
Inizia con una strage in discoteca il 2026 in Svizzera, prosegue con proteste in Iran, le morti in Russia, Ucraina e Medioriente.

Una serata di divertimento, quello doveva essere per i giovanissimi che festeggiavano l’arrivo del 2026 in una località sciistica svizzera a Crans-Montana, finisce in morte. Le vittime sono almeno quarantasette tutti intorno i venti anni. Le vite spezzate da un incendio che in un attimo ha divorato un affollato bar nella lussuosa località sciistica svizzera, provocando un centinaio di feriti, molti in gravi condizioni. Solo per dovere di cronaca alcuni ci sono alcuni italiani dispersi, altri tredici ricoverati in ospedale. Tutto questo per un petardo che ha intrappolato i presenti, provocando feriti e morti.

A Mosca un ordigno uccide in auto il generale Sarvorov in un attentato da parte degli ucraini, a testimoniare la vulnerabilità in terra russa a difesa dei protagonisti del conflitto. Non è il primo e non sarà l’ultimo e sicuramente alimenta e non rallenta il processo di pace. Ci si mette anche Putin e le balle sul bombardamento a una sua residenza con i droni.

La notizia più importante a mio giudizio in questo inizio 2026 è la protesta, per il terzo giorno consecutivo, in Iran. La motivazione è legata alle condizioni economiche e un’inflazione al 50%. C’è stato soprattutto il crollo della moneta iraniana. Le proteste sono cominciate domenica 4 gennaio nei mercati della capitale Teheran e successivamente, nelle Università e in tante altre città iraniane. Sono nati scontri con la polizia e i Guardiani della rivoluzione ma il regime, conscio della gravità della situazione, sembra voler ascoltare i manifestanti.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato il ministro dell’Interno a considerare le loro «legittime richieste». In Iran un’inflazione è vicina al 50%, soprattutto gli alimenti aumentati in base annua del 70%. La moneta, il Rial, tocca in questi giorni minimi storici nei confronti del dollaro. Nel 2022 un dollaro valeva 430mila rial, oggi un milione e 450mila rial. C’è chi rimpiange Mohammad Reza Pahlavi, il re deposto dagli ayatollah nel 1979.

Il 2026 sarà ancora un anno difficile e le parole dei Papa Leone XIV e il Presidente Sergio Mattarella confortano ma non risolvono i problemi. L’Italia soffre una crisi economica che la nuova manovra del Governo Meloni affronta in modo ridicolo, aumenti di pochi euro in busta paga, mentre aumenteranno: Pedaggi autostradale; Polizze assicurative; Sigarette; Acquisti on-line e le Accise del diesel, etc., etc.

A parte gli aumenti del governo Meloni, ci sarà da pagare di più per i tributi locali, dove a pagare sono gli onesti, i soliti fessi e non i disonesti. Brava Meloni, davvero brava a conquistare i poteri forti italiani e stranieri, insieme ai cittadini affascinati dai suoi video attraverso le reti Social. Abbiamo perso il 25% di potere d’acquisto e gli stipendi in Italia sono al penultimo posto, avanti alla sola Grecia. Basterebbe solo questo dato a mandare a casa il governo di centrodestra ma l’opposizione ad oggi non propone un alternativa all’altezza del momento. Finite le feste di nuovo a lavoro.
Buon 2026.
di redazione
