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giovedì, Maggio 16, 2024

GERMANIA AL VOTO – Vince la Spd per un pugno di voti.

Germania al voto, risultato? L’era Merkel è terminata, con essa quella della guida dei conservatori. A distanza di quattro anni dalla disastrosa sconfitta del 2017 i socialdemocratici riescono a superare gli antagonisti cristiano-democratici, seppur con un risicato 1,6%. L’Spd arriva 25,7%, guadagnano cinque punti in percentuale; la coalizione cristiana popolare Cdu/Csu 24,1%, perde quasi l’8% dei voti. I Verdi raggiungono il 14,8% dei consensi, sei punti in percentuale in più.

I socialdemocratici vincono ma di misura

Olaf Scholz, leader della Spd tedesca

Si attestano all’11,5% i Liberali della Fpd che guadagnano un punto in percentuale. L’Afd, la destra estrema tedesca è al 10,3% rispetto al 12,6% del 2017. la sinistra di Die Linke perde la metà dei voti passando dal 9,2% al 4,9%, poi nient’altro. La formazione di un nuovo governo spetterà a Olaf Scholz, per un governo di sinistra, dovrebbe mettere insieme SPD, Verdi e Die Linke. Supererebbe, l’ex ministro dell’economia del governo Merkel di poco il 50% in parlamento.

I cristiano-democratici sconfitti, perdono l’8% dei voti

Armin Laschet, leader della coalizione Cdu/Csu

L’idea è suggestiva ma una forza di governo come quella socialdemocratica non riuscirebbe ad andare avanti stretta nella morsa ambientalista-comunista. Lo stesso dicasi per Armin Laschet erede di Angela Merkel che mettendo insieme Cdu/Csu, Verdi e Liberali (coalizione Giamaica), non arriverebbero al 50% in parlamento e di certo non potrebbe aggregare la forza di destra estrema Afd. Allora si renderà necessaria e avverrà, di riproporre la Grosse Koalition a poli invertiti.

Verdi Tedeschi gli unici ad avanzare

Annalena Baerbock dei Verdi tedeschi

Per ora l’ipotesi è esclusa da tutti ma entro natale ci sarà il nuovo governo, immaginando comunque che la trattativa sarà lunga e complessa. I socialdemocratici rivendicheranno la cancelliera, forti anche del risultato dei Verdi dell’ex SPD, oggi segretario del partito ambientalista Michael Kellner. La Germania al voto da oggi dovrà confermare il ruolo di volano economico e politico dell’Europa. Oggi più che mai la nazione tedesca ha bisogno di una coalizione per il futuro che possa modernizzare il Paese. La proposta congiunta del segretario Cdu Paul Ziemiak, e quello bavarese della Csu  Markus Soeder, è di formare una coalizione “Giamaica”.

I Liberali della Fpd + 1% di voti

Christian Lindner leader dei Liberali tedeschi della Fpd

L’idea non è certo peregrina, viene da esperienze nei lender tedeschi dove i tre partiti governano insieme. Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma cosa interessa a noi italiani la politica tedesca?” La mia risposta è lapidaria: dalle scelte della Germania, in particolare quelle finanziarie, dipendono i destini dei paesi europei. Inutile dire che siamo a rimorchio della locomotiva tedesca, di conseguenza, ne possiamo trarre benefici o pagarne le conseguenze, il governo Monti, insegna. Di sicuro la stabilità dei governi tedeschi, in qualsiasi forma si presentano, dovrebbe essere da esempio per la politica italiana, frammentata e ridicola, ma questa è un’altra storia.

di gianni bianco

Germania al voto, risultato? L’era Merkel è terminata, con essa quella della guida dei conservatori. A distanza di quattro anni dalla disastrosa sconfitta del 2017 i socialdemocratici riescono a superare gli antagonisti cristiano-democratici, seppur con un risicato 1,6%. L’Spd arriva 25,7%, guadagnano cinque punti in percentuale; la coalizione cristiana popolare Cdu/Csu 24,1%, perde quasi l’8% dei voti. I Verdi raggiungono il 14,8% dei consensi, sei punti in percentuale in più.

I socialdemocratici vincono ma di misura

Olaf Scholz, leader della Spd tedesca

Si attestano all’11,5% i Liberali della Fpd che guadagnano un punto in percentuale. L’Afd, la destra estrema tedesca è al 10,3% rispetto al 12,6% del 2017. la sinistra di Die Linke perde la metà dei voti passando dal 9,2% al 4,9%, poi nient’altro. La formazione di un nuovo governo spetterà a Olaf Scholz, per un governo di sinistra, dovrebbe mettere insieme SPD, Verdi e Die Linke. Supererebbe, l’ex ministro dell’economia del governo Merkel di poco il 50% in parlamento.

I cristiano-democratici sconfitti, perdono l’8% dei voti

Armin Laschet, leader della coalizione Cdu/Csu

L’idea è suggestiva ma una forza di governo come quella socialdemocratica non riuscirebbe ad andare avanti stretta nella morsa ambientalista-comunista. Lo stesso dicasi per Armin Laschet erede di Angela Merkel che mettendo insieme Cdu/Csu, Verdi e Liberali (coalizione Giamaica), non arriverebbero al 50% in parlamento e di certo non potrebbe aggregare la forza di destra estrema Afd. Allora si renderà necessaria e avverrà, di riproporre la Grosse Koalition a poli invertiti.

Verdi Tedeschi gli unici ad avanzare

Annalena Baerbock dei Verdi tedeschi

Per ora l’ipotesi è esclusa da tutti ma entro natale ci sarà il nuovo governo, immaginando comunque che la trattativa sarà lunga e complessa. I socialdemocratici rivendicheranno la cancelliera, forti anche del risultato dei Verdi dell’ex SPD, oggi segretario del partito ambientalista Michael Kellner. La Germania al voto da oggi dovrà confermare il ruolo di volano economico e politico dell’Europa. Oggi più che mai la nazione tedesca ha bisogno di una coalizione per il futuro che possa modernizzare il Paese. La proposta congiunta del segretario Cdu Paul Ziemiak, e quello bavarese della Csu  Markus Soeder, è di formare una coalizione “Giamaica”.

I Liberali della Fpd + 1% di voti

Christian Lindner leader dei Liberali tedeschi della Fpd

L’idea non è certo peregrina, viene da esperienze nei lender tedeschi dove i tre partiti governano insieme. Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma cosa interessa a noi italiani la politica tedesca?” La mia risposta è lapidaria: dalle scelte della Germania, in particolare quelle finanziarie, dipendono i destini dei paesi europei. Inutile dire che siamo a rimorchio della locomotiva tedesca, di conseguenza, ne possiamo trarre benefici o pagarne le conseguenze, il governo Monti, insegna. Di sicuro la stabilità dei governi tedeschi, in qualsiasi forma si presentano, dovrebbe essere da esempio per la politica italiana, frammentata e ridicola, ma questa è un’altra storia.

di gianni bianco

© Riproduzione riservata

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