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giovedì, Giugno 20, 2024

SPEZIA NAPOLI 0 a 3 – L’onda azzurra affossa anche il malcapitato sottomarino ligure dello Spezia.

La partita contro i liguri è durata un tempo, poi la squadra di Gotti, come neve al sole si è squagliata da sola.

MARCATORI: 47′ Kvaratskhelia (N), 69′ e 73′ Osimhen (N)

Il Napoli corre il rischio di annoiarsi, a causa della distanza siderale che comincia a manifestarsi tra gli azzurri e i diretti avversari. Un pericolo per la pattuglia partenopea che finora pare scongiurata dal fatto che l’Inda (Inter per la cronaca), cerca di mantenere, anche con un poco di affanno, il passo.

Quasi inumano della squadra napoletana; bisogna in questi casi pensare solo a giocare, senza guardare classifiche, primati e record vari, che Osimhen e compagnia stanno disintegrando domenica dopo domenica, si deve giocare partita dopo partita come amano dire i “sudaca“, a testa basta fino alla meta.

Confidiamo sulle doti di Spalletti di ottimo conduttore per evitare che tutto ciò possa accadere. Si potrebbe correre il diabolico rischio che a un dato momento, di questa stagione, il Napoli possa togliere il piede dall’acceleratore e rallentare.

Come quei risparmiatori di benzina, che dispongono la macchina a folle, quando scorgono una discesa ripida, nell’ insano tentativo di risparmiare il combustibile, sarebbe tragico, perché di situazioni simili proprio sotto il Vesuvio si sono già palesate maledettamente, si potrebbe sbandare e andare fuori strada, dio non voglia.

Anche se le sensazioni che questa squadra trasmette, sono percezioni di forza, di potenza, di tranquillità e di attesa,  una compagine abituata a giocare di giorno, di mattina e di sera, muovendosi sempre allo stesso modo, un’ impressione di superiorità che talvolta lascia basiti, tanto evidente da meravigliarsi.

Si potrebbe correre il rischio di rallentare anche se non pare proprio così, se ci soffermiamo a scorgere l’animo guerrafondaio di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia, i  due palafrenieri azzurri, due guerrieri d’altri tempi, che arrivano da lontano. Un leone indomito direttamente dal cuore dell’Africa, una macchina da guerra, un bullo indomabile, che spacca le porte, le difese e le partite.

Il  georgiano, famelico,  costantemente assetato,  un  caimano travestito da Angelo Azzurro, che sta facendo sognare e volare alto il popolo napoletano, il redivivo don Josè Borges, tornato dall’altro mondo per terminare l’impresa eroica, di liberare i popoli oppressi del sud, dalle grinfie del maledetto savoia, anche se nel nostro caso il savoia.

Si è eliminato da solo, tra bilanci falsificati e sozzerie varie, classiche del mondo padano. La partita contro i liguri è durata un tempo, poi la squadra di Gotti, come neve al sole si è squagliata da sola.Oltre al risultato ci sono due episodi cui vale la pena soffermarsi, il gesto esemplare di Osimhen, corso nella curva spezzina, dopo che involontariamente aveva scagliato un pallone addosso a una tifosa di casa, per sincerarsi di non avergli causato troppi danni.

Gesto raro di disponibilità e gentilezza, poco in uso di questi tempi, e poi i cori beceri della tifoseria dello Spezia nei confronti di Maradona, il dio del pallone di solito punisce queste blasfemie, ma guardando la situazione, che altro potrebbe punire, dinnanzi a tanta pochezza umana e sportiva? il nulla mischiato al niente.

Si resta a più 13, si prospetta un filotto di gare che potrebbe davvero creare ancora più distanza, tra il Napoli e le inseguitrici, un momento magico che potrebbe raccogliersi in una frase celebre, che spesso, in casi del genere, è in uso nel mondo di Megaride : “si è nu suonno nu me scetate!

