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mercoledì, Maggio 29, 2024

TOKIO 2020 – Olimpiadi e Cuore italiano.

Ai Giochi Olimpici è così: anni di allenamento, di duro lavoro, di desiderio, di disciplina racchiusi in pochi minuti, a volte addirittura in pochi secondi e dire che finché la gara non è finita ti sembra che il tempo non passi mai. Non c'è niente di più dolce della vittoria.

Tamberi e Jacobs medaglie d’oro

Tokio 2020 – Olimpiadi e Cuore.

Le Olimpiadi di Tokio 2020 ci stanno regalando grandi emozioni, soprattutto una fotografia di successi che stanno unendo performance e sentimenti in un modo rivoluzionario.

Ancora vivi i ricordi di atleti allenati per essere “macchine da guerra”, strappati alla loro vita e alla loro crescita naturale. Sperimentare sempre nuove tecniche in percorsi solitari, lontani dalla famiglia, iperconcentrati in un obiettivo finale per sancire il senso della propria esistenza.


La mente va ad atleti come Carl Lewis, a Ben Johnson, icone di uno sport estremo in prestazioni e preparazione. Sicuramente ricorderemo la grandissima preparazione di Christa Lunding, costretta a non godere nemmeno del diritto di vedere il proprio nome sui tabelloni, ma quello del marito.

Abbiamo iniziato a vivere una nuova primavera con un atleta formidabile, al secolo Michael Phelps, vincitore di 8 medaglie in una singola edizione di Giochi Olimpici.


Cresciuto senza padre, con un disturbo da deficit di attenzione, grazie all’amore delle donne della sua famiglia, riuscì a trovare nello sport il giusto equilibrio.

Oggi accogliamo in questa Olimpiade di Tokio 2020 atleti che si inseriscono quotidianamente negli spaccati della società. Li vediamo sui social, hanno i loro amori, i figli, una vita e contemporaneamente si preparano per raggiungere risultati.


La Società stessa li accoglie come propri figli e non fenomeni. Concedono loro visibilità anche su palcoscenici di moda ed intrattenimento, più “frivoli” rispetto all’ambiente sportive.

La chiave di tutto è nelle famiglie di origine che ha saputo dare il giusto supporto, di entrambi i genitori come nel caso della famiglia di Federica Pellegrini. Altre volte solo uno dei due genitori perché separati, come nel caso di Marcell Jacobs.


Spesso ad accompagnare un percorso di equilibrio per fare la differenza ci sono i Coach come per il caso del Maestro Baglivo, bravo ad affiancare i propri ragazzi. Li forgia fino ad avere in meno di 10 anni due suoi allievi, Carlo Molfetta e Vito Dell’Aquila, vincitori di medaglia d’oro alle Olimpiadi.

Un ruolo fondamentale assume il Mental Coach come ne è dimostrazione il risultato ottenuto dalla Nicoletta Romanazzi. Ha aiutato Jacobs a “sbloccarsi” rispetto al problema che aveva col padre dichiarando lei stessa in una intervista alla Gazzetta dello Sport:


Non esistono segreti, posso dire che ho capito che per lui sarebbe stato importante risolvere il rapporto con il padre, essendo padre di tre bambini. Questo lo ha sbloccato, adesso entra in pista più consapevole di quello che può fare con le sue gambe. Ha acquisito sicurezza in se stesso, prima arrivava alle gare con molta più ansia”.

E allora dobbiamo ricordarci di questi uomini, di queste donne, delle loro fatiche e dei loro percorsi soprattutto se li vogliamo porre a modelli per spiegare ai più giovani il concetto di “resilienza”.

Phelps dichiarò in una intervista:


“Ai Giochi Olimpici è così: anni di allenamento, di duro lavoro, di desiderio, di disciplina racchiusi in pochi minuti. A volte addirittura in pochi secondi e dire che finché la gara non è finita ti sembra che il tempo non passi mai. Non c’è niente di più dolce della vittoria.”

E allora riusciamo a dare un senso a quelle lacrime di gioia di Federica Pellegrini che giunta alla sua Quinta Olimpiade a Tokio 2020, ringrazia la sua Famiglia e la sua squadra per tutto quello che hanno fatto per lei.


Soprattutto comprendiamo le lacrime di Baglivo che da buon “padre di famiglia” ha portato i suoi “figli” in cima all’Olimpo. Soprattutto capiamo quel sorriso liberatorio al traguardo di Jacobs che abbraccia Tamberi che aveva appena vinto anche lui la sua medaglia d’oro.

