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lunedì, Giugno 17, 2024

NAPOLI– CAGLIARI 2 A 1: Finalmente anche in campionato gli azzurri sfatano il tabù negativo del Maradona.

Sono punti importanti, quelli conquistati con il Cagliari, soprattutto per non rimanere risucchiati in situazioni imbarazzanti.

GOL: 69′ Osimhen (N), 72′ Pavoletti (C), 75′ Kvaratskhelia (N)

Il Napoli sfata il tabù Maradona anche in campionato, riuscendo a battere un Cagliari coriaceo e messo perfettamente in campo da Claudio Ranieri, squadra gagliarda quella degli isolani, con pochi concetti, doppia linea difensiva e due arieti in avanti, palla avanti e pedalare, come ai bei tempi andati, così giocano le provinciali, quando affrontano formazioni dotate di talento come in occasione di ieri.

Dopo due sconfitte consecutive, il Napoli ritrova la vittoria e, soprattutto, la coppia d’oro Osimhen –Kvaratskhelia . Oltre un’ora di sofferenza per la squadra di Mazzarri prima del ritorno al gol del nigeriano che sfrutta benissimo l’assist di Mario Rui. Pavoletti pareggia i conti subito. Ci pensa poi Kvaratskhelia a segnare il gol del 2-1 su assist di Osimhen. Napoli momentaneamente 4°.

Seguendo le gare ultime del Napoli, rimane comunque il rammarico di avere perso una grande occasione per ripetersi, bastava spendere i soldi giusti, per sopperire nella zone carenti della formazione azzurra, andava risistemata la zona difensiva dei centrali, sostituire con un nome importante la cessione di Lozano e poi comprare qualche calciatore capace di tirare da fuori area, cosa che penalizza enormemente questa formazione, che se non entra con il pallone nella porta avversaria, non segna facilmente.

Dispiace vedere la squadra campione d’Italia soffrire contro avversari di bassa caratura, come capita di questi tempi, sottolineo che le colpe maggiori vanno attribuite al patron De Laurentis se la situazione deficitaria del Napoli è in questa situazione ibrida.

Sull’allenatore ho ancora delle perplessità, non perché Mazzarri non sia una persona valida, anzi in passato ha dimostrato grandi capacità, ma appunto è un tecnico che viene dal passato, e il calcio si evolve e lui non pare sia il timoniere giusto per una squadra di vertice, personalmente mi da l’impressione di non essere all’altezza, mi auguro sia un mio errore di valutazione.

La vittoria di ieri è stata salutare, per tanti motivi, psichici soprattutto, perché in quanto alla ripresa atletica, il cambio di preparatore atletico può dare i risultati sperati, ma è “’a capa”quella su cui si deve lavorare, perché prima quel senso di appagamento che ti attanaglia dopo una vittoria prestigiosa, poi l’impatto con un tecnico incapace ha alla fine generato una escalation demotivante che ha fatto si che alcuno campioni hanno finora deluso.

 Sono punti importanti, quelli conquistati con il Cagliari, soprattutto per non rimanere risucchiati in situazioni imbarazzanti. Purtroppo il gioco continua a essere lento e prevedibile, il possesso palla è talvolta troppo scontato, la velocità continua a latitare.

Nel primo palleggio, in questi casi ci vorrebbe un calciatore di spessore, diciamo un tantino più  talentuoso di Politano, perché a nostro parere se in campo, il migliore del Napoli sta risultato spesso l’esterno in questione, qualche problema di qualità la squadra ce l’ha.

La difesa poi, è la brutta copia di quelle ammirate nell’era Sarri e Spalletti, Natan continua a non essere ne carne né pesce, i due centrali, come li metti fanno comunque disastri, nessuno dei quattro in “rosa” appare degno di un Albiol, Kim o Koulibaly che sia, troppo scarsi per giocare in una squadra di prestigio, che gioca a alti livelli.

