.174 euro. Anche l’Irap sarà interessata da un ritocco vantaggioso. A guardare le cose sotto l’aspetto vero, si tradurrà in pochi spiccioli mensili, allora una domanda sorge spontanea: “Ma non sarebbe stato meglio investire tutti questi soldi verso i giovani, in particolare con assegni consistenti di maternità e paternità?”

Accogliamo stranieri e non solo per solidarietà, comincia a mancare la manodopera e i giovani, consalevoli dei problemi economici, stentano a mettere al mondo figli. Questo è e sarà il vero problema per il futuro, altro che slogan pro o contro l’ingresso da tutte le parti del mondo di nuovi cittadini migranti.

Una vera, seria, politica a favore della famiglia, delle nascite e dell’acquisto di case per le giovani coppie, questa sarebbe la vera rivoluzione economica. I padri, le madri, i nonni, già contribuiscono a sostenere i ragazzi e i loro bambini e questa sarebbe una seria Riforma Irpef. Sono certo che rinuncerebbero volentieri a una decina di euro al mese in busta paga per loro. Prevista l’abolizione per le ditte individuali. Intanto è partito in commissione finanze camera l’esame della legge delega di riforma fiscale.

di gianni bianco

Riforma Irpef, credo sia la frase che, insieme alle vaccinazioni abbiamo ascoltato maggiormente in questo periodo, eppure hanno dimenticato la cosa più importante. Una seria politica a favore della crescita demografica, a sostegno dei nostri ragazzi.

Una maxidetrazione per assorbire il trattamento integrativo, si parla 3.100 euro, con una nuova detrazione di base per lavoratori. Per i pensionati invece gli euro sono 1.900. L’accordo politico della settimana scorsa che ha visto impegnato il Presidente Draghi con le forze politiche ha messo tutti d’accordo in un emendamento il 25 novembre sulla riduzione delle tasse. Il Ministero dell’Economia metterà in pratica l’accordo sul taglio delle aliquote Irpef da cinque a quattro.

Con questa misura anche la riorganizzazione del meccanismo delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati. Il Bonus “Renzi”, sarà assorbito da questo indirizzo, il che vuol dire che saranno davvero pochi i soldi in busta paga se si calcola la differenza. Sopra la fascia reddituale dei 15 mila euro lordi. Le detrazioni avranno un importo più alto per assorbire l’effetto del trattamento integrativo per poi andare a calare fino ad azzerarsi oltre i 50 mila euro.

L’intervento su aliquote e detrazioni, per ridurre il carico fiscale dei lavoratori e dei pensionati appartenenti al ceto medio tra i 35 mila e i 45 mila euro. Il mese di gennaio 2022 sarà l’inizio di questa riforma. Per i redditi fino a 15 mila l’aliquota sarà del 23%; tra i 15 e 28mila il 25%; tra 28 e 50 mila euro il 35%; sopra i 50 mila euro l’aliquota è del 43%. La fascia di reddito tra 35 e 55 mila euro sarà quella a beneficiare maggiormente della riforma. Un minimo di ritocco per la “no tax aerea”.

Gli  autonomi vedranno aumentare la soglia reddituale passare da 5500 euro dai 4800 euro attuali, in pratica un guadagno di 700 euro. Resta uguale per i redditi a 8.174 euro. Anche l’Irap sarà interessata da un ritocco vantaggioso. A guardare le cose sotto l’aspetto vero, si tradurrà in pochi spiccioli mensili, allora una domanda sorge spontanea: “Ma non sarebbe stato meglio investire tutti questi soldi verso i giovani, in particolare con assegni consistenti di maternità e paternità?”

Accogliamo stranieri e non solo per solidarietà, comincia a mancare la manodopera e i giovani, consalevoli dei problemi economici, stentano a mettere al mondo figli. Questo è e sarà il vero problema per il futuro, altro che slogan pro o contro l’ingresso da tutte le parti del mondo di nuovi cittadini migranti.

Una vera, seria, politica a favore della famiglia, delle nascite e dell’acquisto di case per le giovani coppie, questa sarebbe la vera rivoluzione economica. I padri, le madri, i nonni, già contribuiscono a sostenere i ragazzi e i loro bambini e questa sarebbe una seria Riforma Irpef. Sono certo che rinuncerebbero volentieri a una decina di euro al mese in busta paga per loro. Prevista l’abolizione per le ditte individuali. Intanto è partito in commissione finanze camera l’esame della legge delega di riforma fiscale.

di gianni bianco

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