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mercoledì, Maggio 29, 2024

IL FILM CONSIGLIATO: Romanzo di una strage

Il film consigliato: "Romanzo di una strage", una delle tante storia come tante negli anni di piombo vissuti in Italia.

Il film consigliato: Romanzo di una strage. Cast – Valerio Mastandrea: Luigi Calabresi; Pierfrancesco Favino; Giuseppe Pinelli; Bob Marchese: giudice Carlo Biotti. Regia di Marco Tullio Giordana.

La trama è la ricostruzione dell’attentato avvenuto a Milano in piazza Fontana il 12 dicembre 1969, dei tragici fatti che ne conseguirono. Dal caso creato intorno alla morte di Giuseppe Pinelli (avvenuta in circostanze misteriose durante un interrogatorio), alle varie piste intraprese dalla magistratura. In particolare quella del Presidente della corte d’assise Carlo Biotti e quella conseguente del commissario Luigi Calabresi, che conduceva le indagini.

Il film di Marco Tullio Giordana, appare come un esercizio misurato ed efficace, che tiene in equilibrio la caratterizzazione dei personaggi principali. Il commissario Calabresi, Pinelli, le loro mogli, il questore Guida, i neonazisti Freda, Ventura e Delle Chiaie, Valpreda, l’onorevole Aldo Moro. La ricostruzione storica è asciutta e coinvolgente, un periodo segnato dalla “guerra fredda”, tra la Nato e il blocco sovietico.

Questa condizione concedeva una sovranità limitata ai paesi dell’Alleanza Atlantica, scossi tra movimenti di rivolta ed emancipazione e trame eversive di ispirazione neofascista.  La sovrabbondanza di eventi storici che hanno segnato il periodo e lo hanno reso simile a un’intricata “spy story” viene risolta da una sceneggiatura avvincente. Pinelli e Calabresi appaiono, sia pure su versanti opposti, come le vittime sacrificali di strategie stragiste transnazionali.

Nella storia è difficoltoso distinguere l’ispiratore dal mandante e i complici dagli esecutori materiali. La recitazione di Mastrandrea, nel ruolo di Calabresi, e di Favino in quello di Pinelli è eccellente. Più in generale, il cast fornisce un’ottima prova Giordana propone un affresco corale che narra segmenti significativi del nostro passato recente.

Lo fa senza rinunciare a raccontare le vite delle persone, i loro desideri, le loro interazioni in un paese che sembra aver smarrito la propria anima. Una nazione che ha visto cadere molti dei suoi figli migliori, vittime di poteri criminali o abbandonati dalle istituzioni che rappresentavano.

di Fiore Marro

Il film consigliato: Romanzo di una strage. Cast – Valerio Mastandrea: Luigi Calabresi; Pierfrancesco Favino; Giuseppe Pinelli; Bob Marchese: giudice Carlo Biotti. Regia di Marco Tullio Giordana.

La trama è la ricostruzione dell’attentato avvenuto a Milano in piazza Fontana il 12 dicembre 1969, dei tragici fatti che ne conseguirono. Dal caso creato intorno alla morte di Giuseppe Pinelli (avvenuta in circostanze misteriose durante un interrogatorio), alle varie piste intraprese dalla magistratura. In particolare quella del Presidente della corte d’assise Carlo Biotti e quella conseguente del commissario Luigi Calabresi, che conduceva le indagini.

Il film di Marco Tullio Giordana, appare come un esercizio misurato ed efficace, che tiene in equilibrio la caratterizzazione dei personaggi principali. Il commissario Calabresi, Pinelli, le loro mogli, il questore Guida, i neonazisti Freda, Ventura e Delle Chiaie, Valpreda, l’onorevole Aldo Moro. La ricostruzione storica è asciutta e coinvolgente, un periodo segnato dalla “guerra fredda”, tra la Nato e il blocco sovietico.

Questa condizione concedeva una sovranità limitata ai paesi dell’Alleanza Atlantica, scossi tra movimenti di rivolta ed emancipazione e trame eversive di ispirazione neofascista.  La sovrabbondanza di eventi storici che hanno segnato il periodo e lo hanno reso simile a un’intricata “spy story” viene risolta da una sceneggiatura avvincente. Pinelli e Calabresi appaiono, sia pure su versanti opposti, come le vittime sacrificali di strategie stragiste transnazionali.

Nella storia è difficoltoso distinguere l’ispiratore dal mandante e i complici dagli esecutori materiali. La recitazione di Mastrandrea, nel ruolo di Calabresi, e di Favino in quello di Pinelli è eccellente. Più in generale, il cast fornisce un’ottima prova Giordana propone un affresco corale che narra segmenti significativi del nostro passato recente.

Lo fa senza rinunciare a raccontare le vite delle persone, i loro desideri, le loro interazioni in un paese che sembra aver smarrito la propria anima. Una nazione che ha visto cadere molti dei suoi figli migliori, vittime di poteri criminali o abbandonati dalle istituzioni che rappresentavano.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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