P.S.: “Noi siamo tornati, scusate l’assenza forzata”.

Di Fiore Marro

La partita contro i liguri è durata un tempo, poi la squadra di Gotti, come neve al sole si è squagliata da sola.

MARCATORI: 47′ Kvaratskhelia (N), 69′ e 73′ Osimhen (N)

Il Napoli corre il rischio di annoiarsi, a causa della distanza siderale che comincia a manifestarsi tra gli azzurri e i diretti avversari. Un pericolo per la pattuglia partenopea che finora pare scongiurata dal fatto che l’Inda (Inter per la cronaca), cerca di mantenere, anche con un poco di affanno, il passo.

Quasi inumano della squadra napoletana; bisogna in questi casi pensare solo a giocare, senza guardare classifiche, primati e record vari, che Osimhen e compagnia stanno disintegrando domenica dopo domenica, si deve giocare partita dopo partita come amano dire i “sudaca“, a testa basta fino alla meta.

Confidiamo sulle doti di Spalletti di ottimo conduttore per evitare che tutto ciò possa accadere. Si potrebbe correre il diabolico rischio che a un dato momento, di questa stagione, il Napoli possa togliere il piede dall’acceleratore e rallentare.

Come quei risparmiatori di benzina, che dispongono la macchina a folle, quando scorgono una discesa ripida, nell’ insano tentativo di risparmiare il combustibile, sarebbe tragico, perché di situazioni simili proprio sotto il Vesuvio si sono già palesate maledettamente, si potrebbe sbandare e andare fuori strada, dio non voglia.

Anche se le sensazioni che questa squadra trasmette, sono percezioni di forza, di potenza, di tranquillità e di attesa,  una compagine abituata a giocare di giorno, di mattina e di sera, muovendosi sempre allo stesso modo, un’ impressione di superiorità che talvolta lascia basiti, tanto evidente da meravigliarsi.

Si potrebbe correre il rischio di rallentare anche se non pare proprio così, se ci soffermiamo a scorgere l’animo guerrafondaio di Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia, i  due palafrenieri azzurri, due guerrieri d’altri tempi, che arrivano da lontano. Un leone indomito direttamente dal cuore dell’Africa, una macchina da guerra, un bullo indomabile, che spacca le porte, le difese e le partite.

Il  georgiano, famelico,  costantemente assetato,  un  caimano travestito da Angelo Azzurro, che sta facendo sognare e volare alto il popolo napoletano, il redivivo don Josè Borges, tornato dall’altro mondo per terminare l’impresa eroica, di liberare i popoli oppressi del sud, dalle grinfie del maledetto savoia, anche se nel nostro caso il savoia.

Si è eliminato da solo, tra bilanci falsificati e sozzerie varie, classiche del mondo padano. La partita contro i liguri è durata un tempo, poi la squadra di Gotti, come neve al sole si è squagliata da sola.Oltre al risultato ci sono due episodi cui vale la pena soffermarsi, il gesto esemplare di Osimhen, corso nella curva spezzina, dopo che involontariamente aveva scagliato un pallone addosso a una tifosa di casa, per sincerarsi di non avergli causato troppi danni.

Gesto raro di disponibilità e gentilezza, poco in uso di questi tempi, e poi i cori beceri della tifoseria dello Spezia nei confronti di Maradona, il dio del pallone di solito punisce queste blasfemie, ma guardando la situazione, che altro potrebbe punire, dinnanzi a tanta pochezza umana e sportiva? il nulla mischiato al niente.

Si resta a più 13, si prospetta un filotto di gare che potrebbe davvero creare ancora più distanza, tra il Napoli e le inseguitrici, un momento magico che potrebbe raccogliersi in una frase celebre, che spesso, in casi del genere, è in uso nel mondo di Megaride : “si è nu suonno nu me scetate!

P.S.: “Noi siamo tornati, scusate l’assenza forzata”.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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