Certo i risultati possono aiutare a uscire dal periodo negativo, per ora va bene così. Questa squadra è stata fatta male già da agosto, e le conseguenze sono state finora poco esaltanti, si rischia se non si corre ai ripari, di andare incontro a una stagione tribolata da qui alla fine.

di Fiore Marro

Sono punti importanti, quelli conquistati con il Cagliari, soprattutto per non rimanere risucchiati in situazioni imbarazzanti.

GOL: 69′ Osimhen (N), 72′ Pavoletti (C), 75′ Kvaratskhelia (N)

Il Napoli sfata il tabù Maradona anche in campionato, riuscendo a battere un Cagliari coriaceo e messo perfettamente in campo da Claudio Ranieri, squadra gagliarda quella degli isolani, con pochi concetti, doppia linea difensiva e due arieti in avanti, palla avanti e pedalare, come ai bei tempi andati, così giocano le provinciali, quando affrontano formazioni dotate di talento come in occasione di ieri.

Dopo due sconfitte consecutive, il Napoli ritrova la vittoria e, soprattutto, la coppia d’oro Osimhen –Kvaratskhelia . Oltre un’ora di sofferenza per la squadra di Mazzarri prima del ritorno al gol del nigeriano che sfrutta benissimo l’assist di Mario Rui. Pavoletti pareggia i conti subito. Ci pensa poi Kvaratskhelia a segnare il gol del 2-1 su assist di Osimhen. Napoli momentaneamente 4°.

Seguendo le gare ultime del Napoli, rimane comunque il rammarico di avere perso una grande occasione per ripetersi, bastava spendere i soldi giusti, per sopperire nella zone carenti della formazione azzurra, andava risistemata la zona difensiva dei centrali, sostituire con un nome importante la cessione di Lozano e poi comprare qualche calciatore capace di tirare da fuori area, cosa che penalizza enormemente questa formazione, che se non entra con il pallone nella porta avversaria, non segna facilmente.

Dispiace vedere la squadra campione d’Italia soffrire contro avversari di bassa caratura, come capita di questi tempi, sottolineo che le colpe maggiori vanno attribuite al patron De Laurentis se la situazione deficitaria del Napoli è in questa situazione ibrida.

Sull’allenatore ho ancora delle perplessità, non perché Mazzarri non sia una persona valida, anzi in passato ha dimostrato grandi capacità, ma appunto è un tecnico che viene dal passato, e il calcio si evolve e lui non pare sia il timoniere giusto per una squadra di vertice, personalmente mi da l’impressione di non essere all’altezza, mi auguro sia un mio errore di valutazione.

La vittoria di ieri è stata salutare, per tanti motivi, psichici soprattutto, perché in quanto alla ripresa atletica, il cambio di preparatore atletico può dare i risultati sperati, ma è “’a capa”quella su cui si deve lavorare, perché prima quel senso di appagamento che ti attanaglia dopo una vittoria prestigiosa, poi l’impatto con un tecnico incapace ha alla fine generato una escalation demotivante che ha fatto si che alcuno campioni hanno finora deluso.

 Sono punti importanti, quelli conquistati con il Cagliari, soprattutto per non rimanere risucchiati in situazioni imbarazzanti. Purtroppo il gioco continua a essere lento e prevedibile, il possesso palla è talvolta troppo scontato, la velocità continua a latitare.

Nel primo palleggio, in questi casi ci vorrebbe un calciatore di spessore, diciamo un tantino più  talentuoso di Politano, perché a nostro parere se in campo, il migliore del Napoli sta risultato spesso l’esterno in questione, qualche problema di qualità la squadra ce l’ha.

La difesa poi, è la brutta copia di quelle ammirate nell’era Sarri e Spalletti, Natan continua a non essere ne carne né pesce, i due centrali, come li metti fanno comunque disastri, nessuno dei quattro in “rosa” appare degno di un Albiol, Kim o Koulibaly che sia, troppo scarsi per giocare in una squadra di prestigio, che gioca a alti livelli.

Certo i risultati possono aiutare a uscire dal periodo negativo, per ora va bene così. Questa squadra è stata fatta male già da agosto, e le conseguenze sono state finora poco esaltanti, si rischia se non si corre ai ripari, di andare incontro a una stagione tribolata da qui alla fine.

di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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