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mercoledì, Maggio 29, 2024

ROMA NAPOLI 0 – 0: Tutto cambia, nulla cambia

Contro una squadra, la Roma che ha giocato in modalità: “Ultima spiaggia”, un ambiente ostile, con un arbitraggio non certo a favore del Napoli.

Roma Napoli zero a zero, ecco il risultato della gara di ieri all’Olimpico. A bocce ferme forse c’è da rammaricarsi ma tutto sommato, va bene così. I partenopei avrebbero potuto portato a casa il risultato pieno, anche se tutto sommato la giornata è stata comunque positiva. Una partita come previsto nervosa, con qualche punta di buona tecnica da parte del Napoli che ha dimostrato un valore alto, da prima in classifica.

Contro una squadra, la Roma che ha giocato in modalità: “Ultima spiaggia”, un ambiente ostile, con un arbitraggio non certo a favore del Napoli. Uno pareggio che consente agli azzurri di restare al primo posto, primato da dividere con il Milan, vincitore dello scontro a Bologna. Ai punti, gli azzurri avrebbero meritato la vittoria. Un palo, una traversa, un paio di rigori non visti (su Osimhen e Anguissa).

Alcune espulsioni per i giallorossi artatamente evitate dal signor Massa. Queste decisioni la dicono lunga sulla qualità degli arbitri italiani, pessima e indirizzata. A bocce ferme c’è rammarico, sinceramente la Roma non è parsa un granché, una squadra tra l’altro impaurita. Con un poco di coraggio in più i partenopei avrebbero portato a casa il risultato pieno, anche se tutto sommato la giornata è stata comunque positiva.

Va bene così. Il Napoli mostrato dei limiti fisici e caratteriali di alcuni calciatori. Ci auguriamo non siano un cattivo presagio per il risultato finale, sarebbe davvero un peccato mortale. Gli azzurri hanno giocato in maniera autoritaria, con l’asse verticale al limite della perfezione. Tutti abili e arruolati, tranne quando la gara si mette sui binari della lotta, dove alcuni calciatori napoletani dimostrano carenze concrete e scompaiono.

Purtroppo, la “garra” non si compra al supermercato, o ce l’hai o pazienza. “Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”, diceva John Belushi ma per qualche elemento tra gli atleti di Spalletti questa frase è sconosciuta. Non è piaciuta la prestazione di Piotr Zielinsky. Evanescente e spesso isolato dal gioco, autore di un errore a centrocampo con una uscita errata, il polacco, stava causando la cosiddetta “frittata”.

Dal suo errore poteva scaturire  una reazione a catena e sarebbe stata un contropiede micidiale. Per fortuna Tammy Abraham a parte i falli impuniti commessi su Ospina e Rrahmani, sbaglia anche calci di rigore in movimento, come l’episodio in questione. Una piccola analisi, un rendiconto su Insigne. Va bene, ed è giusto non dare addosso sempre al capitano.

Un rigore si può sbagliare, un dribbling pure, bisogna essere indulgenti e non si deve essere inclementi con il 24 azzurro. Spesso Lorenzo è autore di azioni che si tramutano in gol, ma cinque palloni persi nei primi quindici minuti; un’ atteggiamento al limite dell’indolenza; certo non è un comportamento da leader. Il comandante nei momenti più delicati, non commette errori simili e  non getta alle ortiche alcuni palloni importanti.

A nostro sommesso avviso, sia lui che Politano, assieme a Zielinsky, sono stati la nota dolente dell’undici azzurro. Per il resto sono tutti da elogiare, soprattutto la mediana e il reparto difensivo che continua a essere una linea Maginot inviolabile. Victor Osimhen è stato marcato con cattiveria e attenzione da Gianluca Mancini e Roger Ibañez. Marcature asfissianti e fallose che hanno causato tra l’altro una reazione pericolosa da parte del nigeriano, durante una fase di gioco, nel primo tempo.

Spalletti deve far entrare nella testa del centravanti azzurro che la reazione a un fallo è causa di probabili espulsioni Quest’aspetto guascone di Osimhen deve cambiare. Sarebbe opportuno far rivedere in video le centinaia di falli che Maradona subiva dagli avversari senza mai reagire. Si ha comunque la consapevolezza che il Napoli sia una squadra vera, guidata da un tecnico vero; manca poco per raggiungere il nirvana e chi vivrà vedrà.

