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sabato, Luglio 20, 2024

Torino Napoli 3 a 0 Un ciuccio stanco e malandato cede rovinosamente contro il Toro Juric.

Il Napoli sta per essere risucchiato in un cul de sac pauroso, il baratro della lotta per la salvezza è a due passi dal divenire

RETI: 43′ Sanabria, 52′ Vlasic, 66′ Buongiorno

La squadra di Mazzarri inizia nel peggiore dei modi il 2024 in maniera catastrofica: il Torino vince grazie a Sanabria, Vlasic e Buongiorno.

Il momento chiave della gara arriva al 49′: quando, quelli del Var, che a Torino funzione bene, inchiodano l’entrata killer di Pasquale Mazzocchi su Lazaro, per il terzino all’esordio in maglia azzurra, l’espulsione è più che giustificata, costringendo così la sua squadra, già in balia dalle onde e sotto di un gol, a capitolare definitivamente.

C’è poco da fare la stagione degli azzurri è nata sotto una cattiva stella e continua rovinosamente a franare passo dopo passo,anche contro il Torino di Juric lo stesso refrain, approccio lento e compassato, errori grossolani sotto rete avversaria e dormite funeste nella propria area di rigore.

Non si può andare in giro per l’Italia, con lo scudetto sul petto e fare questa figuracce, eppure si ha la sensazione che il peggio deve ancora arrivare.

Il Napoli sta per essere risucchiato in un cul de sac pauroso, il baratro della lotta per la salvezza è a due passi dal divenire.

E’ chiaro e evidente che il gioco di Mazzarri non esiste, anzi percolando la situazione potremo dire che è un’invenzione della stampa locale.

 Una squadra allo sbando, senza anima, svuotata da quei contenuti che hanno fatto brillare questi stessi uomini, la passata stagione, gli stessi che oggi si fa fatica a riconoscerli come tali, nessuno di loro si salva da questo scatafascio .

 Tutto il demerito di questa catastrofe sportiva va attribuita in assoluto a ASL, che ha voluto smontare una macchina perfetta, per non ammettere che i veri protagonisti del miracolo scudetto sono stati altri e non lui. Una presunzione quasi mefistofelica, una sorta di Conte Ugolino redivivo.

Le frasi assurde e suicide che in questi mesi, il presidente ha spesso ripetuto come tragici ritornelli si sono rivoltati contro se stesso e purtroppo anche contro la squadra, che sta pagando un dazio terrificante, per le scelte suicide del Patron azzurro. Un disastro incomprensibile, con l’aggravante che a questo punto della stagione, porre dei rimedi diventa quasi impossibile e quindi come un cane che si morde la coda il Napoli gira vorticosamente su se stesso senza trovare soluzioni, con l’unica costante di un abisso profondo alle porte.

Bisogna ricominciare da zero, la prima cosa da fare è licenziare Mazzarri che è oramai un ex allenatore, che ha scombinato quel pochissimo di buono rimasto in piedi, dopo le macerie causate da Garcia.

Il guaio serio è che in questo momento è difficile trovare qualcuno capace di traghettare questa squadra da qui alla fine, ci sarebbe bisogno di un tecnico forte e costosissimo o di un giovane rampante e affamato, cosa che a gennaio e a stagione inoltrata è davvero difficile da trovare.

Quello che serve adesso, visto che alla fine servono 13 punti per evitare il baratro è contare su chi ci crede veramente, via tutti gli scontenti, quelli che vogliono cambiare area, tanto oramai la stagione è rovinata e senza speranze.

di Fiore Marro

Il Napoli sta per essere risucchiato in un cul de sac pauroso, il baratro della lotta per la salvezza è a due passi dal divenire

RETI: 43′ Sanabria, 52′ Vlasic, 66′ Buongiorno

La squadra di Mazzarri inizia nel peggiore dei modi il 2024 in maniera catastrofica: il Torino vince grazie a Sanabria, Vlasic e Buongiorno.

Il momento chiave della gara arriva al 49′: quando, quelli del Var, che a Torino funzione bene, inchiodano l’entrata killer di Pasquale Mazzocchi su Lazaro, per il terzino all’esordio in maglia azzurra, l’espulsione è più che giustificata, costringendo così la sua squadra, già in balia dalle onde e sotto di un gol, a capitolare definitivamente.

C’è poco da fare la stagione degli azzurri è nata sotto una cattiva stella e continua rovinosamente a franare passo dopo passo,anche contro il Torino di Juric lo stesso refrain, approccio lento e compassato, errori grossolani sotto rete avversaria e dormite funeste nella propria area di rigore.

Non si può andare in giro per l’Italia, con lo scudetto sul petto e fare questa figuracce, eppure si ha la sensazione che il peggio deve ancora arrivare.

Il Napoli sta per essere risucchiato in un cul de sac pauroso, il baratro della lotta per la salvezza è a due passi dal divenire.

E’ chiaro e evidente che il gioco di Mazzarri non esiste, anzi percolando la situazione potremo dire che è un’invenzione della stampa locale.

 Una squadra allo sbando, senza anima, svuotata da quei contenuti che hanno fatto brillare questi stessi uomini, la passata stagione, gli stessi che oggi si fa fatica a riconoscerli come tali, nessuno di loro si salva da questo scatafascio .

 Tutto il demerito di questa catastrofe sportiva va attribuita in assoluto a ASL, che ha voluto smontare una macchina perfetta, per non ammettere che i veri protagonisti del miracolo scudetto sono stati altri e non lui. Una presunzione quasi mefistofelica, una sorta di Conte Ugolino redivivo.

Le frasi assurde e suicide che in questi mesi, il presidente ha spesso ripetuto come tragici ritornelli si sono rivoltati contro se stesso e purtroppo anche contro la squadra, che sta pagando un dazio terrificante, per le scelte suicide del Patron azzurro. Un disastro incomprensibile, con l’aggravante che a questo punto della stagione, porre dei rimedi diventa quasi impossibile e quindi come un cane che si morde la coda il Napoli gira vorticosamente su se stesso senza trovare soluzioni, con l’unica costante di un abisso profondo alle porte.

Bisogna ricominciare da zero, la prima cosa da fare è licenziare Mazzarri che è oramai un ex allenatore, che ha scombinato quel pochissimo di buono rimasto in piedi, dopo le macerie causate da Garcia.

Il guaio serio è che in questo momento è difficile trovare qualcuno capace di traghettare questa squadra da qui alla fine, ci sarebbe bisogno di un tecnico forte e costosissimo o di un giovane rampante e affamato, cosa che a gennaio e a stagione inoltrata è davvero difficile da trovare.

Quello che serve adesso, visto che alla fine servono 13 punti per evitare il baratro è contare su chi ci crede veramente, via tutti gli scontenti, quelli che vogliono cambiare area, tanto oramai la stagione è rovinata e senza speranze.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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