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mercoledì, Maggio 22, 2024

ACI TREZZA: Ancora morte per passione.

Aci Trezza è un borgo di pescatori trasformata in luogo di vacanze. Una lingua di terra tra Acireale e Aci Castello, in provincia di Catania. Una piccola lingua di terra e mare e i faraglioni fanno da cornice, insieme alla Timpa, la lava solidificata che si tuffa nel mare senza sabbia.

Aci Trezza è un borgo di pescatori trasformata in luogo di vacanze. Una lingua di terra tra Acireale e Aci Castello, in provincia di Catania. Una piccola lingua di terra e mare e i faraglioni fanno da cornice, insieme alla Timpa, la lava solidificata che si tuffa nel mare senza sabbia.

In questo luogo affollato d’estate da migliaia di turisti di è consumata la tragica morte di Vanessa. La giovane ventiseienne uccisa sul lungomare di Aci Trezza la scorsa notte. Spara diversi colpi contro la l’ex fidanzata Antonino Sciuto.

Dopo una giornata di ricerche il 38enne è stato ritrovato morto, si è suicidato impiccandosi. Omicida-suicida, Antonino era separato e padre di due figli, ai quali ha scritto su un pezzo di carta «vi voglio bene», prima di uccidersi.

Lei era di Trecastagni lui di San Giovanni La Punta. Era stato più volte denunciato per stalking per atteggiamenti violenti. La procura aveva chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari ed il divieto di avvicinamento. L’agguato è scattato intorno alle tre, nel lungomare, vicino al porticciolo.

La giovane era in compagnia di amici quando sono iniziati gli spari; un proiettile l’ha colpita alla testa: un altro ha ferito di striscio alla schiena una amica medicata dai medici del 118 sul posto. L’ultimo post di Vanessa:
«Non puoi mostrare il mare che hai dentro a chi non sa nuotare».

È l’ultimo post pubblicato da Vanessa Zappalà, il 19 luglio scorso. Non chiamatelo amore, è solo un altro caso di uomini che odiano le donne. Sull’obbligo della distanza bisognerebbe chiedere conto al magistrato che ha disposto i duecento metri di distanza.

Ancora un errore della magistratura e una morte incomprensibile, di Vanessa, che aveva capito di essersi innamorata dell’uomo sbagliato. Non sarà l’ultima, almeno fino al momento di imporre l’esilio per questi uomini disturbati nella mente e nel cuore. In alternativa, il braccialetto elettronico per controllare l’obbligo di distanza che mai dovrebbe essere di soli duecento metri.

di Luigi Eucalipto

Aci Trezza è un borgo di pescatori trasformata in luogo di vacanze. Una lingua di terra tra Acireale e Aci Castello, in provincia di Catania. Una piccola lingua di terra e mare e i faraglioni fanno da cornice, insieme alla Timpa, la lava solidificata che si tuffa nel mare senza sabbia.

In questo luogo affollato d’estate da migliaia di turisti di è consumata la tragica morte di Vanessa. La giovane ventiseienne uccisa sul lungomare di Aci Trezza la scorsa notte. Spara diversi colpi contro la l’ex fidanzata Antonino Sciuto.

Dopo una giornata di ricerche il 38enne è stato ritrovato morto, si è suicidato impiccandosi. Omicida-suicida, Antonino era separato e padre di due figli, ai quali ha scritto su un pezzo di carta «vi voglio bene», prima di uccidersi.

Lei era di Trecastagni lui di San Giovanni La Punta. Era stato più volte denunciato per stalking per atteggiamenti violenti. La procura aveva chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari ed il divieto di avvicinamento. L’agguato è scattato intorno alle tre, nel lungomare, vicino al porticciolo.

La giovane era in compagnia di amici quando sono iniziati gli spari; un proiettile l’ha colpita alla testa: un altro ha ferito di striscio alla schiena una amica medicata dai medici del 118 sul posto. L’ultimo post di Vanessa:
«Non puoi mostrare il mare che hai dentro a chi non sa nuotare».

È l’ultimo post pubblicato da Vanessa Zappalà, il 19 luglio scorso. Non chiamatelo amore, è solo un altro caso di uomini che odiano le donne. Sull’obbligo della distanza bisognerebbe chiedere conto al magistrato che ha disposto i duecento metri di distanza.

Ancora un errore della magistratura e una morte incomprensibile, di Vanessa, che aveva capito di essersi innamorata dell’uomo sbagliato. Non sarà l’ultima, almeno fino al momento di imporre l’esilio per questi uomini disturbati nella mente e nel cuore. In alternativa, il braccialetto elettronico per controllare l’obbligo di distanza che mai dovrebbe essere di soli duecento metri.

di Luigi Eucalipto

© Riproduzione riservata

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