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domenica, Maggio 26, 2024

TRANSNISTRIA – Occupata da 1500 soldati russi, perchè?

Transnistria piccola nazione ai confini con l'Ucraina, ha iniziato l’iter di adesione all’Ue ma ospita 1500 soldati russi.

Transnistria piccola nazione ai confini con l’Ucraina, ha iniziato l’iter di adesione all’Ue ma ospita 1500 soldati russi.

LA DRITTA DI LUKASHENKO

La repubblica separatista della Transnistria ospita però oltre millecinquecento soldati russi e potrebbe essere il prossimo obiettivo di Mosca. Aleksandr Lukashenko, il dittatore bielorusso, “fedele” alleato di Putin  si fa vanto di conoscere le mosse di Mosca. Chiusa la questione l’Ucraina, toccherà alla Trasnistria e la Moldavia, verso sud, dopo aver bloccato il flusso di aiuti alla Polonia verso l’Ucraina a nord. La rilevazione di Lukashenko non è del tutta peregrina, per un fatto geografico, la piccola repubblica separatista, confina con l’Ucraina ed è più vicina all’Europa.

MILLECINQUECENTO MILITARI RUSSI

Un attacco quindi potrebbe essere possibile, ma la neutralità della Transnistria la pone differentemente, rispetto all’Ucraina. La Moldavia inoltre, insieme alla Georgia, non sono presenti nella lista dei Paesi ostili a Mosca. È importante per la Russia posizionarsi al centro dell’Area balcanica e la piccola Repubblica moldava del Dniester, nome ufficiale dello Stato in Transnistria, avrà un ruolo fondamentale. Sul vessillo della striscia di nazione che funge da base militare per la Russia, ancora la falce e il martello, dalla nascita negli anni ’90.

L’INDIPENDENZA DELLA TRASNSNISTRIA DALLA MOLDAVIA

Dopo l’indipendenza della Moldavia, che guardava più a occidente verso la Romania che la Russia, ci fu la reazione di questa piccola regione orientale. Quattromila morti nel 1992, seguì la militarizzazione di questa striscia di territorio, dove oggi sono presenti truppe rumene, Transnistre ma soprattutto “russe”. Millecinquecento soldati russi presidiano il territorio, controllando soprattutto il villaggio di Cobasna, che dista due chilometri dal confine ucraino.

22.000 TONNELLATE DI MATERIALE BELLICO DEPOSITATO

I russi hanno depositato qui ventiduemila tonnellate di materiale bellico dell’era sovietica. Un deposito troppo grande per essere lasciato quasi incustodito e che potrebbe servire ai russi come base per i rifornimenti ma anche per organizzare l’attacco verso l’oblast di Odessa. Non dimentichiamo che questa città ad oggi è l’unico accesso dell’Ucraina sul Mar Nero. Resta da capire il reale interesse della Russia in quell’Area geografica, dal momento che la Repubblica Moldava del Dniester ha più volte chiesto un intervento diretto dei russi.

LA RUSSIA PER ADESSO NON INTERVIENE

Gli stessi finanziano già adeguatamente ma ad oggi, hanno sempre risposto con un secco “niet”. Chiaramente dobbiamo capire se Lukashenko dice la verità, il che significa che Putin, ha cambiato idea rispetto all’intervento diretto. Innegabile il rapporto tra la Transnistria e la Russia, Mosca aiuta tantissimo Tiraspol dal punto di vista economico, militare e anche energetico, visto che fornisce il gas alla Repubblica senza problemi. Mosca già controlla politicamente la piccola striscia di terra balcanica, perché controllare anche militarmente?

CRISI UMANITARIA ALLE PORTE

La situazione attuale sembra pacifica ma il rilascio di passaporti russi ai cittadini della Transnistria, le recenti esercitazioni militari nel territorio, sollevano sospetti. La situazione in Moldavia è davvero delicata, è il Paese più fragile della zona e non negano i dirigenti locali di prepararsi al peggio. La crisi umanitaria già esiste, sarà impossibile continuare ad accogliere dignitosamente i rifugiati. Siamo solidali, ma c’è bisogno di aiuti concreti dalle altre nazioni e un piano per ricollocare chi scappa dall’Ucraina. La fragile economia è già stata messa a dura prova dal conflitto.

LA MOLDAVIA VERSO LA NATO O L’U.E.?

I cittadini cominciano a preoccuparsi per questa guerra, quello che accade in Ucraina viene percepita come l’aggressione di un solo uomo nei confronti di uno Stato.  Le ricadute nei settori dell’economia e del gas, sono palpabili, il prezzo è cresciuto del 35% nel 2021. La questione principale però è il possibile ingresso della Moldavia nella Nato o nell’U.E. Due scelte sicuramente differenti, di sicuro Chisinau vuole far parte dell’Unione europea.

BUONI RAPPORTI TRA LE DUE MOLDAVIE

Un sondaggio tra la popolazione lo ha ribadito. Questo non cambierebbe la costituzione moldava e la sua neutralità, ma certamente imporrebbe alla Moldavia di fare dei passi in avanti in materia di sviluppo. Per adesso anche il progetto di ingresso nell’U.E. non ha indispettito Mosca, come quello della Georgia. I rapporti tra le due Moldavia, quella di Chisinau e Tiraspol sono nel complesso buoni. La Moldavia non riesce in alcun modo A controllare o influenzare quanto succede in Transnistria. Solo dopo il cessate il fuoco in Ucraina, si vedrà quali siano i progetti russi, ad oggi è impossibile prevedere cosa accadrà.

di redazione

Transnistria piccola nazione ai confini con l’Ucraina, ha iniziato l’iter di adesione all’Ue ma ospita 1500 soldati russi.

