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mercoledì, Maggio 29, 2024

SPEZIA NAPOLI 1 – 4: Ci simme pigliato ‘o nuostro!

Victor Osimhen, ha la stessa potenza, l’identico strapotere fisico del Matador Cavani, nelle corde del nigeriano, che è devastante e inarrestabile.

Il Napoli si è riscattato, cancellando l’onta del furto che subì al Maradona nella gara di andata. Lo Spezia fu protagonista di una vittoria che grida ancora vendetta. Una partita che finì due a uno per gli uomini di Mister Italiano.

La squadra ligure terminò la gara indenne e vincente, nonostante i trenta tiri in porta degli azzurri. Dulcis in fundo un rigore generosissimo, che l’arbitro Mariani, fischiò a loro favore quasi a fine gara.

Un dispiacere quel risultato lenito in parte dalla devastante prestazione del Napoli allo stadio comunale Alberto Picco di ieri,  che ha annichilito lo Spezia. L’allenatore ligure aveva preparato nei minimi dettagli la gara, immaginando di poter imbrigliare gli azzurri con chiusure preventive e lanci lunghi.

All’allenatore di origini campane è andata male stavolta, perché quando gli azzurri sono in giornata diventano inarrestabili. Se ne sono accorti i malcapitati spezzini ieri nello stadio amico, dove Insigne & Co. gli hanno fatto vedere i famosi “sorci verdi”.

La reincarnazione di Edison Cavani, Victor Osimhen, si è presentato con la stessa potenza fisica e la stessa velocità dell’uruguagio. Doveva essere la gara più difficile delle ultime quattro, non tanto per il valore degli avversari, davvero poca cosa, ma per l’importanza della posta in palio.

Ai liguri servivano punti per restare nella massima serie. Eravamo pronti ad una gara da parte loro intensa, garibaldesca. Infatti, garibaldese è stata, ma come quella di Caiazzo, dove Garibaldi e i suoi furono presi a pedate e scacciati nel Volturno.

Se qualcuno si affaccia lungo quei sentieri ancora oggi può scorgere qualche “Camicia Rossa”. I garibaldini scapparono per evitare “mazzate” , mazzate che Italiano e la sua squadra non hanno potuto evitare.

Ieri per lo Spezia non è stata la partita adatta alla loro bisogna. Gli azzurri, memori del passo falso con il Cagliari dell’ultima gara, sono scesi in campo con la giusta concentrazione, mancata spesso in questa stagione.

Ha funzionato bene la coppia dei difensori centrali, che ha trovato in Amir Rrahmani il ricambio necessario. Per le sostituzioni di Manolas e Koulibaly, perché Gattuso ha scelto quasi sempre Maksimovic, che ne ha combinate di tutti i colori? “

A nostro modesto parere il kosovaro ha solo bisogno di fiducia per dimostra il suo valore, anche ieri una buona gara,  ma si vede che non è ancora sicuro. Talvolta invece di iniziare l’azione, passa la palla indietro, anche quando non è necessario. Insicurezza che proviene da chi non è stato capace di rimuoverla.

Il reparto difensivo così come è stato posizionato ieri da le giuste garanzie. La rete subita, nonostante un primo miracolo di Meret, è arrivata più da una distrazione difensiva che da meriti spezzini. Un Napoli in salute e la volontà di dimostrare il proprio valore, peccato tutto ciò avviene per la qualificazione Champions e non per il titolo.

Il Napoli può, con una base solida, qualche ritocco a mio modesto avviso, puntare la prossima stagione allo scudetto. Ambizione legittima visto che la maggior parte dei concorrenti sono indebitati più dei piemontesi di Cavour al cospetto con i Rothschild.

Un buon “Capo timoniere” potrebbe finalmente riportare in “porto” la nave all’agognata meta che aspettiamo da oltre trent’anni.

di Fiore Marro

Il Napoli si è riscattato, cancellando l’onta del furto che subì al Maradona nella gara di andata. Lo Spezia fu protagonista di una vittoria che grida ancora vendetta. Una partita che finì due a uno per gli uomini di Mister Italiano.

La squadra ligure terminò la gara indenne e vincente, nonostante i trenta tiri in porta degli azzurri. Dulcis in fundo un rigore generosissimo, che l’arbitro Mariani, fischiò a loro favore quasi a fine gara.

Un dispiacere quel risultato lenito in parte dalla devastante prestazione del Napoli allo stadio comunale Alberto Picco di ieri,  che ha annichilito lo Spezia. L’allenatore ligure aveva preparato nei minimi dettagli la gara, immaginando di poter imbrigliare gli azzurri con chiusure preventive e lanci lunghi.

All’allenatore di origini campane è andata male stavolta, perché quando gli azzurri sono in giornata diventano inarrestabili. Se ne sono accorti i malcapitati spezzini ieri nello stadio amico, dove Insigne & Co. gli hanno fatto vedere i famosi “sorci verdi”.

La reincarnazione di Edison Cavani, Victor Osimhen, si è presentato con la stessa potenza fisica e la stessa velocità dell’uruguagio. Doveva essere la gara più difficile delle ultime quattro, non tanto per il valore degli avversari, davvero poca cosa, ma per l’importanza della posta in palio.

Ai liguri servivano punti per restare nella massima serie. Eravamo pronti ad una gara da parte loro intensa, garibaldesca. Infatti, garibaldese è stata, ma come quella di Caiazzo, dove Garibaldi e i suoi furono presi a pedate e scacciati nel Volturno.

Se qualcuno si affaccia lungo quei sentieri ancora oggi può scorgere qualche “Camicia Rossa”. I garibaldini scapparono per evitare “mazzate” , mazzate che Italiano e la sua squadra non hanno potuto evitare.

Ieri per lo Spezia non è stata la partita adatta alla loro bisogna. Gli azzurri, memori del passo falso con il Cagliari dell’ultima gara, sono scesi in campo con la giusta concentrazione, mancata spesso in questa stagione.

Ha funzionato bene la coppia dei difensori centrali, che ha trovato in Amir Rrahmani il ricambio necessario. Per le sostituzioni di Manolas e Koulibaly, perché Gattuso ha scelto quasi sempre Maksimovic, che ne ha combinate di tutti i colori? “

A nostro modesto parere il kosovaro ha solo bisogno di fiducia per dimostra il suo valore, anche ieri una buona gara,  ma si vede che non è ancora sicuro. Talvolta invece di iniziare l’azione, passa la palla indietro, anche quando non è necessario. Insicurezza che proviene da chi non è stato capace di rimuoverla.

Il reparto difensivo così come è stato posizionato ieri da le giuste garanzie. La rete subita, nonostante un primo miracolo di Meret, è arrivata più da una distrazione difensiva che da meriti spezzini. Un Napoli in salute e la volontà di dimostrare il proprio valore, peccato tutto ciò avviene per la qualificazione Champions e non per il titolo.

Il Napoli può, con una base solida, qualche ritocco a mio modesto avviso, puntare la prossima stagione allo scudetto. Ambizione legittima visto che la maggior parte dei concorrenti sono indebitati più dei piemontesi di Cavour al cospetto con i Rothschild.

Un buon “Capo timoniere” potrebbe finalmente riportare in “porto” la nave all’agognata meta che aspettiamo da oltre trent’anni.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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