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mercoledì, Maggio 22, 2024

UDINESE – NAPOLI  0-4: Azzurri compatti e devastanti.

Udinese – Napoli  0 a 4,Aazzurri compatti e devastanti e in Friuli gli azzurri hanno dato prova di essere una squadra vera. I marcatori sono stati in ordine: Victor Osimhen 24'; Amir Rrahmani 35'; Kalidou Koulibaly 52'; Hirving Lozano 84’.

Udinese – Napoli  0 a 4, azzurri compatti e devastanti e in Friuli gli azzurri hanno dato prova di essere una squadra vera. I marcatori sono stati in ordine: Victor Osimhen 24′; Amir Rrahmani 35′; Kalidou Koulibaly 52′; Hirving Lozano 84’.

Quello visti ieri è un Napoli che gioca da squadra, meccanismi che rendono un gruppo forte, imbattibile e un gioco che  esalta le qualità dei singoli. Contemporaneamente si ha la  potenza prorompente dei vari Anguissa, Koulibaly, Di Lorenzo, Osimhen e la tecnica e la fantasia di Insigne, Politano, Fabian Ruiz. Organizzazione e corsa, collaborazione tra i reparti, nessun calciatore durante la gara è solo, sia in fase di costruzione che in difensa.

A Luciano Spalletti possiamo solo dire “Bravo”, un complimento ampiamente meritato per il Mister, l’uomo giusto per il Napoli dopo i disastri degli allenatori di provenienza rossonera. Gli stessi che fin dai tempi di Giacomini hanno causato disastri sulla panchina partenopea. Dopo solo quattro giornate parlare di primo posto, penso sia prematuro. Basti pensare che se l’ Udinese ieri avesse vinto, oggi sarebbe prima in classifica. Teniamoci quindi ben stretto il primato.

Un primo posto meritato, per ciò che vale in questo momento, nulla di più: “piedi per terra Napoli”, è un appello rivolto soprattutto alla città. Contro l’Udinese è stato tutto meraviglioso, i goal, le chiusure difensive, le gabbie a protezione di chi è meno dotato. Sono esempi da mostrare ai giovani che si affacciano a questo bel mestiere. A centrocampo Fabian Ruiz si muove magistralmente, finalmente, perché intorno allo spagnolo, l’appoggio è stato perfetto.

E’ stato fantastico ammirare i mille modi adottati dagli azzurri per arrivare in rete. Certo avere un “mostro” imprendibile lì davanti, fa il suo, ma i primi due gol sono stati frutto di schemi studiati. Chi allena sa che raramente uno schema studiato cento volte in allenamento si realizza poi in gara. Ieri, un allenatore di qualsiasi categoria, non ha potuto fare altro che rallegrarsi. Perché quando si intravede il lavoro di una settimana, adottato alla perfezione nella gara, è un gran bel vedere, una soddisfazione doppia.

Un Napoli stellare che confesso mi ha fatto spesso sorridere di gioia, una sensazione di benessere che mancava da Napoli Stoccarda. Parlo di quel periodo dove gli azzurri vincevano trofei, una sensazione nuova ma antica. Certo, dopo ci sono stati altri momenti esaltanti con il “sarrismo“, non lo nego. Ma quella era una  squadra consapevole dei propri mezzi, con un gioco perfetto, purtroppo non ha prodotto titoli.

Dopo lo tsunami degli ultimi anni, sfido chiunque a negare di essere andato in depressione per come sono finite le stagioni del Napoli. Ieri sera ho rivisto lo spirito del tempo che fu, una voglia di giocare, di divertirsi e divertire che mancava dai tempi degli scudetti. Ad onor del vero un minimo di preoccupazione, prima della partita contro l’ Udinese al “Dacia Arena“, c’era. Il Napoli aveva si incamerato nove punti in tre partite, ma non aveva convinto appieno.

La partita con il Venezia non fa testo, anzi, in dieci contro undici, portare a casa il risultato è stato importante. in quel caso non si poteva pretendere di godere di un gioco “organizzato“. Le gare con il Genoa e la Juve sono state segnate da un gioco da parte del Napoli a tratti discontinuo. Le partite sono terminate con esito positivo per gli azzurri, più per episodi a favore che per meriti di gioco. Petagna a Marassi si inventa un gol da centravanti vero, rievocando lo spirito del gallese John Charles.

Kean e Shezhyny sono stati artefici in negativo per i “non colorati” di una vittoria per il Napoli meritata si, ma che stentava a arrivare. Se non fosse stato per i loro strafalcioni, probabilmente che la gara sarebbe finita in parità, anche se così facendo i piemontesi avrebbero rubato un punto. La partita in Friuli, ha fatto comprendere che ci sono stati ampi margini di miglioramento per i vari meccanismi di gioco.

Spalletti sta impartendo, ma soprattutto ci sta facendo comprendere che in questa squadra non esistono titolarissimi. Il gruppo vale tutto, per intero, e questa potrebbe essere la linea che può portare il Napoli fino in fondo e realizzare un sogno che a oggi era impossibile. Ma come diceva La Rochelle: “Non sono ragioni per vivere ma solo passioni!”