LA DRITTA DI LUKASHENKO

La repubblica separatista della Transnistria ospita però oltre millecinquecento soldati russi e potrebbe essere il prossimo obiettivo di Mosca. Aleksandr Lukashenko, il dittatore bielorusso, “fedele” alleato di Putin  si fa vanto di conoscere le mosse di Mosca. Chiusa la questione l’Ucraina, toccherà alla Trasnistria e la Moldavia, verso sud, dopo aver bloccato il flusso di aiuti alla Polonia verso l’Ucraina a nord. La rilevazione di Lukashenko non è del tutta peregrina, per un fatto geografico, la piccola repubblica separatista, confina con l’Ucraina ed è più vicina all’Europa.

MILLECINQUECENTO MILITARI RUSSI

Un attacco quindi potrebbe essere possibile, ma la neutralità della Transnistria la pone differentemente, rispetto all’Ucraina. La Moldavia inoltre, insieme alla Georgia, non sono presenti nella lista dei Paesi ostili a Mosca. È importante per la Russia posizionarsi al centro dell’Area balcanica e la piccola Repubblica moldava del Dniester, nome ufficiale dello Stato in Transnistria, avrà un ruolo fondamentale. Sul vessillo della striscia di nazione che funge da base militare per la Russia, ancora la falce e il martello, dalla nascita negli anni ’90.

L’INDIPENDENZA DELLA TRASNSNISTRIA DALLA MOLDAVIA

Dopo l’indipendenza della Moldavia, che guardava più a occidente verso la Romania che la Russia, ci fu la reazione di questa piccola regione orientale. Quattromila morti nel 1992, seguì la militarizzazione di questa striscia di territorio, dove oggi sono presenti truppe rumene, Transnistre ma soprattutto “russe”. Millecinquecento soldati russi presidiano il territorio, controllando soprattutto il villaggio di Cobasna, che dista due chilometri dal confine ucraino.

22.000 TONNELLATE DI MATERIALE BELLICO DEPOSITATO

I russi hanno depositato qui ventiduemila tonnellate di materiale bellico dell’era sovietica. Un deposito troppo grande per essere lasciato quasi incustodito e che potrebbe servire ai russi come base per i rifornimenti ma anche per organizzare l’attacco verso l’oblast di Odessa. Non dimentichiamo che questa città ad oggi è l’unico accesso dell’Ucraina sul Mar Nero. Resta da capire il reale interesse della Russia in quell’Area geografica, dal momento che la Repubblica Moldava del Dniester ha più volte chiesto un intervento diretto dei russi.

LA RUSSIA PER ADESSO NON INTERVIENE

Gli stessi finanziano già adeguatamente ma ad oggi, hanno sempre risposto con un secco “niet”. Chiaramente dobbiamo capire se Lukashenko dice la verità, il che significa che Putin, ha cambiato idea rispetto all’intervento diretto. Innegabile il rapporto tra la Transnistria e la Russia, Mosca aiuta tantissimo Tiraspol dal punto di vista economico, militare e anche energetico, visto che fornisce il gas alla Repubblica senza problemi. Mosca già controlla politicamente la piccola striscia di terra balcanica, perché controllare anche militarmente?

CRISI UMANITARIA ALLE PORTE

La situazione attuale sembra pacifica ma il rilascio di passaporti russi ai cittadini della Transnistria, le recenti esercitazioni militari nel territorio, sollevano sospetti. La situazione in Moldavia è davvero delicata, è il Paese più fragile della zona e non negano i dirigenti locali di prepararsi al peggio. La crisi umanitaria già esiste, sarà impossibile continuare ad accogliere dignitosamente i rifugiati. Siamo solidali, ma c’è bisogno di aiuti concreti dalle altre nazioni e un piano per ricollocare chi scappa dall’Ucraina. La fragile economia è già stata messa a dura prova dal conflitto.

LA MOLDAVIA VERSO LA NATO O L’U.E.?

I cittadini cominciano a preoccuparsi per questa guerra, quello che accade in Ucraina viene percepita come l’aggressione di un solo uomo nei confronti di uno Stato.  Le ricadute nei settori dell’economia e del gas, sono palpabili, il prezzo è cresciuto del 35% nel 2021. La questione principale però è il possibile ingresso della Moldavia nella Nato o nell’U.E. Due scelte sicuramente differenti, di sicuro Chisinau vuole far parte dell’Unione europea.

BUONI RAPPORTI TRA LE DUE MOLDAVIE

Un sondaggio tra la popolazione lo ha ribadito. Questo non cambierebbe la costituzione moldava e la sua neutralità, ma certamente imporrebbe alla Moldavia di fare dei passi in avanti in materia di sviluppo. Per adesso anche il progetto di ingresso nell’U.E. non ha indispettito Mosca, come quello della Georgia. I rapporti tra le due Moldavia, quella di Chisinau e Tiraspol sono nel complesso buoni. La Moldavia non riesce in alcun modo A controllare o influenzare quanto succede in Transnistria. Solo dopo il cessate il fuoco in Ucraina, si vedrà quali siano i progetti russi, ad oggi è impossibile prevedere cosa accadrà.

di redazione

© Riproduzione riservata

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