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mercoledì, Maggio 22, 2024

TRANSIZIONE ECOLOGICA: Mostra al Museo “Madre”.

Transizione ecologica, se ne sente parlare ovunque ed ad ogni livello socio culturale, forse troppo spesso senza sapere realmente di cosa si tratta.

Transizione ecologica, se ne sente parlare ovunque ed ad ogni livello socio culturale, forse troppo spesso senza sapere realmente di cosa si tratta.

una cosa però è certa; dobbiamo cooperare affinché possa partire, sostenerla e portarla a compimento. La terra sta inviando segnali  per farci capire che siamo alla “deadline!” Proviamo insieme a comprendere cosa possiamo, dobbiamo, fare per modificare la pericolosissima impronta che l’uomo sta lasciando sul pianeta.

La transizione ecologica è un processo strutturale indispensabile per il cambiamento del modello socioeconomico. Il cui obiettivo è, in estrema sintesi, il passaggio dai combustibili fossili all’utilizzo delle fonti energetiche green.

Questa operazione richiede necessariamente una strategia globale, che non può prescindere dal rinnovamento delle infrastrutture per supportare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Per ottenere risultati concreti è indispensabile quindi ripensare alla nostra società. Costruendo un nuovo sistema economico basato non più sul petrolio, il carbone e il gas ma sulle fonti energetiche “verdi“.

La transizione ecologica richiede investimenti pubblici e privati di lungo termine per essere in grado di sfruttare le energie green in modo efficiente. In particolare, serve uno sviluppo sostenibile dell’intera società. Evitare disuguaglianze e consentire a tutti di beneficiare dei vantaggi offerti da un’economia  pulita e inclusiva.

Un passo fondamentale è la sensibilizzazione dei popoli al “global warning” . Termine entrato a far parte oggi del linguaggio comune,   indicando il fenomeno di surriscaldamento globale o riscaldamento climatico prodotto principalmente dalle attività umane. A partire dagli anni della rivoluzione industriale, inoltre, in climatologia esso può indicare i mutamenti climatici sviluppatisi a partire dalla fine del XIX secolo e tuttora in corso.

Sul tema dell’aumento della temperatura media della superficie terrestre si è espressa tutta la comunità scientifica. Il dibattito ha ricondotto il fenomeno in parte a cause naturali ma soprattutto a fattori antropici. Il riscaldamento globale, l’innalzamento dei mari, l’estinzione in massa di numerose specie, recenti anomalie meteorologiche, l’aumento dei livelli di tossicitá.

Sono solo  conseguenze di questa incresciosa situazione, legata alla concezione della natura vista solo  come insieme di risorse  liberamente sfruttate per trarne  profitto. Il nostro pianeta è stato più volte vittima della crudeltà umana che ,spesso sottomette e non preserva il benessere dell’ambiente!

In questo contesto è necessaria una grande opera di sensibilizzazione  ed  è qui che s’innesta perfettamente “Rethinking Nature“. La nuova esposizione presente al Museo Madre dal 17 dicembre al 02 maggio 2022. Sarà una mostra che con la sua indagine rivelerá come l’arte contemporanea stia contribuendo ad una serie di processi culturali e politici, per una riflessione consapevole. 

Il progetto tende ad evidenziare le relazioni tra fattori politici, economici e sociali da un lato, e questioni e cambiamenti ambientali, dall’altro. L’obiettivo, dimostrare l’urgenza di costruire relazioni basate su valori nuovi e di attuare un cambiamento ideologico  radicale.

La mostra si apre con opere che fanno riflettere sulle radici storiche e filosofiche di una visione imperialista della natura. La stessa, fonte di guadagno, considerando come tali dinamiche di dominazione siano perpetuate attualmente dal sistema economico globale.

Prosegue con una serie di progetti artistici che conducono l’analisi al giorno d’oggi, illustrando pratiche attuali di sfruttamento delle risorse naturali che indeboliscono ecosistemi delicati e complessi. Continua poi attraverso pratiche multidisciplinari incentrate sulla spiritualità, la guarigione e i saperi tradizionali. Articolando l’urgenza di sviluppare relazioni etiche con l’ambiente e il pianeta che implichino gli ecosistemi invisibili.

Un percorso complesso, come complesso potrebbe apparire l’approccio all’esposizione, per contribuire alla lettura della mostra. Si potrà visitare dal giovedì alla domenica, alle ore 12:00 ed alle ore 16:00. Si potrà approfittare delle visite guidate, incluse nel biglietto d’ingresso al museo, condotte da operatori didattici specializzati in arte contemporanea, della durata di un’ ora.