Avanti tutta.

Di Fiore Marro

Udinese – Napoli  0 a 4, azzurri compatti e devastanti e in Friuli gli azzurri hanno dato prova di essere una squadra vera. I marcatori sono stati in ordine: Victor Osimhen 24′; Amir Rrahmani 35′; Kalidou Koulibaly 52′; Hirving Lozano 84’.

Quello visti ieri è un Napoli che gioca da squadra, meccanismi che rendono un gruppo forte, imbattibile e un gioco che  esalta le qualità dei singoli. Contemporaneamente si ha la  potenza prorompente dei vari Anguissa, Koulibaly, Di Lorenzo, Osimhen e la tecnica e la fantasia di Insigne, Politano, Fabian Ruiz. Organizzazione e corsa, collaborazione tra i reparti, nessun calciatore durante la gara è solo, sia in fase di costruzione che in difensa.

A Luciano Spalletti possiamo solo dire “Bravo”, un complimento ampiamente meritato per il Mister, l’uomo giusto per il Napoli dopo i disastri degli allenatori di provenienza rossonera. Gli stessi che fin dai tempi di Giacomini hanno causato disastri sulla panchina partenopea. Dopo solo quattro giornate parlare di primo posto, penso sia prematuro. Basti pensare che se l’ Udinese ieri avesse vinto, oggi sarebbe prima in classifica. Teniamoci quindi ben stretto il primato.

Un primo posto meritato, per ciò che vale in questo momento, nulla di più: “piedi per terra Napoli”, è un appello rivolto soprattutto alla città. Contro l’Udinese è stato tutto meraviglioso, i goal, le chiusure difensive, le gabbie a protezione di chi è meno dotato. Sono esempi da mostrare ai giovani che si affacciano a questo bel mestiere. A centrocampo Fabian Ruiz si muove magistralmente, finalmente, perché intorno allo spagnolo, l’appoggio è stato perfetto.

E’ stato fantastico ammirare i mille modi adottati dagli azzurri per arrivare in rete. Certo avere un “mostro” imprendibile lì davanti, fa il suo, ma i primi due gol sono stati frutto di schemi studiati. Chi allena sa che raramente uno schema studiato cento volte in allenamento si realizza poi in gara. Ieri, un allenatore di qualsiasi categoria, non ha potuto fare altro che rallegrarsi. Perché quando si intravede il lavoro di una settimana, adottato alla perfezione nella gara, è un gran bel vedere, una soddisfazione doppia.

Un Napoli stellare che confesso mi ha fatto spesso sorridere di gioia, una sensazione di benessere che mancava da Napoli Stoccarda. Parlo di quel periodo dove gli azzurri vincevano trofei, una sensazione nuova ma antica. Certo, dopo ci sono stati altri momenti esaltanti con il “sarrismo“, non lo nego. Ma quella era una  squadra consapevole dei propri mezzi, con un gioco perfetto, purtroppo non ha prodotto titoli.

Dopo lo tsunami degli ultimi anni, sfido chiunque a negare di essere andato in depressione per come sono finite le stagioni del Napoli. Ieri sera ho rivisto lo spirito del tempo che fu, una voglia di giocare, di divertirsi e divertire che mancava dai tempi degli scudetti. Ad onor del vero un minimo di preoccupazione, prima della partita contro l’ Udinese al “Dacia Arena“, c’era. Il Napoli aveva si incamerato nove punti in tre partite, ma non aveva convinto appieno.

La partita con il Venezia non fa testo, anzi, in dieci contro undici, portare a casa il risultato è stato importante. in quel caso non si poteva pretendere di godere di un gioco “organizzato“. Le gare con il Genoa e la Juve sono state segnate da un gioco da parte del Napoli a tratti discontinuo. Le partite sono terminate con esito positivo per gli azzurri, più per episodi a favore che per meriti di gioco. Petagna a Marassi si inventa un gol da centravanti vero, rievocando lo spirito del gallese John Charles.

Kean e Shezhyny sono stati artefici in negativo per i “non colorati” di una vittoria per il Napoli meritata si, ma che stentava a arrivare. Se non fosse stato per i loro strafalcioni, probabilmente che la gara sarebbe finita in parità, anche se così facendo i piemontesi avrebbero rubato un punto. La partita in Friuli, ha fatto comprendere che ci sono stati ampi margini di miglioramento per i vari meccanismi di gioco.

Spalletti sta impartendo, ma soprattutto ci sta facendo comprendere che in questa squadra non esistono titolarissimi. Il gruppo vale tutto, per intero, e questa potrebbe essere la linea che può portare il Napoli fino in fondo e realizzare un sogno che a oggi era impossibile. Ma come diceva La Rochelle: “Non sono ragioni per vivere ma solo passioni!”

Avanti tutta.

Di Fiore Marro

© Riproduzione riservata

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