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domenica, Maggio 26, 2024

RISSE IN TV: “Russia si, Nato no”, ma non lo dico.

Risse in TV, gli opinionisti italiani se le danno di santa ragione ma non parlano però delle armi italiane vendute nel mondo.

Risse in TV, gli opinionisti italiani se le danno di santa ragione ma non parlano però delle armi italiane vendute nel mondo. Armi, dicono gli esperti, buone, affidabili e per il nostro paese molto remunerative.

L’INDIGNAZIONE

Quattro miliardi di fatturato nel 2020, sei prima della Pandemia. Si accende, anche abbastanza violentemente in TV e sui Social il dibattito tra difensivisti a favore dell’Ucraina. Neutralisti a favore della Russia; Pacifisti, come i primi contro la Nato, a prescindere. Ci si indigna, si urla, si inveisce spesso contro l’avversario nel dibattito per difendere la tesi che “L’ucraina deve arrendersi”. La resa è l’unica strada, a dire di alcuni: “Chi può fermare la guerra?”, quello che è accaduto ieri è emblematico.

BOMBE SU GUTERRES

Il Presidente dell’Onu Antonio Guterres, in Visita a Kiev per incontrare il Presidente ucraino Zelensky, è stato accolto dai russi con un bombardamento. Quindi Putin non vuole sedersi al tavolo della pace, ogni giorno se ne inventa una diversa, è pur sempre un ex dirigente del K.G.B. L’Ucraina dal canto suo, dice “si”, ma non ha nessuna intenzione di arrendersi e cedere territori. Nell’area di guerra già cominciano a infiammarsi altri luoghi diventati “obiettivi sensibili”.

PACE DIFFICILE

Come risolvere il problema? Nessuna soluzione, si va avanti tra piccole bugie e mezze verità. La Russia vuole tutta l’Area del Mar Nero e oltre, l’Ucraina non si arrenderà. Eppure ascoltando sempre gli stessi dibattiti televisivi con i difensori del pacifismo arrabbiato filorusso, verrebbe una domanda spontanea: “Ma dove avete vissuto prima dell’inizio della guerra in Ucraina?” L’Egitto è il principale acquirente di sistemi d’arma esportati dalle aziende italiane a produzione militare.

ITALIA TRA I LEADERS

Floridi sono gli affari tra il governo di Al-Sisi e l’Italia, nonostante i casi di violazioni dei diritti umani da parte del governo egiziano, Regeni e Zaki su tutti. La relazione annuale sull’export di armi è stata trasmessa al Parlamento. Procedura che si rifà alla Legge 185/90 che regola la vendita estera dei sistemi militari italiani. Nel 2020 le autorizzazioni rilasciate per esportazione di materiale d’armamento ha raggiunto i 3.927 milioni di euro di controvalore.

QUATTRO PUNTI DI PIL

In calo del 25% rispetto al 2019 , parliamo però dell’anno della pandemia. Il volume delle esportazioni militari starebbe quindi gradualmente scendendo dopo i picchi di autorizzazioni iniziati con il 2015. Sono 8,2 miliardi in quell’anno, 14,9 miliardi nel 2016 e 10,3 nel 2017, le autorizzazioni per nuove licenze costituiscono il dato politico saliente rispetto alle decisioni prese al Governo in carica. In questo caso, per il 2020, il Governo era quello di Giuseppe Conte II, in questo senso vanno analizzate.  

TUTTO IL MONDO COMPRA ARMI ITALIANE

Fra le prime 10 destinazioni delle autorizzazioni all’export di armi italiane nel 2020 troviamo dunque cinque Paesi NATO, tre dei quali anche nella UE.  Stati Uniti , Regno Unito, Germania, Romania, Francia, Spagna; Una dell’Africa Settentrionale, l’Egitto; quattro asiatici. Qatar, Turkmenistan, Arabia Saudita , Emirati Arabi Uniti. Allora che senso hanno le dichiarazioni di Conte (M5S), siamo contrari ad armare gli ucraini ma poi si vendono armi a mezzo mondo? Destano motivo di riflessione le dichiarazioni dei giornalisti che, prima della guerra in Ucraina, vivevano al buio.

NEUTRALISTI E PACIFISTI DISTRATTI

Erano al corrente gli opinionisti “dissidenti” che l’Italia è, da anni, una delle maggiori esportatrici di armi? Tutto il mondo le produce, tutto il mondo le compra. Perchè solo oggi si sollevano motivi etici, ci si indigna, soprattutto si offendono i sostenitori dell’Ucraina? L’indignazione doveva essere messa in campo da sempre, perchè mai oggi ci si accanisce con tanta veemenza? Allora viene naturale accusare di ipocrisia quelli che oggi si nascondono dietro le maschere del neutralismo o del pacifismo, solo per evitare di dire: “Non sto con la Russia, ma odio la Nato”.

di Redazione

Risse in TV, gli opinionisti italiani se le danno di santa ragione ma non parlano però delle armi italiane vendute nel mondo. Armi, dicono gli esperti, buone, affidabili e per il nostro paese molto remunerative.