Sono Atleti, sono formidabili, ma sono Uomini e Donne che combattono per i loro sogni e noi gioiamo quando un figlio di questa terra raggiunge il suo sogno. Tokio 2020 – Olimpiade e cuore hanno ancora una volta fatto grande l’Italia.

di Luigi Eucalipto

Tamberi e Jacobs medaglie d’oro

Tokio 2020 – Olimpiadi e Cuore.

Le Olimpiadi di Tokio 2020 ci stanno regalando grandi emozioni, soprattutto una fotografia di successi che stanno unendo performance e sentimenti in un modo rivoluzionario.

Ancora vivi i ricordi di atleti allenati per essere “macchine da guerra”, strappati alla loro vita e alla loro crescita naturale. Sperimentare sempre nuove tecniche in percorsi solitari, lontani dalla famiglia, iperconcentrati in un obiettivo finale per sancire il senso della propria esistenza.


La mente va ad atleti come Carl Lewis, a Ben Johnson, icone di uno sport estremo in prestazioni e preparazione. Sicuramente ricorderemo la grandissima preparazione di Christa Lunding, costretta a non godere nemmeno del diritto di vedere il proprio nome sui tabelloni, ma quello del marito.

Abbiamo iniziato a vivere una nuova primavera con un atleta formidabile, al secolo Michael Phelps, vincitore di 8 medaglie in una singola edizione di Giochi Olimpici.


Cresciuto senza padre, con un disturbo da deficit di attenzione, grazie all’amore delle donne della sua famiglia, riuscì a trovare nello sport il giusto equilibrio.

Oggi accogliamo in questa Olimpiade di Tokio 2020 atleti che si inseriscono quotidianamente negli spaccati della società. Li vediamo sui social, hanno i loro amori, i figli, una vita e contemporaneamente si preparano per raggiungere risultati.


La Società stessa li accoglie come propri figli e non fenomeni. Concedono loro visibilità anche su palcoscenici di moda ed intrattenimento, più “frivoli” rispetto all’ambiente sportive.

La chiave di tutto è nelle famiglie di origine che ha saputo dare il giusto supporto, di entrambi i genitori come nel caso della famiglia di Federica Pellegrini. Altre volte solo uno dei due genitori perché separati, come nel caso di Marcell Jacobs.


Spesso ad accompagnare un percorso di equilibrio per fare la differenza ci sono i Coach come per il caso del Maestro Baglivo, bravo ad affiancare i propri ragazzi. Li forgia fino ad avere in meno di 10 anni due suoi allievi, Carlo Molfetta e Vito Dell’Aquila, vincitori di medaglia d’oro alle Olimpiadi.

Un ruolo fondamentale assume il Mental Coach come ne è dimostrazione il risultato ottenuto dalla Nicoletta Romanazzi. Ha aiutato Jacobs a “sbloccarsi” rispetto al problema che aveva col padre dichiarando lei stessa in una intervista alla Gazzetta dello Sport:


Non esistono segreti, posso dire che ho capito che per lui sarebbe stato importante risolvere il rapporto con il padre, essendo padre di tre bambini. Questo lo ha sbloccato, adesso entra in pista più consapevole di quello che può fare con le sue gambe. Ha acquisito sicurezza in se stesso, prima arrivava alle gare con molta più ansia”.

E allora dobbiamo ricordarci di questi uomini, di queste donne, delle loro fatiche e dei loro percorsi soprattutto se li vogliamo porre a modelli per spiegare ai più giovani il concetto di “resilienza”.

Phelps dichiarò in una intervista:


“Ai Giochi Olimpici è così: anni di allenamento, di duro lavoro, di desiderio, di disciplina racchiusi in pochi minuti. A volte addirittura in pochi secondi e dire che finché la gara non è finita ti sembra che il tempo non passi mai. Non c’è niente di più dolce della vittoria.”

E allora riusciamo a dare un senso a quelle lacrime di gioia di Federica Pellegrini che giunta alla sua Quinta Olimpiade a Tokio 2020, ringrazia la sua Famiglia e la sua squadra per tutto quello che hanno fatto per lei.


Soprattutto comprendiamo le lacrime di Baglivo che da buon “padre di famiglia” ha portato i suoi “figli” in cima all’Olimpo. Soprattutto capiamo quel sorriso liberatorio al traguardo di Jacobs che abbraccia Tamberi che aveva appena vinto anche lui la sua medaglia d’oro.

Sono Atleti, sono formidabili, ma sono Uomini e Donne che combattono per i loro sogni e noi gioiamo quando un figlio di questa terra raggiunge il suo sogno. Tokio 2020 – Olimpiade e cuore hanno ancora una volta fatto grande l’Italia.

di Luigi Eucalipto

© Riproduzione riservata

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