Di Fiore Marro

Roma Napoli zero a zero, ecco il risultato della gara di ieri all’Olimpico. A bocce ferme forse c’è da rammaricarsi ma tutto sommato, va bene così. I partenopei avrebbero potuto portato a casa il risultato pieno, anche se tutto sommato la giornata è stata comunque positiva. Una partita come previsto nervosa, con qualche punta di buona tecnica da parte del Napoli che ha dimostrato un valore alto, da prima in classifica.

Contro una squadra, la Roma che ha giocato in modalità: “Ultima spiaggia”, un ambiente ostile, con un arbitraggio non certo a favore del Napoli. Uno pareggio che consente agli azzurri di restare al primo posto, primato da dividere con il Milan, vincitore dello scontro a Bologna. Ai punti, gli azzurri avrebbero meritato la vittoria. Un palo, una traversa, un paio di rigori non visti (su Osimhen e Anguissa).

Alcune espulsioni per i giallorossi artatamente evitate dal signor Massa. Queste decisioni la dicono lunga sulla qualità degli arbitri italiani, pessima e indirizzata. A bocce ferme c’è rammarico, sinceramente la Roma non è parsa un granché, una squadra tra l’altro impaurita. Con un poco di coraggio in più i partenopei avrebbero portato a casa il risultato pieno, anche se tutto sommato la giornata è stata comunque positiva.

Va bene così. Il Napoli mostrato dei limiti fisici e caratteriali di alcuni calciatori. Ci auguriamo non siano un cattivo presagio per il risultato finale, sarebbe davvero un peccato mortale. Gli azzurri hanno giocato in maniera autoritaria, con l’asse verticale al limite della perfezione. Tutti abili e arruolati, tranne quando la gara si mette sui binari della lotta, dove alcuni calciatori napoletani dimostrano carenze concrete e scompaiono.

Purtroppo, la “garra” non si compra al supermercato, o ce l’hai o pazienza. “Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”, diceva John Belushi ma per qualche elemento tra gli atleti di Spalletti questa frase è sconosciuta. Non è piaciuta la prestazione di Piotr Zielinsky. Evanescente e spesso isolato dal gioco, autore di un errore a centrocampo con una uscita errata, il polacco, stava causando la cosiddetta “frittata”.

Dal suo errore poteva scaturire  una reazione a catena e sarebbe stata un contropiede micidiale. Per fortuna Tammy Abraham a parte i falli impuniti commessi su Ospina e Rrahmani, sbaglia anche calci di rigore in movimento, come l’episodio in questione. Una piccola analisi, un rendiconto su Insigne. Va bene, ed è giusto non dare addosso sempre al capitano.

Un rigore si può sbagliare, un dribbling pure, bisogna essere indulgenti e non si deve essere inclementi con il 24 azzurro. Spesso Lorenzo è autore di azioni che si tramutano in gol, ma cinque palloni persi nei primi quindici minuti; un’ atteggiamento al limite dell’indolenza; certo non è un comportamento da leader. Il comandante nei momenti più delicati, non commette errori simili e  non getta alle ortiche alcuni palloni importanti.

A nostro sommesso avviso, sia lui che Politano, assieme a Zielinsky, sono stati la nota dolente dell’undici azzurro. Per il resto sono tutti da elogiare, soprattutto la mediana e il reparto difensivo che continua a essere una linea Maginot inviolabile. Victor Osimhen è stato marcato con cattiveria e attenzione da Gianluca Mancini e Roger Ibañez. Marcature asfissianti e fallose che hanno causato tra l’altro una reazione pericolosa da parte del nigeriano, durante una fase di gioco, nel primo tempo.

Spalletti deve far entrare nella testa del centravanti azzurro che la reazione a un fallo è causa di probabili espulsioni Quest’aspetto guascone di Osimhen deve cambiare. Sarebbe opportuno far rivedere in video le centinaia di falli che Maradona subiva dagli avversari senza mai reagire. Si ha comunque la consapevolezza che il Napoli sia una squadra vera, guidata da un tecnico vero; manca poco per raggiungere il nirvana e chi vivrà vedrà.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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