L’INDIGNAZIONE

Quattro miliardi di fatturato nel 2020, sei prima della Pandemia. Si accende, anche abbastanza violentemente in TV e sui Social il dibattito tra difensivisti a favore dell’Ucraina. Neutralisti a favore della Russia; Pacifisti, come i primi contro la Nato, a prescindere. Ci si indigna, si urla, si inveisce spesso contro l’avversario nel dibattito per difendere la tesi che “L’ucraina deve arrendersi”. La resa è l’unica strada, a dire di alcuni: “Chi può fermare la guerra?”, quello che è accaduto ieri è emblematico.

BOMBE SU GUTERRES

Il Presidente dell’Onu Antonio Guterres, in Visita a Kiev per incontrare il Presidente ucraino Zelensky, è stato accolto dai russi con un bombardamento. Quindi Putin non vuole sedersi al tavolo della pace, ogni giorno se ne inventa una diversa, è pur sempre un ex dirigente del K.G.B. L’Ucraina dal canto suo, dice “si”, ma non ha nessuna intenzione di arrendersi e cedere territori. Nell’area di guerra già cominciano a infiammarsi altri luoghi diventati “obiettivi sensibili”.

PACE DIFFICILE

Come risolvere il problema? Nessuna soluzione, si va avanti tra piccole bugie e mezze verità. La Russia vuole tutta l’Area del Mar Nero e oltre, l’Ucraina non si arrenderà. Eppure ascoltando sempre gli stessi dibattiti televisivi con i difensori del pacifismo arrabbiato filorusso, verrebbe una domanda spontanea: “Ma dove avete vissuto prima dell’inizio della guerra in Ucraina?” L’Egitto è il principale acquirente di sistemi d’arma esportati dalle aziende italiane a produzione militare.

ITALIA TRA I LEADERS

Floridi sono gli affari tra il governo di Al-Sisi e l’Italia, nonostante i casi di violazioni dei diritti umani da parte del governo egiziano, Regeni e Zaki su tutti. La relazione annuale sull’export di armi è stata trasmessa al Parlamento. Procedura che si rifà alla Legge 185/90 che regola la vendita estera dei sistemi militari italiani. Nel 2020 le autorizzazioni rilasciate per esportazione di materiale d’armamento ha raggiunto i 3.927 milioni di euro di controvalore.

QUATTRO PUNTI DI PIL

In calo del 25% rispetto al 2019 , parliamo però dell’anno della pandemia. Il volume delle esportazioni militari starebbe quindi gradualmente scendendo dopo i picchi di autorizzazioni iniziati con il 2015. Sono 8,2 miliardi in quell’anno, 14,9 miliardi nel 2016 e 10,3 nel 2017, le autorizzazioni per nuove licenze costituiscono il dato politico saliente rispetto alle decisioni prese al Governo in carica. In questo caso, per il 2020, il Governo era quello di Giuseppe Conte II, in questo senso vanno analizzate.  

TUTTO IL MONDO COMPRA ARMI ITALIANE

Fra le prime 10 destinazioni delle autorizzazioni all’export di armi italiane nel 2020 troviamo dunque cinque Paesi NATO, tre dei quali anche nella UE.  Stati Uniti , Regno Unito, Germania, Romania, Francia, Spagna; Una dell’Africa Settentrionale, l’Egitto; quattro asiatici. Qatar, Turkmenistan, Arabia Saudita , Emirati Arabi Uniti. Allora che senso hanno le dichiarazioni di Conte (M5S), siamo contrari ad armare gli ucraini ma poi si vendono armi a mezzo mondo? Destano motivo di riflessione le dichiarazioni dei giornalisti che, prima della guerra in Ucraina, vivevano al buio.

NEUTRALISTI E PACIFISTI DISTRATTI

Erano al corrente gli opinionisti “dissidenti” che l’Italia è, da anni, una delle maggiori esportatrici di armi? Tutto il mondo le produce, tutto il mondo le compra. Perchè solo oggi si sollevano motivi etici, ci si indigna, soprattutto si offendono i sostenitori dell’Ucraina? L’indignazione doveva essere messa in campo da sempre, perchè mai oggi ci si accanisce con tanta veemenza? Allora viene naturale accusare di ipocrisia quelli che oggi si nascondono dietro le maschere del neutralismo o del pacifismo, solo per evitare di dire: “Non sto con la Russia, ma odio la Nato”.

di Redazione

© Riproduzione riservata

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