Quando arte e natura si fondono per raggiungere un nobile obiettivo il risultato non può che essere positivo, ed in questo processo di recupero sociale, economico ed ambientale tutti dobbiamo avere un ruolo da protagonista.

di Marco Colurcio

Transizione ecologica, se ne sente parlare ovunque ed ad ogni livello socio culturale, forse troppo spesso senza sapere realmente di cosa si tratta.

una cosa però è certa; dobbiamo cooperare affinché possa partire, sostenerla e portarla a compimento. La terra sta inviando segnali  per farci capire che siamo alla “deadline!” Proviamo insieme a comprendere cosa possiamo, dobbiamo, fare per modificare la pericolosissima impronta che l’uomo sta lasciando sul pianeta.

La transizione ecologica è un processo strutturale indispensabile per il cambiamento del modello socioeconomico. Il cui obiettivo è, in estrema sintesi, il passaggio dai combustibili fossili all’utilizzo delle fonti energetiche green.

Questa operazione richiede necessariamente una strategia globale, che non può prescindere dal rinnovamento delle infrastrutture per supportare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Per ottenere risultati concreti è indispensabile quindi ripensare alla nostra società. Costruendo un nuovo sistema economico basato non più sul petrolio, il carbone e il gas ma sulle fonti energetiche “verdi“.

La transizione ecologica richiede investimenti pubblici e privati di lungo termine per essere in grado di sfruttare le energie green in modo efficiente. In particolare, serve uno sviluppo sostenibile dell’intera società. Evitare disuguaglianze e consentire a tutti di beneficiare dei vantaggi offerti da un’economia  pulita e inclusiva.

Un passo fondamentale è la sensibilizzazione dei popoli al “global warning” . Termine entrato a far parte oggi del linguaggio comune,   indicando il fenomeno di surriscaldamento globale o riscaldamento climatico prodotto principalmente dalle attività umane. A partire dagli anni della rivoluzione industriale, inoltre, in climatologia esso può indicare i mutamenti climatici sviluppatisi a partire dalla fine del XIX secolo e tuttora in corso.

Sul tema dell’aumento della temperatura media della superficie terrestre si è espressa tutta la comunità scientifica. Il dibattito ha ricondotto il fenomeno in parte a cause naturali ma soprattutto a fattori antropici. Il riscaldamento globale, l’innalzamento dei mari, l’estinzione in massa di numerose specie, recenti anomalie meteorologiche, l’aumento dei livelli di tossicitá.

Sono solo  conseguenze di questa incresciosa situazione, legata alla concezione della natura vista solo  come insieme di risorse  liberamente sfruttate per trarne  profitto. Il nostro pianeta è stato più volte vittima della crudeltà umana che ,spesso sottomette e non preserva il benessere dell’ambiente!

In questo contesto è necessaria una grande opera di sensibilizzazione  ed  è qui che s’innesta perfettamente “Rethinking Nature“. La nuova esposizione presente al Museo Madre dal 17 dicembre al 02 maggio 2022. Sarà una mostra che con la sua indagine rivelerá come l’arte contemporanea stia contribuendo ad una serie di processi culturali e politici, per una riflessione consapevole. 

Il progetto tende ad evidenziare le relazioni tra fattori politici, economici e sociali da un lato, e questioni e cambiamenti ambientali, dall’altro. L’obiettivo, dimostrare l’urgenza di costruire relazioni basate su valori nuovi e di attuare un cambiamento ideologico  radicale.

La mostra si apre con opere che fanno riflettere sulle radici storiche e filosofiche di una visione imperialista della natura. La stessa, fonte di guadagno, considerando come tali dinamiche di dominazione siano perpetuate attualmente dal sistema economico globale.

Prosegue con una serie di progetti artistici che conducono l’analisi al giorno d’oggi, illustrando pratiche attuali di sfruttamento delle risorse naturali che indeboliscono ecosistemi delicati e complessi. Continua poi attraverso pratiche multidisciplinari incentrate sulla spiritualità, la guarigione e i saperi tradizionali. Articolando l’urgenza di sviluppare relazioni etiche con l’ambiente e il pianeta che implichino gli ecosistemi invisibili.

Un percorso complesso, come complesso potrebbe apparire l’approccio all’esposizione, per contribuire alla lettura della mostra. Si potrà visitare dal giovedì alla domenica, alle ore 12:00 ed alle ore 16:00. Si potrà approfittare delle visite guidate, incluse nel biglietto d’ingresso al museo, condotte da operatori didattici specializzati in arte contemporanea, della durata di un’ ora.

Quando arte e natura si fondono per raggiungere un nobile obiettivo il risultato non può che essere positivo, ed in questo processo di recupero sociale, economico ed ambientale tutti dobbiamo avere un ruolo da protagonista.

di Marco Colurcio

© Riproduzione riservata

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